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Progetto Atlante – un esperimento

ho partecipato al progetto Atlante – Festival della Letteratura ed è stato emozionante.
Se volete scoprire i contenuti realizzati durante il progetto (oltre a scorrere il testo e trovare una galleria), potete cercare su instagram e twitter il tag #atlantefestlet.
Ho anche realizzato numerose instagram stories, ma essendo passate 24 ore dalla loro pubblicazione, non sono più disponibili. Ne troverete una selezione qui.

Il progetto Atlante – Festival della Letteratura consiste in una lunga passeggiata a piedi da Brescia a Mantova seguendo un itinerario storico culturale.
Non si tratta di una prova fisica, o meglio non solo di quella.
La finalità del progetto è costruire una mappa collettiva fatta di punti di interesse. Un po’ come facevano gli esploratori del 1600.

Il gruppo partecipante, composto da 25 persone e piuttosto eterogeneo, è partito da Brescia il 9 settembre alle 9 per giungere alle 16 in Piazza Sordello a Mantova.
Fra loro turisti messicani, avvocati, professoresse in pensione e tante storie che si intrecciano.

La camminata è stata a tratti dura ma tutti l’hanno portata a termine con i propri demoni e i propri stratagemmi. Ovviamente non si trattava di una gara.
c’è chi ha usato scarpe piatte, chi scarpe da trail ma magari di 8 anni fa.

Chi ha caricato lo zaino all’inverosimile e chi ha portato i bastoncini per il nordic walking.

Io ho optato per una attrezzatura da trail (senza bastoncini), quindi pantaloni compression (BV Sport), scarpe da corsa (New Balance) e da Hiking (columbia), delle calze compression (sempre Bv) il mio fido garmin fenix 3 (a cui si è rotto ahimè l’anello di plastica del cinturino) e uno zaino da trail da 10 iitri della Scott. Questo l’ho usato per la batteria aggiuntiva con relativo cavo, acqua (contenuta in due flask da 500 ml della salomon) e da una giacca antipioggia che ho portato con me solo il primo giorno. Negli altri sarebbe stato da ottusi farlo!
A concludere la lista, delle caramelle energetiche e una barra della Cliff.
Il bagaglio utilizzato per il cambio abiti & co è lo zaino thule con inserto messenger. Sempre più convinto della immensa qualità e flessibilità di questa soluzione da viaggio smart.

Nota bene, non si è trattato di un cammino in autonomia. Avevamo infatti un van a supporto sul quale caricavamo i nostri bagagli e che in specifici momenti e luoghi ci aspettava per darci il pranzo e l’acqua.

i km totali sono stati secondo il mio garmin con funzione contapassi 130 per circa 170.000 passi complessivi.
Ovviamente si tratta di un dato grezzo ma comunque indicativo degli ingombri.

E ora provo a tirare le somme di questa esperienza

Il percorso non ha previsto altimetrie e si è trattato per lo più di lunghi rettilinei, talvolta sotto il sole, meno caldo delle ultime settimane di agosto ma comunque caldo.
non c’erano atleti o persone abituate al trekking, eccezion fatta per Matilde, una professionista in pensione che si è rivelata essere una notevole camminatrice.

Nulla di particolarmente impegnativo, alla fine servono ottime gambe e un minimo di base di fisiologia. Idratarsi ad intervalli regolari, adottare una postura corretta (incluso il tipo di zaino e come è caricato), usare scarpe adeguate.
Alcuni partecipanti hanno lamentato vesciche e/o dolori alla schiena per l’utilizzo di attrezzatura inadatta.
Altri hanno avuto sporadici problemi di crampi nei primissimi giorni. Ma si è scoperto che avevano bevuto, de facto, poco più di due bicchieri d’acqua.

attrezzatura

Avrei potuto portare di più, per esempio la gopro o la Leica Q ma non essendomi mai cimentato su distanze così lunghe ho preferito non rischiare.

Per il resto l’abbigliamento e l’attrezzatura erano quelle di un trail gestito, dunque in definitiva non cambierei nulla.
Mi è mancata molto la mia Leica Q ma non sapendo che condizioni avrei trovato, ho preferito non rischiare.

Gruppo
Si è trattato di un progetto zero che a quanto ho capito è stato attivato praticamente all’ultimo. Questo ha quindi causato alcune inefficenze di poco conto ma che avrebbero potuto creare malcontento.
Pur non essendo specificato, la capacità di adattamento era un requisito fondamentale e fortunatamente tutto il gruppo si è rivelato di gran cuore, paziente e appunto flessibile.

Il progetto
ho avuto modo di chiacchierare con gran parte dei partecipanti e gli organizzatori. come previsto da loro, la sindrome da carta bianca si è fatta sentire.
il progetto 100 km si è trattato per lo più di una esperienza umana più che scientifica. Il territorio è stato presente ma un po’ come lo sarebbe una comparsa in una prima teatrale. Forse poteva esserne il protagonista.

Ad ogni modo messaggio ricevuto, l’organizzazione è già al lavoro.

Nota: tornate a visitare questo post in quanto pubblicherò nuove immagini!

Leica M10: si festeggia la fotografia

Il 18 gennaio, nel quartiere generale di Leica, a Wetzar, in Germania, si è tenuta la presentazione della nuova M10.

Più piccola, più connessa ma fedele allo stile M.
Lo stile M è sostanzialmente una macchina fotografica con telemetro che è stata realizzata dal 1950 in poi.

La M10, non è un prodotto  per tutti. E non solo per una questione di prezzo
Il suo costo, non ancora definito ufficialmente dovrebbe aggirarsi sui 6.000 Euro quindi chi deciderà di comprarla dovrà essere molto motivato ed economicamente attrezzato.

 

Costi a parte, Leica è un insieme di valori che vanno dall’amore per la tradizione e per l’arte, il rispetto reciproco e la sana competizione.
Questa è almeno l’idea che mi sono fatto toccando con mano il mondo Leica e parlando con molti dei suoi rappresentanti.

A Wetlzar, di prodotto, tutto sommato, se ne è parlato davvero poco.
Fra i numerosi invitati, tanti clienti, vip e rivenditori della casa tedesca.
Stampa e blogger era poco presenti. Ho visto un paio di instagramers tedeschi seguiti e apprezzati, un paio di blogger ungheresi ma non molto di più.
Per l’Italia, oltre al sottoscritto, c’era uno dei più noti influencer: Simone Bramante aka Brahmino.

Un ragazzo, Simone, con cui ho avuto più volte modo di parlare e che agli antipodi dal luogo comune del personaggio noto, arrogante e un po’ viziato.
Prodotto a parte, la protagonista della festa è stata senza dubbio la fotografia.
Ospiti d’onore: Joel Meyerowitz il padre putativo della street photography e Matt Stuart un fotografo esperto in street photography che documenta la sua città, Londra, da quasi 20 anni.

Ecco una foto fatta in compagnia di Joel Meyerowitz.

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La M10 sarà nei Leica store entro la fine del mese. Con il 2017 inizia un nuovo capitolo della serie M.
Sempre il 2017 sarà l’anno di evoluzione della Leica Sofort di cui vi parlerò nelle prossime settimane avendo seguito per l’azienda un progetto di influencer marketing.

Se invece volete dare una occhiata a Wetzlar, andando sul mio account instagram, troverete qualche scatto (realizzato con il cellulare).

Fatemi sapere cosa ne pensate!