Faccedabenessere: il coach e il signore degli anelli

pensabenessereeeeeh bingo!
Grande news e ve la butto li senza preamboli. Proprio come piace alla serp di Google!

Anzi no, vi tengo sulle spine: inizio con il parlarvi del contest #Faccedabenessere firmato Pensa Benessere

 

Andiamo per ordine!

Cosa è Facce da Benessere?

Si tratta di un contest che vi fa vincere una esperienza di quelle indimenticabili.
Partiamo dalla fine, o quasi: i partecipanti vincitori saranno considerati ambassador.
A loro è richiesto di raccontare su Instagram tutto ciò che amano per stare bene.
Non ci sono limiti se non quelli del buon senso.

Condizione essenziale è l’utilizzo dall’hashtag #faccedabenessere.
Senza quello, cari amici, non partecipate.

Il concorso è già partito. avete un po’ di tempo ma non prendetevela comoda.
Il termine è il 30 settembre 2018 e non dimenticate 
di iscrivervi sul sito (www.pensabenessere.it/faccedabenessere), per entrare in una community di persone soddisfatte e motivate.

Non è un nuovo episodio di Highlander quindi Non ne resterà uno solo. Ma 3.
Per loro un weekend (si può portare un/una accompagnatore) in un resort marchigiano. Già questo basterebbe, ma durante il weekend i vincitori saranno accompagnati dai 3 coach.
I coach che in modalità animatore di villaggio turistico vi stresseranno (scherzo!) hanno il compito di far diventare i vincitori dei ninja di tre ambiti: fitness, cucina e fotografia.

Ma se non bastassero i coach, ne abbiamo uno aggiunto che è roba da far fare le capriole (letteralmente): il campione olimpico Jury Chechi,

e cosa c’entra Orazio?

Forse ci sarete arrivati, forse no.
Ad ogni modo ve lo dico, se siete arrivati fin qui a leggere è il minimo che io possa fare.
Sarò fra i tre coach.
Indovinate di cosa?
Avrò il compito di grande responsabilità di fare da coach di fotografia ai vincitori. lo so che detta così può sembrare XFactor, the Voice ma vi assicuro che sarò molto più buono. Anche perché non spetterà a me selezionare (e se anche toccasse a me non ve lo direi!!).

 

Cosa è Pensa Benessere?

Pensa Benessere è una linea di integratori alimentari pensati per tutta la famiglia

L’azienda ha lanciato un nuovo messaggio pubblicitario. Eccolo: “Il benessere che si sente è quello che si Pensa”.

Sport, stile di vita sano, alimentazione equilibrata sono i pilastri di questa community.

Se volete partecipare e non avete capito qualche passaggio, eccovi qui il regolamento completo dell’iniziativa “Facce da benessere”: (www.pensabenessere.it/faccedabenessere).

 

Se volete documentarvi sui social:

Facebook: www.facebook.com/pensabenessere

Instagram: www.instagram.com/pensabenessere

 

 

 

FitbitVersa: prova sul campo

Vuoi provare il FitbitVersa?

La domanda è rimasta senza risposta per pochi secondi. Per me è stato subito un si.

 

fitbitversa

E così, dopo il mio ultimo test di un paio di anni fa, si ritorna a provare un prodotto Fitbit.

L’azienda ne ha fatta di strada!

Criteri del test
ho usato il FitbitVersa in almeno 4 corse dopo averlo configurato.

Vantaggi

  • leggero
  • cinturino intercambiabile
  • display leggibile
  • ottima durata della batteria (che comunque è sempre vincolata all’uso che se ne fa)
  • ottima applicazione

 

Svantaggi

  • Il prezzo è accessibile ma cercherei di essere più aggressivo
  • Tanti cinturini ma si può fare di più

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Progetto Atlante – un esperimento

ho partecipato al progetto Atlante – Festival della Letteratura ed è stato emozionante.
Se volete scoprire i contenuti realizzati durante il progetto (oltre a scorrere il testo e trovare una galleria), potete cercare su instagram e twitter il tag #atlantefestlet.
Ho anche realizzato numerose instagram stories, ma essendo passate 24 ore dalla loro pubblicazione, non sono più disponibili. Ne troverete una selezione qui.

Il progetto Atlante – Festival della Letteratura consiste in una lunga passeggiata a piedi da Brescia a Mantova seguendo un itinerario storico culturale.
Non si tratta di una prova fisica, o meglio non solo di quella.
La finalità del progetto è costruire una mappa collettiva fatta di punti di interesse. Un po’ come facevano gli esploratori del 1600.

Il gruppo partecipante, composto da 25 persone e piuttosto eterogeneo, è partito da Brescia il 9 settembre alle 9 per giungere alle 16 in Piazza Sordello a Mantova.
Fra loro turisti messicani, avvocati, professoresse in pensione e tante storie che si intrecciano.

La camminata è stata a tratti dura ma tutti l’hanno portata a termine con i propri demoni e i propri stratagemmi. Ovviamente non si trattava di una gara.
c’è chi ha usato scarpe piatte, chi scarpe da trail ma magari di 8 anni fa.

Chi ha caricato lo zaino all’inverosimile e chi ha portato i bastoncini per il nordic walking.

Io ho optato per una attrezzatura da trail (senza bastoncini), quindi pantaloni compression (BV Sport), scarpe da corsa (New Balance) e da Hiking (columbia), delle calze compression (sempre Bv) il mio fido garmin fenix 3 (a cui si è rotto ahimè l’anello di plastica del cinturino) e uno zaino da trail da 10 iitri della Scott. Questo l’ho usato per la batteria aggiuntiva con relativo cavo, acqua (contenuta in due flask da 500 ml della salomon) e da una giacca antipioggia che ho portato con me solo il primo giorno. Negli altri sarebbe stato da ottusi farlo!
A concludere la lista, delle caramelle energetiche e una barra della Cliff.
Il bagaglio utilizzato per il cambio abiti & co è lo zaino thule con inserto messenger. Sempre più convinto della immensa qualità e flessibilità di questa soluzione da viaggio smart.

Nota bene, non si è trattato di un cammino in autonomia. Avevamo infatti un van a supporto sul quale caricavamo i nostri bagagli e che in specifici momenti e luoghi ci aspettava per darci il pranzo e l’acqua.

i km totali sono stati secondo il mio garmin con funzione contapassi 130 per circa 170.000 passi complessivi.
Ovviamente si tratta di un dato grezzo ma comunque indicativo degli ingombri.

E ora provo a tirare le somme di questa esperienza

Il percorso non ha previsto altimetrie e si è trattato per lo più di lunghi rettilinei, talvolta sotto il sole, meno caldo delle ultime settimane di agosto ma comunque caldo.
non c’erano atleti o persone abituate al trekking, eccezion fatta per Matilde, una professionista in pensione che si è rivelata essere una notevole camminatrice.

Nulla di particolarmente impegnativo, alla fine servono ottime gambe e un minimo di base di fisiologia. Idratarsi ad intervalli regolari, adottare una postura corretta (incluso il tipo di zaino e come è caricato), usare scarpe adeguate.
Alcuni partecipanti hanno lamentato vesciche e/o dolori alla schiena per l’utilizzo di attrezzatura inadatta.
Altri hanno avuto sporadici problemi di crampi nei primissimi giorni. Ma si è scoperto che avevano bevuto, de facto, poco più di due bicchieri d’acqua.

attrezzatura

Avrei potuto portare di più, per esempio la gopro o la Leica Q ma non essendomi mai cimentato su distanze così lunghe ho preferito non rischiare.

Per il resto l’abbigliamento e l’attrezzatura erano quelle di un trail gestito, dunque in definitiva non cambierei nulla.
Mi è mancata molto la mia Leica Q ma non sapendo che condizioni avrei trovato, ho preferito non rischiare.

Gruppo
Si è trattato di un progetto zero che a quanto ho capito è stato attivato praticamente all’ultimo. Questo ha quindi causato alcune inefficenze di poco conto ma che avrebbero potuto creare malcontento.
Pur non essendo specificato, la capacità di adattamento era un requisito fondamentale e fortunatamente tutto il gruppo si è rivelato di gran cuore, paziente e appunto flessibile.

Il progetto
ho avuto modo di chiacchierare con gran parte dei partecipanti e gli organizzatori. come previsto da loro, la sindrome da carta bianca si è fatta sentire.
il progetto 100 km si è trattato per lo più di una esperienza umana più che scientifica. Il territorio è stato presente ma un po’ come lo sarebbe una comparsa in una prima teatrale. Forse poteva esserne il protagonista.

Ad ogni modo messaggio ricevuto, l’organizzazione è già al lavoro.

Nota: tornate a visitare questo post in quanto pubblicherò nuove immagini!

Manfrotto: zaino collezione street, 4 motivi per averlo

Da ormai 30 giorni sto divertendomi con uno zaino della Manfrotto, nello specifico è uno dei prodotti della collezione street in Cordura (qui le info ).
L’ho portato con me in giro per Milano, Roma e Bologna. E’ stato il mio “socio” in Norvegia, a Bergamo e in Croazia.
Ecco i motivi per i quali suggerisco caldamente questo prodotto della Manfrotto.

  1. un zaino tascabile: normalmente uno zaino fotografico è molto voluminoso, io ho fatto il test della metro all’ora di punta e il test è andato alla grande. Specialmente se usate le mirrorless, questo prodotto è perfetto

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2) resistente: il tessuto è un mix di cordura e denim. Resiste alle macchie e alle intemperie. Dal caffè rovesciato in un bar di Bologna alla nevicata in Norvegia.
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3) Ha stile. Uno zaino fotografico tradizionale di solito si nota ad 1km di distanza, è gonfio e monolitico e da l’idea di essere molto pesante. E’ effettivamente così. Questo zaino Manfrotto ha un look diverso, è più slim ma è in grado di trasportare attrezzatura comunque pesante (computer, tablet, una o due corpi macchina e uno o due obiettivi).
Potete andarci in giro anche in abito e avrete comunque un look “business”
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4) è “aeroporto friend”, l’ho usato come bagaglio a mano e grazie alle tre tasche: portacomputer, porta macchine fotografiche e “varie”, queste ultime due con carica dall’alto e hanno funzionato benissimo.
Lo zaino inoltre ha un suo numero seriale che lo rende unico e riconoscibile in caso di furto

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5) è molto urbano. Il lato negativo degli zaini è che si vede chiaramente che trasportano materiale costoso. Questo zaino differisce dai normali zaini e può facilmente mimetizzarsi senza dare troppo nell’occhio.
Unico neo che lo tradisce, la scritta Manfrotto che comunque è piuttosto discreta.
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Cosa cambierei?
Lo zaino non ha pecche funzionali, prenderei in considerazione un rafforzamento della parte superiore per dare più struttura allo zaino.
anche se, in realtà basta riempire bene anche la parte superiore.
Avrei poi fatto delle tasche laterali più alte ed elasticizzate per rendere più agevole il trasporto dell’acqua.
Chiaramente tutto dipende dalle dimensioni della vostra borraccia!