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Pistolesi4Epson: i suoi messaggi “segreti”

E’ ormai tradizione partecipare al vernissage organizzato da Epson Italia in Milano per presentare il proprio calendario.
Il titolo dell’evento social, quest’anno, era Pistolesi4Epson
Questo viene stampato dalla nota azienda (ovviamente) e omaggiato in tiratura limitata ad una lista di invitati.

Ogni anno un fotografo viene chiamato a realizzarlo.
Fino ad oggi, artisti del calibro di Gastel, Galimberti e Barbieri si sono cimentati, regalando ai possessori un anno di magnifiche viste.

Quest’anno è toccato a Pistolesi.
Epson nel 2017 è tornata ad affidarsi ad un grande fotografo paesaggista.
Ecco la foto per novembre 2017, mese in cui compirò nuovamente gli anni.

Si tratta del Delta del Rio delle Amazzoni, Brasile

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Ecco invece il mese di giugno, mese di nascita di mia moglie.
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Anche qui Brasile.
Pistolesi voleva dirci qualche cosa?

 

Swimruncheers: intervista a Diego Novella

Swimrun che passione!
Uno sport che pur crescendo velocemente, meriterebbe più attenzione. Anzi mi piacerebbe vedere questa disciplina alle Olimpiadi.

Magari non quelle del 2020 ma nel 2024 le vedrei proprio bene!
Per parlarvi di questo sport e farvi venire voglia di provare, eccovi una intervista a Diego Novella, uno degli swimrunners più noti ed esperti.
Un grande appassionato di questo sport che ha persino deciso di organizzare una gara per valorizzare questo sport e le sue terre natie.
Ma di questo ne parliamo fra poco.
Eccovi il botta e risposta!

Diego che combini nella vita?

Eccomi! Questa è la domanda che temo sempre di più!!!!!
Io sono il solito sportivo compulsivo alla ricerca di emozioni e bei posti da vedere, anzi…posti da vivere nella gara che si va a fare. Come dico spesso: un sognatore, un ragazzo di campagna, con uno scopo nella vita: emozionarsi.

Sei tu che hai trovato lo swimrun o è lui che ha trovato te?

Per caso, ad inizio 2014, ho visto un video OtillO sui mondiali di Swimrun in Svezia….ed ovviamente ho detto “questi sono pazzi”! Poi a maggio, sono andato a trovare l’amico Matteo (Matteo Benedetti, parleremo anche di lui nei prossimi post – NDA), l’inventore dell’Aquaticrunner…per provare un po’…in quel di Lignano! Da allora….non più smesso e continuo a contagiare gli amici, portandoli a fare anche le gare all’estero!

Che cosa è lo  swimrun e che cosa scatena in te?

Difficile racchiudere in poche righe, l’emozione di una gara che dura ore e che ti catapulta nella natura incontaminata. Lo swimrun è capacità di adattamento, spostare l’asticella dei propri limiti fisici e psicologici oltre…ma così oltre, da non averlo neanche sognato per sbaglio. Ogni gara è composta da diverse frazioni di nuoto/corsa alternate e senza zona cambio, ognuna con una distanza particolare, un terreno particolare, una corrente particolare, niente è uguale perché è la natura a dettare le regole del percorso. Nulla è scontato, bisogna essere pronti a correre sulle rocce, sulla sabbia, nel fango, nel bosco, buttarsi da una scogliera, nuotare tra le onde, nella corrente sfavorevole e nell’acqua fredda. Stringere i denti e avanti!!!

Aquatic Runner
Aquatic Runner

Con tre anni di gare, per lo più all’estero, e dico “gare dure”, con correnti forti e temperature impegnative (acqua anche a 9 gradi, e aria a 10 gradi), montagne su cui salire, percorsi infiniti e spettacolari (come sempre quando ripenso alle gare che ho fatto, mi vengono i brividi), panorami mozzafiato….ho imparato molto, moltissimo!!!

Soprattutto a gestire la mia mente, e la fatica, durante la gara. Bisogna sviluppare moltissimo la propria capacità di adattamento, una volta rapito dalla gara e dal territorio, devi saperti adattare ed interpretare al meglio tutte le situazioni mutevolmente variabili che il percorso ti propone.

Per quanto riguarda i tecnicismi…dal fatto di legarsi con una corda al compagno di squadra, per aiutarsi nella frazione di nuoto, molto utile se l’acqua è mossa, infilarsi del materiale galleggiante nei gambaletti ai polpacci, per aumentare la galleggiabilità. Ma credo che la cosa più importante che ho imparato, sia che è fondamentale l’abbinamento dei colori dell’abbigliamento da gara, e se si è in Svezia, devi fare colazione con le aringhe in agrodolce!!!

La gara del cuore?

Rivivo le sensazioni, la fatica, gli odori…ben distinti di ogni gara. E sento ancora benissimo le temperature….dell’Engadina, la fatica infinita dei mondiali 2014, i suoi 75K, le 26 isole. Risento ancora il lago di Lochness per la Loch gu Loch…ho ancora nelle orecchie il suono della cornamusa….erano le 7 del mattino…e si partiva con 2K di nuoto a 12 gradi! Ma anche la sabbia di Lignano, i contorni della città di Grado. I 500 alla partenza di Uto! Gli amici che incontri da tre anni, in giro per le gare!!!
L’acqua limpida delle Scilly Islands…le alghe…le foche, il tifo dei curiosi lungo il percorso…
No, scusami…non riesco a limitare la mia risposta ad una gara sola!!!!
Swimrun è un mondo di emozioni, una famiglia di amici.
E po il 27 agosto, farò una bellissima e spettacolare gara…la SwimrunCheers, poi a settembre l’Aquaticrunner, il 23 ottobre sarò in Germania per la 1000 Lakes Swimrun (circuito OtillO), e poi….un amico che ho conosciuto in Scozia, un campione di ultra trial e cose pazzesche (tipo la Yukon Arctic Ultra), mi ha invitato in North Carolina….per una garetta…il 30 ottobre!

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Parliamo della SwimrunCheers!

SwimrunCheers è la realizzazione di un sogno: portare in Italia una gara in stile estero (OtillO, Swimrun Schotland, ecc…), ad eccezione che si fa in modalità individuale, su un percorso bellissimo: Verbania, Isole Borromee, Stresa, Baveno, Mergozzo e arrivo a Verbania, ovvero 4 Comuni, quattro isole, due laghi!!! Un percorso, due distanze. La versione “IRON” composto da 17 frazioni alternate corsa/nuoto, per un totale di 39km – 28km di corsa e 11km a nuoto e la “SHORT” 8 frazioni alternate, 4 di corsa e 4 di nuoto per un totale di 27.500metri di cui 20.500 di corsa e 7.000 metri  di nuoto (forse in metri incutono meno timore…;)

Cos’ha di diverso SwimrunCheers dalle altre gare oltre ad un tracciato unico? Non ha una classifica finale, perché la vera vittoria è finirla e poter gridare “io l’ho finita!”, ma non solo. Il “finisher” non riceverà una medaglia ma una scheggia di marmo di Candoglia, quello con cui è stato costruito il Duomo di Milano, perché è da Mergozzo che proviene; il territorio è protagonista fino alla fine. Per noi il territorio non lo calpesti e lo nuoti (solamente), ma lo vivi….fino in fondo!

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E poi….il percorso enogastronomico con 60 tipi di birre artigianali e cucine da strada, per valorizzare al massimo il territorio ospitante.

Per dare un assaggio di questa “pazzia” abbiamo organizzato gli “SwimRun Test” durante i quali accompagno i “coraggiosi neofiti” in un percorso di una decina di Km totali e qualche frazione. 5 Gli “highlander” prendono confidenza con la disciplina, provano i materiali specifici, condividendo i segreti imparati in tante gare. 5 test sono già archiviati i prossimi appti: 16 e 23 luglio Lago di Monate e 30 luglio Lago di Mergozzo.
Questo è solo un piccolo cenno su SwimrunCheers, si trova il resto sul sito: www.swimruncheers.it e sulla pagina Fb: swinrun cheers.

Idro Swim Run

Siamo nel pieno della stagione dello Swimrun.
Dopo l’esordio a Lignano con tanto di qualificazione per la finale del 10 settembre è stato il turno di Idro.
Il percorso inizialmente era di 25 km diventato poi di 22 km.
22 Km così divisi: 15 frazioni  (8 di corsa e 7 di nuoto) fatti tutti di corsa e con ambienti misti: trail, salite toste ma anche percorsi cittadini.
Bella atmosfera: eravamo pochi, per molti era l’esordio e l’atmosfera era quella dei pionieri.

Tutti i partecipanti hanno infatti posato per una foto di gruppo
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Tornando da una settimana bella piena, ho preferito non esagerare dunque ho chiuso la gara senza strapazzarmi più di tanto e testando l’attrezzatura.
Già dal brief non mi sembrava di essere così “carico”11072016-13640785_10208325891557644_3277333652483857939_o
Le stesse regole sono suscettibili di cambiamento, dapprima era obbligatorio l’uso della muta durante le frazioni swim, il giudice della gara Marco Piagentini ha poi deciso di renderla facoltativa.
Infatti le acqua in cui si disputano queste gare sono normalmente calde e dunque la muta può risultare tutt’altro che di aiuto.
Confermato invece l’obbligo del pull buoy.
Il lago di Idro si è dimostrato facile da placare, pochissima corrente, alcuni tratti più freddi, quelli in cui l’acqua era più profonda e una navigazione di 1000 metri, intervallati da 1000 metri di corsa per poi ritornare per altri 1000 metri in acqua.
Un esercizio molto allenante per il cuore e il corpo che devono passare dall’assetto su strada a quello acquatico.
La gara è stata comunque faticosa e infatti il mio volto all’arrivo non era così riposato.
C’è da dire che lo swimrun è uno sport molto faticoso.
Credetemi!
Credits delle immagini : Marco Piagentini
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Ultima nota: ho notato che un corridore aveva le scarpe che avevo suggerito di usare per lo  swimrun e un altro aveva forato le proprie scarpe.
Piccoli segnali che però dimostrano che più che mai è importante condividere le vostre esperienze in merito.
A tal proposito ho creato da pochissimo un canale su Telegram dedicato proprio allo swimrun.

Instagram per le aziende

instagram-per-aziende-orazio-spotoInstagram cambia logo.
Ecco qui una mia intervista con qualche suggerimento su questo bellissimo quanto “complicato” social.
http://www.bryan.it/2016/05/instagram-per-aziende/

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La packing list per centauri al caldo

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Viaggiare leggeri è soprattutto una prerogativa di chi non ha scelta. E’ il caso dei moticiclisti che avendo poco spazio a disposizione devono arrangiarsi. Barbara e Gabriele sono dei carissimi amici e sono dei motociclisti. Abitano a Ferrara e sono appassionati e “costretti” a viaggiare leggero. I bauletti della loro moto hanno la capienza di 25 litri cad.
Ogni volta che ci incontriamo, ci confrontiamo su prodotti, contenitori e tecniche varie. Barbara e Gabriele sono attualmente in viaggio nel sud della Spagna. Ecco la loro packing list per centauri in coppia.
Come in ogni viaggio, la packing list è figlia della destinazione, dunque questa lista è pensata per posti caldi come può esserlo il sud della Spagna in agosto!

Attrezzatura
casco
sottocasco
paragola
guanti traforati
cintura lombare
giubbotti traforati
kit minimo per la pioggia
thermos
zainetto da trekking della Deuter da 15 litri

Tecnologia
Navigatore della Garmin
carica cellulare
macchina fotografica
telecamera

Abbigliamento
1 paio di scarpe in goretex della Timberland per i viaggi in moto
1 paio di scarpe da passeggiata per il giorno
1 paio di infradito da riposo
3 maglie in cotone
2 canottiere per le camminate
1 cappellino
2 maglie dryfit
1 paio bermuda salewa dryfit
1 maglia tecnica da moto per i viaggi quotidiani della Sixs.
3 magliette di scorta di cotone
1 paio di bermuda di cotone per la sera
1 paio calze “lunghe” per i trasferimenti in moto
3 paia per le escursioni a piedi
1 maglia a maniche lunghe
intimo in autonomia per una settimana
1 paio di jeans solo x i viaggi in moto.

Igiene personale
un minybeauty per il necessaire, medicine comprese
flaconcino di detersivo
corda per stendere

 

Caricatori universali

Un accessorio irrinunciabile per ogni smart traveller è il caricatore. Alimentare i propri dispositivi oltre ad avere connessione per condividere le esperienze di viaggio è fondamentale. Sempre più aziende lo hanno capito e l’offerta di alimentatori “tutti in uno” è oggi vasta e per tutti i gusti.
Se avete almeno un prodotto che utilizza batterie Li-ion e un dispositivo che deve essere caricato con una presa usb, questi caricatori potrebbero fare al caso vostro.
Nella confezione troverete:
– alimentatore con presa a muro
– alimentatore per auto (utile se siete in viaggio in macchina)
– caricabatteria con un corpo a molla dove potrete inserire la pila rispettando la corretta polarità e un ingresso USB

Prodotti del genere costano circa 30 euro, li potete trovare nelle catene di vendita come Mediaworld e Saturn oppure presso i negozi specializzati in fotografia.
Io ho acquistato l’Hama “Delta Multi” e non ho da segnalare problemi o criticità.
Ovviamente potete portare gli alimentatori ufficiali, ossia inclusi nelle confezioni dei prodotti acquistati ma questo significherebbe zavorrare il vostro bagaglio, inutilmente.

Oneri doganali & co – Aggiornato

Complice il fatto che avevo finito il mio dopobarba vengo preso dall’idea (folle) di acquistarne uno nuovo, on line e pure americano.
Non l’avessi mai fatto, un mese dopo sto compilando 4 fogli che dovrò mandare alla dogana con altrettante fotocopie di documenti personali (alla faccia della privacy) sperando che poi il mio dopobarba arrivi integro e ancora utilizzabile (ho pure pensato bene di prenderlo bio).
Morale della vicenda: non fate come me, informatevi sempre prima di cosa comporta acquistare un prodotto ad uso alimentare/personale extra Mercato Europeo. Potreste ritrovarvi, un sabato mattina, a compilare scartoffie.

Aggiornamento: come è andata a finire?
Ecco, molti di voi finalmente potranno riprendere a dormire dopo questa notizia. Il dopobarba Fig & Yarrow è arrivato. Anzi per prima cosa mi è arrivata una raccomandata con un timbro illeggibile. Grazie alle migliori arti e a tre film di Indiana Jones ho finalmente scoperto l’arcano. L’ho scoperto alle 18.30, le Poste chiudevano alle 19.00.
Grazie al cielo sono un runner (cioè dopo 15 metri di corsa non ho crisi e sintomi pre-infartuali). Correndo sono andato all’Ufficio postale “svelato” senza contanti. Solo Bancomat. I famosi oneri doganali ammontavano a 22,70 Euro. Chissà perchè prevedevo la tragedia. Ho chiesto: scusi, posso pagare con il Bancomat? Risposta affermativa e tiro un sospiro di sollievo.
Ma al momento del pagamento, qualcosa non va. No. non era una questione di pochi soldi sul conto corrente (cioè si ma questa è un’altra storia) ma di chip.  Si di chip perchè il bancomat con il chip non viene letto dai pos delle poste che vanno solo con le bande magnetiche (come 10 anni fa).

Per fortuna sono un runner, dicevo. Vado al bancomat più vicino e prelevo di corsa. Sempre di corsa ritorno in Posta saltando la fila (sicuramente qualcuno avrà detto: l’Italia va a rotoli perchè non c’è più rispetto e poi sono tutti ladri). Pago. La cassiera/postiera mi chiede: li ha i 70 cent? Noneee rispondo io. E così finisce che torno con il mio dopobarba americano e svariati euro di resto in monete da 1cent.
Ovviamente il mio dopobarba americano è buonissimo, fa scomparire i rossori della pelle, rimargina le ferite e fa anche il caffè. Voglio talmente bene al mio dopobarba americano che l’ho fotografato. Eccolo.

 

Pillole tech di Mediaworld: Instagram e la community degli Instagramers

Prima parte di 8 per lo speciale di Media World dedicato al mondo di Instagram, una delle applicazioni per la fotografia tramite smartphone di maggior successo del momento.

 

 

Digital Hour: tappa di Bologna

digital hour bolognaProsegue il progetto Digital Hour organizzato da Industree Group.
Ieri si è svolta la tappa di Bologna ed è stata l’ennesima occasione per incontrare le imprese locali per parlare e scoprire insieme  le nuove forme di comunicazione digitale ed il cambiamento che esse comportano a tutti i livelli dell’organizzazione aziendale.
Con me sul palco in veste sia di moderatore che di relatore, Umberto Casalone di Seat Pagine Gialle, Alessandro Sacco di Maserati, Antonio Donadoni di Research in Motion e Linda Serra di O-One. Con loro abbiamo analizzato i casi di successo per vedere sul campo quali sono le strategie e le azioni da compiere per sfruttare al meglio le opportunità dell’era digitale.
A breve le presentazioni saranno consultabili su un account slideshare.

 

Operaviva….e non dico altro

Ci sono progetti ambiziosi che quando ne senti parlare non ci credi. Con Operaviva abbiamo la summa di tutte le ambizioni: una multinazionale italiana, un calendario con una storia ventennale alle spalle fatta di nomi stellari della fotografia. E poi c’è Instagram anzi la community degli instagramers.

Perchè di questo si tratta: un calendario che viene prodotto da migliaia di fotografi e fra coloro che saranno scelti, c’è in ballo l’opportunità di essere fra coloro che “firmeranno” il calendario. Calendario che sarà coordinato da un artista di fama internazionale. Qualcuno potrebbe pensare ad un evento epocale che decreta il ruolo di protagonista dei social network e in particolare di Instagram. Altri ci vedono un velato sfruttamento dell’opera intellettuale di migliaia di fotografi. Ma non è di questo che voglio parlare. Voglio invece parlarvi di numeri: ad oggi le foto sono 9,342 su Instagram con hashtag #operaviva  e pur essendo tantissime mi sembra che il potenziale espresso sia ancora poco. Qui infatti non si parla di un calendario ma di una opera d’arte dove tutti possono contribuire.  E scusate se è poco…