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Lightisback – E luce fu

Padova, tanta bella gente: il Ministro Franceschini, il Sindaco di padova, l’assessore regionale e l’amministratore delegato di Iguzzini, tutti li per un motivo.

Il motivo anzi i motivi sono due per la precisione.
Il primo è la candidatura di Padova a città patrimonio dell’Unesco e qui il mio commento è SUBITO!
Padova è una città bellissima e si merita questo riconoscimento che poi è un onore ma anche un onere.

Il secondo è l’inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione della stupenda Cappella degli Scrovegni.
Tale sistema è opera dell’azienda marchigiana iguzzini e viene considerato un  impianto di illuminazione IoT (internet of things).
A fronte del mio invito, l’obiettivo era fotografare tale bellezza e raccontarla sui social.
Il racconto potete trovarlo con il tag #lightisback.
Le foto saranno pubblicate sul mio account Instagram (www.instagram.com/oraziospoto) a partire da oggi.
anche se, vi confesso, non sono soddisfatto del risultato.

Pur se accompagnato dalla fantastica LeicaQ non sono riuscito a immortalare il gioco di colori che si crea e spero di riuscire a rendere onore ai colori usati da Giotto.

Per iguzzini si tratta di un bis visto che nel 2015 hanno fatto un lavoro analogo  per l’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci,

Tornando al sistema di illuminazione IoT, questo è composto da apparecchi a LED, sensori ambientali e applicazioni software su protocollo internet.
I sensori misurano le variazioni della luce naturale; i dati raccolti attivano poi un sistema in grado di adattare la luce artificiale al modificarsi delle condizioni ambientali.

La visita poi è proseguita visitando la città e i suoi angoli più suggestivi.
Fra questi lo splendido palazzo della Ragione e la Specula.

Ecco una galleria delle immagini scattate ieri

 

Progetto Atlante – un esperimento

ho partecipato al progetto Atlante – Festival della Letteratura ed è stato emozionante.
Se volete scoprire i contenuti realizzati durante il progetto (oltre a scorrere il testo e trovare una galleria), potete cercare su instagram e twitter il tag #atlantefestlet.
Ho anche realizzato numerose instagram stories, ma essendo passate 24 ore dalla loro pubblicazione, non sono più disponibili. Ne troverete una selezione qui.

Il progetto Atlante – Festival della Letteratura consiste in una lunga passeggiata a piedi da Brescia a Mantova seguendo un itinerario storico culturale.
Non si tratta di una prova fisica, o meglio non solo di quella.
La finalità del progetto è costruire una mappa collettiva fatta di punti di interesse. Un po’ come facevano gli esploratori del 1600.

Il gruppo partecipante, composto da 25 persone e piuttosto eterogeneo, è partito da Brescia il 9 settembre alle 9 per giungere alle 16 in Piazza Sordello a Mantova.
Fra loro turisti messicani, avvocati, professoresse in pensione e tante storie che si intrecciano.

La camminata è stata a tratti dura ma tutti l’hanno portata a termine con i propri demoni e i propri stratagemmi. Ovviamente non si trattava di una gara.
c’è chi ha usato scarpe piatte, chi scarpe da trail ma magari di 8 anni fa.

Chi ha caricato lo zaino all’inverosimile e chi ha portato i bastoncini per il nordic walking.

Io ho optato per una attrezzatura da trail (senza bastoncini), quindi pantaloni compression (BV Sport), scarpe da corsa (New Balance) e da Hiking (columbia), delle calze compression (sempre Bv) il mio fido garmin fenix 3 (a cui si è rotto ahimè l’anello di plastica del cinturino) e uno zaino da trail da 10 iitri della Scott. Questo l’ho usato per la batteria aggiuntiva con relativo cavo, acqua (contenuta in due flask da 500 ml della salomon) e da una giacca antipioggia che ho portato con me solo il primo giorno. Negli altri sarebbe stato da ottusi farlo!
A concludere la lista, delle caramelle energetiche e una barra della Cliff.
Il bagaglio utilizzato per il cambio abiti & co è lo zaino thule con inserto messenger. Sempre più convinto della immensa qualità e flessibilità di questa soluzione da viaggio smart.

Nota bene, non si è trattato di un cammino in autonomia. Avevamo infatti un van a supporto sul quale caricavamo i nostri bagagli e che in specifici momenti e luoghi ci aspettava per darci il pranzo e l’acqua.

i km totali sono stati secondo il mio garmin con funzione contapassi 130 per circa 170.000 passi complessivi.
Ovviamente si tratta di un dato grezzo ma comunque indicativo degli ingombri.

E ora provo a tirare le somme di questa esperienza

Il percorso non ha previsto altimetrie e si è trattato per lo più di lunghi rettilinei, talvolta sotto il sole, meno caldo delle ultime settimane di agosto ma comunque caldo.
non c’erano atleti o persone abituate al trekking, eccezion fatta per Matilde, una professionista in pensione che si è rivelata essere una notevole camminatrice.

Nulla di particolarmente impegnativo, alla fine servono ottime gambe e un minimo di base di fisiologia. Idratarsi ad intervalli regolari, adottare una postura corretta (incluso il tipo di zaino e come è caricato), usare scarpe adeguate.
Alcuni partecipanti hanno lamentato vesciche e/o dolori alla schiena per l’utilizzo di attrezzatura inadatta.
Altri hanno avuto sporadici problemi di crampi nei primissimi giorni. Ma si è scoperto che avevano bevuto, de facto, poco più di due bicchieri d’acqua.

attrezzatura

Avrei potuto portare di più, per esempio la gopro o la Leica Q ma non essendomi mai cimentato su distanze così lunghe ho preferito non rischiare.

Per il resto l’abbigliamento e l’attrezzatura erano quelle di un trail gestito, dunque in definitiva non cambierei nulla.
Mi è mancata molto la mia Leica Q ma non sapendo che condizioni avrei trovato, ho preferito non rischiare.

Gruppo
Si è trattato di un progetto zero che a quanto ho capito è stato attivato praticamente all’ultimo. Questo ha quindi causato alcune inefficenze di poco conto ma che avrebbero potuto creare malcontento.
Pur non essendo specificato, la capacità di adattamento era un requisito fondamentale e fortunatamente tutto il gruppo si è rivelato di gran cuore, paziente e appunto flessibile.

Il progetto
ho avuto modo di chiacchierare con gran parte dei partecipanti e gli organizzatori. come previsto da loro, la sindrome da carta bianca si è fatta sentire.
il progetto 100 km si è trattato per lo più di una esperienza umana più che scientifica. Il territorio è stato presente ma un po’ come lo sarebbe una comparsa in una prima teatrale. Forse poteva esserne il protagonista.

Ad ogni modo messaggio ricevuto, l’organizzazione è già al lavoro.

Nota: tornate a visitare questo post in quanto pubblicherò nuove immagini!

Walkman Sony NW-WS623: prova sul campo

Disclaimer: Sony mi ha fatto avere in comodato uso il nuovo Walkman NW-WS623

Dopo 30 giorni di prova sono pronto a parlare del Walkman NW-WS623C prodotto dalla Sony.

Avevo già acquistato il modello precedente su Amazon e quindi ero già al corrente delle caratteristiche principali di questo prodotto.

Comincio con il dire che se amate correre e nuotare, questa serie è ok.
Lo è ancora di più con questa evoluzione essenzialmente per due ragioni:
a) la cuffia può funzionare stand alone oppure può diventare una cuffia se collegata via bluetooth al proprio smartphone, non importa se con iOS o Android.

b) il suono è decisamente migliorato, è un piacere ascoltare la musica in acqua, mentre corro o mentre sono in palestra a fare potenziamento. Ma anche mentre sono in città per raggiungere un cliente.

Si conferma poi la comodità dei comandi immediatamente disponibili.

Ho avuto modo di leggere delle critiche legate alla qualità di emissione del suono. Altri lo hanno fatto prima di me ma è bene ricordare che è importante inserire i giusti copriauricolari. 
Infatti con la confezione troverete due diverse tipologie di copri auricolari: una pensata per le attività outdoor e l’altra invece pensata per l’acqua. Queste ultime sono molto spesse e hanno una membrana che serve a riparare il walkman dall’acqua.
Il rovescio della medaglia è che l’isolamento funziona da ambo le parti, dall’esterno per riparare dall’acqua ma anche dall’interno limitando la potenza di uscita del suono.
Ma è anche vero che in acqua il suono viene amplificato e dunque il bilancio dell’esperienza di ascolto è positivo.
Sott’acqua riesco a percepire altri suoni e ho trovato questo “limite” un grande vantaggio. in acqua, sia in piscina che in mare, è fondamentale non estraniarsi troppo.
Questo effetto è voluto dalla Sony, si chiama ambient sound.

In breve tempo il walkman (ah quanti ricordi evoca questa parola!) è diventato una valida alternativa anche alle cuffie del mio smartphone . Il suo design non mi dispiace. Il fatto di averlo ricevuto di colore grigio lo rende un valido compagno di uscite in modalità businessman.
Esistono comunque delle varianti di colore ben più sgargianti.

Alcune caratteristiche tecniche in breve:

  • resiste dai -5 ai 45 gradi
  • connessione bluetooth o nfc
  • resiste all’acqua dolce e salata
  • resiste alla polvere
  • resiste ad una profondità massima di due metri per massimo 30 minuti

Ed eccovi una infografica ad hoc del prodotto.

https://spark.adobe.com/page/y6TS530jIaMW2/

Per avere info più specifiche vi rimando alla pagina prodotto: https://www.sony.it/electronics/walkman/nw-ws620-series

 

Inlombardia365: a gonfie vele!

Dopo aver partecipato al bando pubblico, è stata confermata la mia attività di consulente per il progetto inlombardia365.

Il mio compito è essere a supporto del fantastico social media team di Explora per identificare gli invitati, prepararli e gestire in seguito i risultati ottenuti.

Qui potete trovare il progetto aggiornato http://365.in-lombardia.it

Nel mentre eccovi qualche scatto delle precedenti tappe.

Tornate spesso su questo post perchè tenderò ad arricchirlo via via di nuove immagini

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Nobottle4theocean: attiviamoci per i nostri mari

Amo il mare e lo rispetto.
Rispetto meno quelli che lo maltrattano sporcandolo.
Se anche voi la pensate come me, vi suggerisco di partecipare al progetto nobottle4theocean

Partecipare è semplice, basta usare il tag #nobottle4theocean con un vostro contenuto a tema.

Perchè è il caso di fare qualcosa?
Trovate un po’ di infografiche qui:

In particolare vi segnalo questa che è abbastanza spaventosa.

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Invicta redivivo

Se avete fra i 35 e i 45 anni forse avrete avuto uno zaino Invicta.

E se avete fra i 35 e i 45 anni probabilmente lavorerete.

Magari siete professionisti di qualche cosa e avete gli accessori giusti, magari una bella cartella in pelle.

Ecco potete prendere in considerazione non una cartella ma uno zaino, in particolare questo della Invicta che altro non é che la rivisitazione del Jolly.

Ho visto la pubblicità e per ora non so dire di più. Ad una prima veloce ricerca su Google e su Facebook non ho trovato info,

Certo bisogna capire il peso, la capienza e l’apertura che così a laccio non mi convince al 100%.

Fatto sta che dal punto di vista del marketing si tratta di una bella idea.