Etichettato: oraziospoto

Swimrun2.0: l’evoluzione dei prodotti

Lo swimrun è uno sport in grande espansione.

Chi lo pratica oggi può essere considerato un pioniere.

Ma forse si può già parlare di swimrun2.0.
Si tratta di uno sport  “per duri”  quindi non ancora aperto al grande pubblico.

Per questo sono poche le aziende che hanno investito in ricerca e sviluppo in questa disciplina.

Malgrado questo le novità non mancano e si assiste ad una sempre maggiore frequenza di aggiornamento.
Aumentano le gare e cambiano anche le attrezzature.
Come in ogni sport, anche in questa fase di vita dello swimrun ogni corridore inizia con prodotti semplici o riadattati da altre discipline.
Man mano i prodotti si raffinano e aumentano le opzioni.
Tre prodotti hanno attirato la mia attenzione.

Le pinne da swimrun
Le calze galleggianti
Una nuova famiglia di mute da Swimrun.

Scopriamo queste soluzioni da swimrun2.0!

Le pinne da swimrun

pinnedaswimrun
Nelle gare di swimrun di acqua fredda (ÖtillÖ) è possibile usare palette e persino pinne.
Nella mia gara in Engadina ho visto un paio di atlete che le portavano.
Il continuo togli e metti sarà stato un incubo ma alcune aziende hanno pensato che ci sia margine per sperimentare.

Per esempio la Olander ha sviluppato delle pinne ad hoc. Vi invito a visitare questo link. Sul prezzo, boh, spero che abbiano fatto un errore. 400 Euro mi sembrano un po’ tanti per delle pinne, per quanto modificate!
Esistono anche per donna.

 

Le calze galleggianti

swimruncalfPinne a parte, è invece molto comune usare il pull buoy, cioè quel galleggiante da mettere fra le gambe per tenere a galla gli arti inferiori.
Il pull buoy serve eccome visto che nello swimrun si nuota con le scarpe addosso e quei 400 grammi (mediamente) per piede che tendono ad andare a fondo non aiutano.
Una azienda ha realizzato delle speciali calze che hanno materiale galleggiante già fissato e che dunque dovrebbero rendere l’uso del pull buoy non necessario (a meno che non si cerchi extra galleggiabilità.
Qui le info, sono ancora indeciso se prenderle oppure no.

Una nuova famiglia di mute

Colting_wetsuits

Quando player totalmente nuovi si affacciano sul mercato vuol dire che quel dato sport evolve ma ancora non è oggetto di attenzione da parte di brand più forte.
La realtà più importante nello swimrun è la Head che crede in questo sport e infatti lo promuove sia nella sua versione “fredda” (ÖtillÖ) che in quella calda (Aquaticrunner).
Ma c’è un nuovo player che si è affacciato sul mercato e si chiama Colting.
L’azienda è la stessa che produce le calze di cui ho parlato sopra.
Fondata da un campione di swimrun, questa muta tiene conto di una serie di accortezze molto pratica.
Fra tutte, quelle che voglio segnalare è il colore. Questa muta è fatta per essere visti in acqua e non è una cosa da poco.
Colting wetsuits è un progetto di Colting un atleta che se ho ben capito si è anche inventato Tikker, un orologio che dopo un breve questionario sulla tua anamnesi personale fa partire un timer e ti ricorda quanto resta da vivere.
Secondo il suo creatore servirebbe a sfruttare meglio il tempo a nostra disposizione.
Nell’attesa di elaborare il concetto, spero in una lunga vita per me, i miei cari e per voi che leggete questo blog ;-)

Swimrun2.0: una nuova era è cominciata!

 

 

Dammi volume! IronSwimrunCheers

39 km totali fra nuoto e corsa che poi per me sono diventati 30 di corsa e 10 a nuoto ma va bene così.

Una gara di swimrun IronSwimrunCheers: percorso Iron della swimruncheers senza classifica, conta arrivare, non conta il tempo anche se c’erano dei cancelli (ossia dei limiti orari entro i quali bisogna transitare) per non essere squalificati.
Un percorso tosto, molto tosto. Asfalto, sabbia, salite, discese, percorsi in mezzo ai boschi, due laghi da attraversare.
Indescrivibile l’emozione di attraccare sulle isole Borromee…a nuoto  dopo esserci arrivato con quei vaporetti tanti anni fa.

swimrunandcheers

 

Il percorso, anche da un punto di vista fotografico è spettacolare.
Allego qui alcune delle foto ricevute dall’ufficio stampa.

Qualche considerazione sulla gara

Attrezzatura
Palette, occhialini, body, pull buoy, scarpe da asfalto e calze compression.
Il body, non solo il mio, non ha ben tollerato i 10km. Durante la corsa e soprattutto qualche ora dopo avevo un bel souvenir della mia prestazione.
swimrunorazioVabbè, passerà. La soddisfazione invece resta!

Il pull buoy che ho modificato aggiungendo una seconda corda elastica ha funzionato bene.
Tuttavia il sistema di lacci elastici non ha sempre retto a dovere. Probabilmente dovrò pensare ad un nodo per rendere meno mobile il laccio.
Era infatti spesso necessario aggiustare la tenuta degli elastici e questo alla lunga annoia.
Le scarpe (Brooks Ravenna) si sono comportate benissimo (ormai sono sul viale del tramonto visto che hanno toccato i 700 km) anche se nei percorsi trail ho un po’ faticato.

Percorso
come già scritto, molto bello. Certamente, anche nella versione short (27km, di cui 20 di corsa e 7 a nuoto) non è per tutti.
Ma se avete la preparazione, l’allenamento e la testa, questa è una gara che dovete assolutamente fare.

Organizzazione
Era la numero zero, dunque un applauso a chi ha organizzato e che si è fatto un mazzo tanto: Diego Novella e Valentina Castelli.
Non da meno i volontari e le forze dell’ordine.
Siamo stati scortati lungo il percorso e ad ogni punto ristoro eravamo incitati.


L’ultima considerazione è per me.
Ancora una volta durante la corsa ho sbagliato percorso. Evidentemente c’è da lavorare parecchio sulla tecnica.

MasterOfPhotography

Metti un professionista, metti un format internazionale, metti un disturbatore e metti tanti amici.
Questa è la sintesi degli incontri di MasterOfPhotography presso lo spazio Sky in Darsena Milano.
Il professionista si chiama Alessandro Gaja, bravo e smart.
Del resto è un professionista.
Lui nello spazio Sky in Darsena fa quello che gli riesce meglio: documenta la quotidianità attraverso le persone.
Non lo fa con meravigliose modelle o con palestrati modelli. Lo fa con le persone “normali”che passano in Darsena e le valorizza.
Una volta fatto lo scatto la sd card viene data ad una ragazza che la scarica su iPad.
Queste foto vengono poi inviate via mail a chi si è fatto ritrarre.
A supporto del bravo Alessandro, un fondale, delle luci e una splendida Leica.
Mica pensare che sia merito della macchina fotografica. Le persone, prima di fotografarle, vanno “squadrate” in pochi secondi.
Ci vuole empatia per capire se con quella persona o quella coppia si può osare con una posa creativa o se sia meglio una rappresentazione più istituzionale, quasi da fototessera.
Il format è Master of Photography: un talent che è stato mandato in onda su Sky Arte a partire dal 21 luglio 2016 in Germania, Italia, Regno Unito, Austria e Irlanda.

Il format è semplice e ricalca la logica dei talent.
Da una parte ci sono i candidati, dall’altra la giuria. In mezzo la presentatrice, Isabella Rossellini.

Con modi più o meno diretti i giudici fanno il loro lavoro, cioè analizzano, valorizzano o massacrano il lavoro fatto dai pretendenti.
In stile highlander ne resterà solo uno che riceverà soldi, gloria e visibilità.
Il disturbatore o ospite è un blogger o instagramer che raccontare quello che vede, le persone in posa, il fotografo e che diventa parte integrante con lo show della serata.

Così è stato per me e per Nunzia Cillo.
Eravamo noi i due ospiti della serata e abbiamo fatto quanto era in nostro potere per rendere l’evento ancora più festaiolo di quanto già fosse.

Eccovi un po’ di scatti “rubati” durante la serata.

 

Pantelleria: impressioni laviche

Dopo 15 giorni di problemi al sito, prontamente risolti dal team Aruba – Marco Usai, eccomi di nuovo sul pezzo.
O almeno ci provo ;-)

Vi scrivo dalle Faroe, ma questo post l’ho buttato giù mentre ero in aereo di ritorno da Pantelleria.

pantelleriaorazio
Rileggendolo, non ho dovuto cambiare una virgola, segno che le impressioni si sono subito sedimentate.
Ed eccoci qui.
Alla domanda, cosa ne pensi di Pantelleria, ecco qui la mia risposta.
Parliamo di un’isola dura. Dal mare fa impressione.
Roccia nera.
Acqua blu profonda.
Scogliere molto alte.
Un’isola che sembra dire: stammi lontano.

pantelleriaorazio2
Un unico attracco a mare: Pantelleria (la città).
Il vento a Pantelleria governa gli umori, il mare e ovviamente l’agricoltura.
Non c’è acqua: bisogna portarla o ottenerla tramite evaporazione come succedeva nella notte dei tempi con le favare
I gusti sono forti proprio come l’isola. Capperi, uva dolcissima da cui poi si ottiene il passito.
Anche Le persone si piegano all’isola.
Il ritmo rallenta.
Le strade piccole non permettono di correre e il parco macchine è quello di 25 anni fa. 600, panda, punto cabrio.
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo.

pantelleriaorazio2

Tutto ha l’aggettivo pantesco: insalata, giardino, bacio e anche senza lo zampino di qualche guru della comunicazione, Pantelleria è un brand.

Di cose da fare a Pantelleria ce ne sono eccome.
Ecco qualche considerazione.
Per prima cosa bisogna destagionalizzare il turismo.
Stando agli operatori locali ad agosto l’isola si anima.
Non è così negli altri 11 mesi.

Bisogna puntare a nuovi target.
Stranieri ce ne sono ma sono veramente pochi.
Ad oggi mi sembra ci siano tanti turisti habitué del posto (moltissimi milanesi) ma ancora troppi pochi turisti
L’aeroporto c’è e potrebbe lavorare di più.
Un’isola dove si potrebbe fare molto sport ma con infrastrutture accessibili.
Penso al cicloturismo o allo swimtrek.
Qui non c’è street food, ci sono piccole panetterie s gestione familiare che hanno la coda fuori ma ancora non si vedono api o furgoncini in giro.
In 7 giorni ne abbiamo visto uno solo.
I cartelli ci sono ma sono tutti incrostati dal tempo e dal sole.
Tutto sommato non se ne sente la mancanza perché l’isola è piccola e i punti da visitare sono pochi.
Ma in previsione di un turismo internazionale sarebbe meglio rifarli, magari multilingue.
In questi forni sui social ho cercato e taggato gli account social ma ahimè non ho mai avuto riscontri (neanche un Like su Twitter facente funzioni di visto).
Il turismo si sviluppa anche sui social.
Isola splendida, selvaggia e turisticamente rimasta a qualche anno fa.
Questo non significa diventare una specie di Rimini ma qualche azione migliorativa è sicuramente da fare.

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

hickiesorazio

2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
superop_orazio spoto

3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

Amare la Valtellina in 72 ore

Dopo la Valtellina d’inverno, è arrivata la Valtellina d’estate.
Prosegue il progetto Inlombardia365 e con un superteam di instagramers e blogger siamo andati alla scoperta della Valtellina.
Focus: Livigno, Grosio e Aprica.
Il 14 luglio siamo partiti alla volta di Milano.
La squadra: blogger, Instagramers e Youtuber

gruppoinlombardia365

Dopo la ormai tradizionale foto di gruppo siamo arrivati a Livigno.
Il tempo di ambientarci in questa celebre località che ci ha accolto con una temperatura di 8 gradi e arriviamo all’hotel Francesin.
La struttura è in tipico stile alpino e…goduria delle godurie, ha ben due prese usb accanto al comodino.
Per uno smarttraveller, questo è oro.usbfrancesin

Il programma è fitto e non c’è tempo da perdere.
Il centro sportivo Aquagranda ci attende
Una palestra, una piscina per bambini con tanto di scivoli.
Quello che attira la mia attenzione è una splendida, meravigliosa e goduriosa piscina di 25 metri (mi dicono che presto ci sarà l’upgrade a 50 metri) dove io non vedo l’ora di tuffarmi.
Una piscina a 1850 è una ghiotta occasione per allenarmi come si deve.

aquagrandalivignoNuoto per 2000 metri e ci metto 10 minuti in più rispetto al solito.
L’altitudine fa il suo effetto e la stanchezza non tarda a farsi sentire.

Il tempo passa ed è ora di tornare in hotel per vestirci pesanti ed essere pronti a uscire nuovamente.
E’ infatti il momento di fare una passeggiata per i sentieri intorno a Livigno. Abbiamo un motivo in più per camminare, partecipare all’iniziativa #sentierigourmet.
Sentierigourmet è una iniziativa che vuole riunire alta gastronomia, ambiente, musica e tradizioni.
Si tratta più nel dettaglio di una passeggiata di circa 5 km divisa in 5 tappe.
In ogni tappa si assaggia un menù sviluppato da uno degli chef e si ascolta della musica eseguita da un musicista locale.
Il tutto in un contesto magico come quello della montagna di sera.
Ho avuto il privilegio di assistere alla prima edizione, spero proprio che questo evento si ripeterà.

Il percorso dura un po’ e non manca l’appetito. Decidiamo infatti di fermarci in una pizzeria del posto aperta fino alle due di notte.

Si chiama il Gufo, la pizza è buona e il suo gestore è uno spasso!

il gufo livigno

Il giorno dopo si va a visitare il  Parco Incisioni Rupestri di Grosio, splendido luogo che trasuda storia e che si presta a tanti scatti “acchiappalike”.

Dopo il parco è il momento di fare una “sgambata” di 30 km con la bicicletta facendo dei sali scendi.
Per me che non vado mai in bicicletta è una vera e propria impresa. Ma poi prendo dimestichezza e potendo, rifarei volentieri il percorso.
Ma se avete un po’ di dimestichezza con le due ruote questi 30 km sono da fare senza neanche pensarci!
Il percorso è in totale sicurezza visto che si segue una pista ciclabile (SentieroValtellina) . La vista è da 10 e lode!

Per ottimizzare i tempi anziché tornare a Livigno, facciamo tappa nell’Hotel Residenze Serenella di Aprica.
Poco dopo ceniamo nel Ristorante Firenze .
Il giorno dopo, l’ultimo, ci aspetta una escursione nell’ Osservatorio Ecofaunistico.
Qui proviamo l’emozione di passeggiare a pochissimi metri da caprioli e stambecchi.
Siamo nei boschi, la luce filtra tra gli alberi e godiamo di fantastiche immagini che cerchiamo di “portare a casa” dignitosamente.

Il pranzo, chiuso poi da una ultima passeggiata nella Riserva Naturale Pian Gembro, è l’ultimo atto prima di tornare a casa.

Resta il ricordo di una terra splendida, tutta da scoprire e la consapevolezza che appena possibile ci ritornerò.

Idro Swim Run

Siamo nel pieno della stagione dello Swimrun.
Dopo l’esordio a Lignano con tanto di qualificazione per la finale del 10 settembre è stato il turno di Idro.
Il percorso inizialmente era di 25 km diventato poi di 22 km.
22 Km così divisi: 15 frazioni  (8 di corsa e 7 di nuoto) fatti tutti di corsa e con ambienti misti: trail, salite toste ma anche percorsi cittadini.
Bella atmosfera: eravamo pochi, per molti era l’esordio e l’atmosfera era quella dei pionieri.

Tutti i partecipanti hanno infatti posato per una foto di gruppo
Idroswimrun
Tornando da una settimana bella piena, ho preferito non esagerare dunque ho chiuso la gara senza strapazzarmi più di tanto e testando l’attrezzatura.
Già dal brief non mi sembrava di essere così “carico”11072016-13640785_10208325891557644_3277333652483857939_o
Le stesse regole sono suscettibili di cambiamento, dapprima era obbligatorio l’uso della muta durante le frazioni swim, il giudice della gara Marco Piagentini ha poi deciso di renderla facoltativa.
Infatti le acqua in cui si disputano queste gare sono normalmente calde e dunque la muta può risultare tutt’altro che di aiuto.
Confermato invece l’obbligo del pull buoy.
Il lago di Idro si è dimostrato facile da placare, pochissima corrente, alcuni tratti più freddi, quelli in cui l’acqua era più profonda e una navigazione di 1000 metri, intervallati da 1000 metri di corsa per poi ritornare per altri 1000 metri in acqua.
Un esercizio molto allenante per il cuore e il corpo che devono passare dall’assetto su strada a quello acquatico.
La gara è stata comunque faticosa e infatti il mio volto all’arrivo non era così riposato.
C’è da dire che lo swimrun è uno sport molto faticoso.
Credetemi!
Credits delle immagini : Marco Piagentini
13580453_10208326318968329_5635381280411317629_o
Ultima nota: ho notato che un corridore aveva le scarpe che avevo suggerito di usare per lo  swimrun e un altro aveva forato le proprie scarpe.
Piccoli segnali che però dimostrano che più che mai è importante condividere le vostre esperienze in merito.
A tal proposito ho creato da pochissimo un canale su Telegram dedicato proprio allo swimrun.

Varese, ma che scoperta!

IMG_2483Il 2016 è l’anno del turismo della Lombardia e ho la fortuna di essere nel team che supporta le iniziative lato Instagram.

Così sto scoprendo tanti aspetti della Regione in cui abito dal 2000 che prima non conoscevo bene. Fra le sorprese c’è certamente Varese.
Il territorio, non la città, è esteso e ricco di stimoli.
Vediamone qualcuno

Pedalare
Lago Maggiore bike hotel
 è una rete di alberghi e servizi per pedalare nella terra dei campioni del ciclismo.
Sullo sfondo c’è il Monte Rosa, il contesto è il blu dei laghi e il verde della natura.
Tra il Lago Maggiore e i sette laghi della provincia di Varese ci sono i luoghi dove Alfredo Binda si è allenato percorrendo percorsi panoramici a prova di macchina fotografica.

Cavalcare
diceva un mio amico che l’equitazione è l’unico sport dove uomo e animale collaborano sinergicamente.
Forse è poco noto ai più ma molti dei cavalieri più forti si sono formati a Varese e qui molti vengono per migliorare nelle diverse discipline legate all’equitazione.
A tal proposito ho scoperto un mondo che non immaginavo.

Volare
Sei anni e mezzo dopo il 17 dicembre 1903 quando i fratelli Wright avviarono l’era del volo, un esemplare interamente costruito in italia avrebbe dato il via all’aviazione italiana.
Proprio dove oggi sorge uno dei più grandi aeroporti d’Italia, Malpensa.

Veleggiare e pagaiare
Il patrimonio idrico caratterizzato dal blu dei molti laghi di origine glaciale incide sul territorio e su alcuni sport marini, primo fra tutti il canottaggio.
Una vera e propria istituzione a Varese.

Eccovi qualche foto che ho scattato durante l’ultimo tour del progetto inlombardia365.

I miei compagni di viaggio: bravi e simpatici:
RobySushi
Rob
Around the Globe
Ilaria villani
Sara DeLuigi

 

 

Bielmonte outdoor Festival

Da sabato 9 e domenica 10 luglio 2016 nell’Oasi Zegna, nella provincia di Biella, in Piemonte si terrà un appuntamento pensato per chi ama lo sport all’aria aperta e la natura.

Bielmonte Outdoor Festival, questo è il nome dell’appuntamento è la celebrazione dello sport non necessariamente ipercompetitivo e individualista.
Nel programma del festival infatti ci sono numerose opportunità per le famiglie.
In particolare ci saranno diversi momenti legati alla mountain bike e al nordic walking.
Non mancheranno le prove di equitazione e di yoga.
Per i più adrenalitici, a Veglio, si potrà fare bungee jumping mentre tornando a Bielmonte si può fare rolba run, un autentico spasso, vi posso assicurare!
Uno dei testimonial del Festival è il mitico Nico Valsesia, atleta estremo, che racconterà la sua avventura più recente “from Zero to Elbrus”.

oasizegna_2Il programma è davvero fitto e per avere una idea di quante cose si possono fare, vi rimando al sito  ufficiale.

Fra le numerose attività permettetemi però di consigliarvi l’esperienza della Rolba Run aka pista di bob su rotelle con partenza dal Rifugio Monte Marca.oasizegna3
Vi aspettano 10 divertenti tornanti che potrete decidere di affrontare a diversa velocità.
Una volta salito sul bob non volevo più scendere. La prima discesa è stata più simile a quella di un 90enne alla guida di una Fiat 128.
Nelle ultime, senza voler essere spericolato, devo dire che raramente ho toccato il freno.

oasizegna_1Dunque non resta che rileggersi il programma e mi raccomando, quando arrivate, non dimenticate di condividere la vostra esperienza sui social usando il tag #Bof16.
Info pratiche per raggiungere l’Oasi

Autostrada A4 Milano-Torino – Uscita Carisio direzione Cossato, Vallemosso, Trivero, quindi la Valletta dei rododendri fino a Bielmonte

oppure
Autostrada A8 Milano laghi – Imbocco A26 direzione Genova, uscita Romagnano Sesia direzione Coggiola, Trivero fino a Bielmonte

oppure
Autostrada A26 Genova-Gravellona Toce – Uscita Romagnano Sesia – direzione Coggiola, Trivero, quindi la Valletta dei rododendri fino a Bielmonte

Se avete un elicottero non posso aiutarvi, se avete google maps o programma similare, usatelo così da poter scegliere l’itinerario più veloce ;-)

A proposito di velocità, date una occhiata a questo video del bungee jumping a Veglio ;-)

 

BrooksRavenna: scopriamole

Dopo aver ricevuto da Brooks le Ravenna 7 e averci corso 300 km, posso dire di averle testate. w le Brooksravenna!
Sensazioni ottime anche se non essendo propriamente un peso piuma (negli ultimi 3 mesi, ho messo su 1kg di muscoli al mese) preferisco le scarpe più morbide.
Durante la corsa la scarpa in tutta la sua stabilità si sente. Ti mette su dei binari e ti costringe ad andare un po’ più veloce del solito per agevolare la rollata.
Le scarpe più ammortizzate restituiscono più energia, il piede si affatica di meno ma in realtà la velocità ne risente.
Anche per questo sto usando le scarpe per allenamenti su distanze limitate, meno di 15km.

Versatili
La versione che ho ricevuto. vd foto è veramente versatile, io le ho usate anche con pantaloni e camicia senza sembrare necessariamente un runner in crisi di astinenza!
brooksravennaInformazioni tecniche

  • Pod sull’avampiede: ritorno di energia
  • Intersuola in DNA per un’ammortizzazione personalizzata.
  • Diagonal Rollbar: per un allineamento naturale, un aspetto fondamentale per tutti quei corridori che tendono alla pronazione.
  • Maglia traforata

Eccovi qui un video che spiega le caratteristiche di queste ottime scarpe.