Path: cosa è?

Path è stato lanciato poco più di un anno fa. Ma ammetto di non averne  mai sentito parlare prima di una settimana fa.
La sua funzione principale mi sa di “già visto”: estendere le azioni quotidiane della tua vita con amici e familiari sfruttando la voglia di condivisione e di protagonismo di molte persone.

L’applicazione è disponibile per iPhone e Android, la sua grafica e la sua interfaccia sono gradevoli e pur avendo concorrenti mooolto grandi e blasonati come Facebook o Instagram, la gente dimostra di apprezzare l’app tanto è che gli utenti che la usano sono in continua crescita.
Da una rapida ricerca sul web sembra che proprio l’interfaccia, unita alla velocità, rendano questa applicazione così piacevole da utilizzare.
Altro tema che rende Path così apprezzato è la possibilità di condividere il tuo stream con poche persone evitando le possibili contaminazioni esterne tipiche di Facebook prima maniera. E forse è questo il suo segreto: Path è un micronetwork, non è pensato per avere troppi contatti.
L’app è stata già oggetto di attenzioni da parte di Google e Facebook che, sembrerebbe, abbiano già fatto delle proposte di acquisto – invitanti-  ma senza successo. Per ora almeno…
La sensazione però è che ancora una volta il fattore disabilitante non sia dato dalla tecnologia quanto dalle persone. La tendenza infatti è quella di fare “volume” invitando e seguendo quante più persone possibili invece di fare una attenta selezione puntando semmai alla creazione di una cerchia limitata di amici e contatti alternativo a Facebook. Teniamolo bene in mente: Path è un micronetwork, non è una rete di interesse generale come Twitter o un social network come Facebook.

Trippy

Trippy è una app sociale che permette di condividere i propri viaggi e di chiedere informazioni sulla destinazione al proprio network di amici su Facebook, Twitter e in rubrica telefonica (ma non da Foursquare)
Il servizio è collegato alle api di Google (almeno così sembra) e dunque quello che bisogna fare è scrivere dove si va, scegliere cosa vedere, dove andare a mangiare e dove andare a pernottare.
E poi pubblicarlo.
Se la location è nota allora si riceveranno una serie di suggerimenti da parte di chi già ci è stato.
Il servizio può ricordare Tripadvisor ma l’uso del noto sito sembra più essere tarato sull’esistenza di una community allargata con la sgradevole sensazione che i suggerimenti siano certe volte pilotati sia in positivo che in negativo.
Trippy invece permette di attingere al proprio network personale e quindi i suggerimenti sono in un qualche modo più credibili perché provenienti da persone che conosciamo.
E quindi sarà compito dell’utente valutare anche la credibilità di quei suggerimenti.
Foursquare ha le informazioni e la base dati che renderebbe l’uso di Trippy puramente superfluo. Tuttavia la possibilità di non pianificare (il limite da mobile è di 10km) e l’assenza di un motore di ricerca per località, lo renderebbe inutile al nostro scopo che è quello di pianificare un viaggio con un preavviso seppure minimo.
Trippy inoltre si distingue da un servizio quasi omonimo: Tripit. La parte più bella di Tripit sta nell’auto-creazione di un itinerario nel caso in cui l’utente abbia prenotato un servizio e abbia collegato l’applicazione al proprio account e-mail.
La vocazione di Tripit è chiaramente nel business travel, lo dimostra anche il fatto che l’applicazione è presente sullo store di Apple in due versioni: freelance e a pagamento.

Oink

Kevin Rose, fondatore di digg e venture capitalist ha da poco lanciato Oink, una applicazione che permette di scoprire e raccomandare i propri ristoranti e bar preferiti.
Il servizio è nuovo e in Europa, di documentato, c’è ben poco.
In questa fase storica del digitale italiano, dove siamo sotto l’influsso di Facebook e Foursquare questo servizio può sembrare ridondante.
C’è peró un segnale che non possiamo ignorare: ieri (dicembre 2011) Facebook ha comunicato una riorganizzazione aziendale che porterà l’azienda ad una maggiore focalizzazione sul mobile.
i prossimi mesi saranno dunque cruciali per capire se Facebook resterà (insieme a Foursquare) l’app mobile per eccellenza per condividere i posti oppure se nuove apps prenderanno lentamente piede e insidieranno i capostipiti.
Di sicuro questa concorrenza è positiva per il mercato mobile, ma lo è meno per l’ecosistema composto dai gestori di locali che sembrano ancora incapaci di gestire e amministrare la loro presenza sociale….perdendo cosí tante fantastiche opportunità.

Come gestire facilmente tanti servizi

Palringo per Facebook, Flickr, Linkedin, Gmail, Me, Msn e altri . Ho scaricato il client per il Mac e l’app per iPhone. Adesso ho tutti i contatti in un solo contenitore e ho tutto sincronizzato.

Per postare e per aggiornare il mio status ho riunito tutti i social network e affini  sotto ping.fm e ho scaricato la relativa applicazione su iPhone. Scrivo una sola volta e aggiorno tutto.
Per i miei preferiti, da Delicious sono passato a Evernote. Avevo già importato le note di Google. Adesso ho preferiti e note sincronizzati sia su Mac che su iPhone.
Per la sincronizzazione di contatti e agenda uso Mobile Me. L’utilizzo anche per i documenti ma lo spazio a disposizione è troppo poco.
Per ora, tranne Mobile Me, tutti i servizi sono a pagamento.
Discorso a parte vale per Bento. Applicazione per IPhone e software sono a pagamento. La software house che l’ha prodotto si chiama FileMaker e per i più “informatici” questa azienda fa rima con Database. A tendere quindi sposterò molti dei miei inventari direttamente su questo programma per avere sempre con me i miei preziosissimi DB!