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Vi presento la packinglistdi Diana Facile!

 

Oggi per la packinglistdi, vi presento Diana Facile.

Diana è una traduttrice ed è una viaggiatrice seriale.
La trovate su Facebook qui . Questo è invece il suo sito web
Diana è laureata in lingue e letterature ispano americane a Milano.
Proprio questa sua preparazione e passione la porta spesso in giro proprio in America.
Diana poi non si limita a partire per un paio di settimane, i suoi viaggi infatti non durano meno di 3 mesi.

Una viaggiatrice così nomadicamente stanziale avrà una packing list di acciaio!
Scopriamola! Questa volta ho pensato a voi smart traveller al femminile!
Tornate a visitare spesso questo post, ho chiesto a Diana di completare quando possibile l’elenco aggiungendo link e pareri sui prodotti pensati!

indumenti e accessori
biancheria intima
pantaloni “da battaglia”
leggings pesanti
gonnellona comoda
pantaloni corti
costume
pareo
asciugamano microfbra
canottiere
kway
occhiale da sole
un capo di abbigliamento “moderatamente elegante”
scarpe da trekking con caviglia alta
havaianas (si, proprio le havaianas che sono comodissime, dice)
Cappello da pioggia preso al Decathlon
Fascia
Un anello/bracciale che le è stato regalato durante uno dei suoi viaggi.
sacco a pelo
sacco lenzuolo
un materassino che si arrotola e si autogonfia preso al Decathlon.
una amaca da viaggio
una zanzariera portatile
una tenda (monoposto)

hi tech
un netbook molto da battaglia
un hard disk esterno
uno smartphone
una macchina fotografica compatta (Lumix) con due batterie
luce frontale
sd card
kindle con letture a tema con il viaggio.
chiavetta usb

Medicinali
antibiotico
antidolorifico
antiinfiammatorio
TobraDex collirio
burro di caritè
arnica
antimosquitos
tachipirina
preservativi
spazzolino
dentifricio
saponette Lush

Varie
Un paio di lucchetti con combinazione
coltellino Opinel

Bagaglio
Uno zaino da 45 litri della Decathlon
Uno zaino da 20 litri per le escursioni giornaliere
una Borsetta

 

Pantelleria: impressioni laviche

Dopo 15 giorni di problemi al sito, prontamente risolti dal team Aruba – Marco Usai, eccomi di nuovo sul pezzo.
O almeno ci provo ;-)

Vi scrivo dalle Faroe, ma questo post l’ho buttato giù mentre ero in aereo di ritorno da Pantelleria.

pantelleriaorazio
Rileggendolo, non ho dovuto cambiare una virgola, segno che le impressioni si sono subito sedimentate.
Ed eccoci qui.
Alla domanda, cosa ne pensi di Pantelleria, ecco qui la mia risposta.
Parliamo di un’isola dura. Dal mare fa impressione.
Roccia nera.
Acqua blu profonda.
Scogliere molto alte.
Un’isola che sembra dire: stammi lontano.

pantelleriaorazio2
Un unico attracco a mare: Pantelleria (la città).
Il vento a Pantelleria governa gli umori, il mare e ovviamente l’agricoltura.
Non c’è acqua: bisogna portarla o ottenerla tramite evaporazione come succedeva nella notte dei tempi con le favare
I gusti sono forti proprio come l’isola. Capperi, uva dolcissima da cui poi si ottiene il passito.
Anche Le persone si piegano all’isola.
Il ritmo rallenta.
Le strade piccole non permettono di correre e il parco macchine è quello di 25 anni fa. 600, panda, punto cabrio.
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo.

pantelleriaorazio2

Tutto ha l’aggettivo pantesco: insalata, giardino, bacio e anche senza lo zampino di qualche guru della comunicazione, Pantelleria è un brand.

Di cose da fare a Pantelleria ce ne sono eccome.
Ecco qualche considerazione.
Per prima cosa bisogna destagionalizzare il turismo.
Stando agli operatori locali ad agosto l’isola si anima.
Non è così negli altri 11 mesi.

Bisogna puntare a nuovi target.
Stranieri ce ne sono ma sono veramente pochi.
Ad oggi mi sembra ci siano tanti turisti habitué del posto (moltissimi milanesi) ma ancora troppi pochi turisti
L’aeroporto c’è e potrebbe lavorare di più.
Un’isola dove si potrebbe fare molto sport ma con infrastrutture accessibili.
Penso al cicloturismo o allo swimtrek.
Qui non c’è street food, ci sono piccole panetterie s gestione familiare che hanno la coda fuori ma ancora non si vedono api o furgoncini in giro.
In 7 giorni ne abbiamo visto uno solo.
I cartelli ci sono ma sono tutti incrostati dal tempo e dal sole.
Tutto sommato non se ne sente la mancanza perché l’isola è piccola e i punti da visitare sono pochi.
Ma in previsione di un turismo internazionale sarebbe meglio rifarli, magari multilingue.
In questi forni sui social ho cercato e taggato gli account social ma ahimè non ho mai avuto riscontri (neanche un Like su Twitter facente funzioni di visto).
Il turismo si sviluppa anche sui social.
Isola splendida, selvaggia e turisticamente rimasta a qualche anno fa.
Questo non significa diventare una specie di Rimini ma qualche azione migliorativa è sicuramente da fare.

Amare la Valtellina in 72 ore

Dopo la Valtellina d’inverno, è arrivata la Valtellina d’estate.
Prosegue il progetto Inlombardia365 e con un superteam di instagramers e blogger siamo andati alla scoperta della Valtellina.
Focus: Livigno, Grosio e Aprica.
Il 14 luglio siamo partiti alla volta di Milano.
La squadra: blogger, Instagramers e Youtuber

gruppoinlombardia365

Dopo la ormai tradizionale foto di gruppo siamo arrivati a Livigno.
Il tempo di ambientarci in questa celebre località che ci ha accolto con una temperatura di 8 gradi e arriviamo all’hotel Francesin.
La struttura è in tipico stile alpino e…goduria delle godurie, ha ben due prese usb accanto al comodino.
Per uno smarttraveller, questo è oro.usbfrancesin

Il programma è fitto e non c’è tempo da perdere.
Il centro sportivo Aquagranda ci attende
Una palestra, una piscina per bambini con tanto di scivoli.
Quello che attira la mia attenzione è una splendida, meravigliosa e goduriosa piscina di 25 metri (mi dicono che presto ci sarà l’upgrade a 50 metri) dove io non vedo l’ora di tuffarmi.
Una piscina a 1850 è una ghiotta occasione per allenarmi come si deve.

aquagrandalivignoNuoto per 2000 metri e ci metto 10 minuti in più rispetto al solito.
L’altitudine fa il suo effetto e la stanchezza non tarda a farsi sentire.

Il tempo passa ed è ora di tornare in hotel per vestirci pesanti ed essere pronti a uscire nuovamente.
E’ infatti il momento di fare una passeggiata per i sentieri intorno a Livigno. Abbiamo un motivo in più per camminare, partecipare all’iniziativa #sentierigourmet.
Sentierigourmet è una iniziativa che vuole riunire alta gastronomia, ambiente, musica e tradizioni.
Si tratta più nel dettaglio di una passeggiata di circa 5 km divisa in 5 tappe.
In ogni tappa si assaggia un menù sviluppato da uno degli chef e si ascolta della musica eseguita da un musicista locale.
Il tutto in un contesto magico come quello della montagna di sera.
Ho avuto il privilegio di assistere alla prima edizione, spero proprio che questo evento si ripeterà.

Il percorso dura un po’ e non manca l’appetito. Decidiamo infatti di fermarci in una pizzeria del posto aperta fino alle due di notte.

Si chiama il Gufo, la pizza è buona e il suo gestore è uno spasso!

il gufo livigno

Il giorno dopo si va a visitare il  Parco Incisioni Rupestri di Grosio, splendido luogo che trasuda storia e che si presta a tanti scatti “acchiappalike”.

Dopo il parco è il momento di fare una “sgambata” di 30 km con la bicicletta facendo dei sali scendi.
Per me che non vado mai in bicicletta è una vera e propria impresa. Ma poi prendo dimestichezza e potendo, rifarei volentieri il percorso.
Ma se avete un po’ di dimestichezza con le due ruote questi 30 km sono da fare senza neanche pensarci!
Il percorso è in totale sicurezza visto che si segue una pista ciclabile (SentieroValtellina) . La vista è da 10 e lode!

Per ottimizzare i tempi anziché tornare a Livigno, facciamo tappa nell’Hotel Residenze Serenella di Aprica.
Poco dopo ceniamo nel Ristorante Firenze .
Il giorno dopo, l’ultimo, ci aspetta una escursione nell’ Osservatorio Ecofaunistico.
Qui proviamo l’emozione di passeggiare a pochissimi metri da caprioli e stambecchi.
Siamo nei boschi, la luce filtra tra gli alberi e godiamo di fantastiche immagini che cerchiamo di “portare a casa” dignitosamente.

Il pranzo, chiuso poi da una ultima passeggiata nella Riserva Naturale Pian Gembro, è l’ultimo atto prima di tornare a casa.

Resta il ricordo di una terra splendida, tutta da scoprire e la consapevolezza che appena possibile ci ritornerò.

BrooksRavenna: scopriamole

Dopo aver ricevuto da Brooks le Ravenna 7 e averci corso 300 km, posso dire di averle testate. w le Brooksravenna!
Sensazioni ottime anche se non essendo propriamente un peso piuma (negli ultimi 3 mesi, ho messo su 1kg di muscoli al mese) preferisco le scarpe più morbide.
Durante la corsa la scarpa in tutta la sua stabilità si sente. Ti mette su dei binari e ti costringe ad andare un po’ più veloce del solito per agevolare la rollata.
Le scarpe più ammortizzate restituiscono più energia, il piede si affatica di meno ma in realtà la velocità ne risente.
Anche per questo sto usando le scarpe per allenamenti su distanze limitate, meno di 15km.

Versatili
La versione che ho ricevuto. vd foto è veramente versatile, io le ho usate anche con pantaloni e camicia senza sembrare necessariamente un runner in crisi di astinenza!
brooksravennaInformazioni tecniche

  • Pod sull’avampiede: ritorno di energia
  • Intersuola in DNA per un’ammortizzazione personalizzata.
  • Diagonal Rollbar: per un allineamento naturale, un aspetto fondamentale per tutti quei corridori che tendono alla pronazione.
  • Maglia traforata

Eccovi qui un video che spiega le caratteristiche di queste ottime scarpe.

Dryrobe, qualcosa di nuovo in giro

 Mentre ero alla ricerca di informazioni su una muta, mi sono imbattuto in questa azienda: Dryrobe®
Il claim è

The outdoor change robe.™ A weather-proof change robe. Get changed inside it!

dryrobe

Ho subito provato a cercare maggiori informazioni sul sito per scoprire che Dryrobe è una mantella pensata per tenere subito al caldo un atleta dopo uno sforzo.

La prima cosa a cui ho pensato è la mitica scena del primo Point Break in cui Patrick Swayze fissa il mare, sotto una pioggia torrenziale.

Nella scena c’è lui, la muta, le onde e una specie di vecchia coperta a ripararlo.
Notevole ma nel 2016 non funziona!
dryrobe_orazio
Ad un quarto di secolo dal film qualcuno sembra che abbia finalmente pensato ad una evoluzione della coperta.
Più pesante del classico telo di plastica o del più prosaico bustone nero della spazzatura, più idrorepellente del gore tex.
Dryrobe +  waterproof e antivento.
dryrobe maniche lunghe
Il design, in foto la variante con maniche lunghe è pensato per farvi somigliare ad un wannabe jedi.
Infatti le maniche sono piuttosto larghe per non diventare matti nel tentativo di indossare la giacca con la muta.
Completa la dotazione della giacca, qualche comoda tasca per metterci il necessario .
dryrobe maniche corte

 La versione a maniche corte è ancora più da jedi anche se secondo me non si pone neanche il problema.
Molto meglio prendere la versione di Dryrobe a maniche corte!

E’ ovviamente possibile richiedere la versione personalizzata e non poteva mancare la special edition rossa.
Questa special edition è pensata per allenatori e coach che così possono farsi notare.
dryrobe_rossaAlmeno così dice il sito.
Una cosa è certa, da quanto pratico sport in maniera più assidua, il mio bagaglio ha progressivamente perso la sua connotazione light!

MSC e Technogym: l’avvio di una partnership

orazio_technogym MSCLe navi da crociera evolvono.
Il concetto di salute pure.
Ho avuto il piacere di partecipare ad un tour organizzato da Technogym e MSC Crociere pensato per festeggiare una nuova partnership strategica.

Technogym non è solo l’azienda leader dei macchinari per stare in forma. Oramai è diventata un wellness brand.
Si promuove infatti non solo lo stare informa ma anche la qualità di vita e l’alimentazione sana.

MSC vede in Technogym non solo un fornitore di macchinari ma un vero e proprio partner strategico per conquistare il nuovo e sempre crescente target dei salutisti.

L’accordo non è solo di facciata. MSC si impegnerà a fare alcune modifiche alle proprie cabine.

Per cominciare alcune cabine saranno dotate di un minibar con sport drink.
Ci sarà anche un canale Fitness TV con video creati da Technogym e un servizio di lavanderia per gli indumenti sportivi.

Insomma, anche la crociera cambia faccia!

Ho avuto il piacere di assistere in prima persona al lancio ufficiale dell’accordo e già che c’ero ne ho approfittato per vivere una giornata in azienda.
Gli spogliatoi sono hitech, una chiavetta e blocchi/sblocchi il tuo armadietto. Non ci sono lucchetti.

I macchinari sono quelli di ultima generazione, fra questi ne ho provato uno fantastico e di nuova concezione.

La pausa pranzo è stata all’insegna del mangiare sano. La mensa, se la vogliamo chiamare così è veramente bella.
Si tratta di spazi molto estesi con una illuminazione studiata e con menu buoni e non grassi.

cuffiesony

Dubai: la packing list e il connettore mancante

cuffiesonySono tornato di recente da un viaggio con Morena a Dubai.
Siamo stati 10 giorni in un hotel di lusso ma non sfarzoso.
Non il Burj Al Arab da 1700 euro a notte per intenderci!
La vacanza è stata piuttosto rilassata, avevamo dei tour prenotati e dall’Italia avevamo previsto delle esperienze turistico-gastronomiche dove era richiesto addirittura un dress code per la coppia.
Dubai è un paese dove vigono leggi e convenzioni meno liberali che in Europa: anche la religione, seppur in maniera velata, impatta pesantemente sulla vita del paese, dei suoi abitanti e dei suoi ospiti.
Ma quello che ha dettato la lista è stato soprattutto il buonsenso.
A Dubai in agosto si cammina poco a piedi.
Si entra ed esce da immensi centri commerciali, hotel, taxi, e Moschee.
Ttute rigorosamente munite di potenti sistemi di raffreddamento.
Andare in giro “svestiti” non è quindi sempre una buona idea.
Ma veniamo alla lista: durante il mio soggiorno ho portato tutto il necessario per lavorare, per correre e nuotare (sia in mare che in piscina).
Alla fine vi dirò se questa lista ha funzionato:
Abbigliamento 
Due pantaloni lunghi in cotone
Una Camicia lino bianca
Due polo a maniche lunghe
tre calze lunghe
Un cappello
Occhiali da sole
Mocassini (in gomma)
Un blazer in tessuto tecnico
cintura gomma
un pantalone corto
uno zaino piccolo in pelle
Per correre e nuotare
Una maglietta per correre
una maglietta per restare in acqua e proteggersi dai potenti raggi uv che passano anche in acqua.
due paia di calze per correre
Occhialini e cuffia per nuotare
Boxer per nuotare
Borraccia morbida da usare durante la corsa
Scarpe per correre
Scarpe per spiaggia/scogli
Un pantalone da running
marsupio per portare il necessario durante la corsa
Cura personale
Schiuma da barba, Rasoio e dopobarba
cerotti
sali
crema solare
farmaci di scorta: antidiarroici, Collirio, cerotti
Tecnologia
cuffie wireless da usare durante la corsa
cavo mini usb (per la action cam)
cavo micro usb (per le cuffie wireless)
cavo lighting
cuffie a riduzione del rumore per il viaggio in aereo (6 ore, non tante ma neanche pochissime)
macbook air + alimentatore
tablet e smartphone
Action cam
Orologio multisport con alimentatore dedicato per i miei allenamenti
Batteria extra
un telefono Huawei di cui sono ambassador
Adattatore inglese
ciabatta con 5 porte usb
Feedback finale
Alla fine ho usato tutto e ho ricreato una condizione molto vicina a quella di tutti i giorni.
Siamo o no smarttraveller?
Gli unici oggetti (al netto dei medicinali che erano di emergenza”) che non ho usato sono stati la cuffia per il nuoto e la cuffia per l’aereo.
Mi soffermerò solo sulla cuffia a riduzione rumore per l’aereo: ho acquistato l’anno scorso negli USA un utilissimo connettore che permette di agganciare qualsiasi cuffia ai sistemi di intrattenimento dell’aereo (eccolo qui sotto in foto).
Peccato che avessi dimenticato questo connettore (me ne sono accorto mentre ero già in volo e avevo tenuto le cuffie con me pronte per l’uso) e che le cuffie della compagnia aerea che ho utilizzato fossero spettacolari.  
adattatoreaereo
Schermata 2015-08-07 alle 00.24.22

Andiamo a Santiago De compostela con Marina e Luca

Schermata 2015-08-07 alle 00.15.45Schermata 2015-08-07 alle 00.24.22

Estate, tempo di vacanze, tempo di relax. Tempo per concedersi del tempo.

Condivido con voi la packing list di due ragazzi che hanno in comune la passione per Instagram e per le camminate.
Lei si chiama Marina ed è di Prato. Lui invece si chiama Luca ed è di Udine.
Entrambi gravitano intorno ad igersitalia.

Insieme hanno deciso di intraprendere il Cammino di Santiago De compostela.

Ecco la packing list di Marina, ma prima un paio di sue frasi che lascio così come sono.
Sono piene di verità:

“Premetto che è stato (e lo sarà fino all’ultimo), molto difficile scegliere cosa portare e cosa non, semplicemente perché penso di cosa avrò assoluta necessità e cosa invece sarà superfluo?
Mi sono documentata online ed ho chiesto anche a chi il cammino lo aveva già fatto.
Nb: decidere di fare questo viaggio mi ha effettivamente dimostrato quando sia fondamentale il consiglio degli altri.

Nel mio zaino da 48 litri ho messo:

3 magliette per camminare,
2 paia di pantaloncini,
1 cambio per dormire,
Maglia termica,
1 pantalone lungo,
Costume,
Asciugamano in microfibra,
Sacco a pelo,
Sapone di Marsiglia,
Spazzolino e dentifricio,
Scarpe per il cammino,
Infradito,
Cappellino,
Borraccia,
Reflex,
Pochi medicinali e pochi soldi contanti,
Iphone con asta selfie
Il sasso da lasciare ai piedi di Cruz de Ferro,
Agenda per gli appunti.

Nota: su suggerimento di Luca è stata aggiunta alla lista i tappi per le orecchie!.

Vediamo invece cosa porta Luca

un paio di Brooks Ghost A3
un paio di sandali Teva Terra Fi 4 (eccezionali su sterrato..ottimo grip e grande comodità)..
2 magliette North Face serie Light.. (quelle con cui ho corso la maratona di Praga e di treviso anni fa..eccezzionali ..leggere e sempre asciutte)..
un paio da pantaloncini corti da montagna Kapos
un paio di altri pantaloncini corti
pantaloni lunghi leggeri Mello’s….
giacca montura polartec antivento (leggermente antipioggia)..
poncho
2 paia calzini Mico
3 boxer microbica
una maglietta cotone portafortuna
un saccolenzuolo
zaino 40 lt decathlon
set cerotti per vescica
arnica in gel per i piedi
nastro tipo “pallavolista” per eventuali piccole necessità
5 mollette per bucato un po di filo per stendere forse e dico forse un micropile.
cappello di paglia e uno serio da deserto
Sapone di marsiglia
spazzolino e dentifrico
crema per viso (Doposole)
Voltaren
occhiali nike molto tecnici
asciugamano microfibra
Samsung s6 + cover protezione integrale
Cavalletto Joby Gorillapod Xl
Carica batteria portatile 10400 mAh
taccuino e penna per appunti
quattro soldi
visa

Seguite la preparazione e il viaggio di Marina e Luca con il tag #igersroads!

cabinzero

Belgio in primavera: la mia packing list

cabinzeroEcco la mia packing list usata in Belgio per documentare il Giro delle Fiandre.
Ero preparato ad un clima più freddo ma tutto quello che ho portato è tornato utile, se non per il giorno, sicuramente per la sera dove la temperatura scendeva al di sotto degli 8 gradi. Sono stato nelle Fiandre 3 giorni.

 

 

 

Pantalone casual in elastan
Pantalone tecnico leggermente imbottito
Maglietta in lana merinos
Maglione grigio
Ciabatte
Camicia in lana merinos
Felpa in materiale Apex
Intimo (calze e boxer)
Occhiali da sole
iPhone
MacBook Air
Garmin Virb
Zaino da viaggio Cabin zero
Zaino da trail usato come daypack
Canon Legria Mini
Scarpe Salewa Escape
Giacca a vento salewa
Piumino salewa rosso

Dei prodotti Salewa parlerò a breve.
Li ho ricevuti in prova per un test sul campo.

 

 

 

 

tiana

La packinglist di Tiana Kai

tiana

Questa volta curiosiamo nello zaino di Tiana. Una ragazza americana che vive a Firenze e si occupa di new media. Anche per darci un tono le ho chiesto di scrivere la sua lista sia in italiano che in inglese.

I’ve gone through many great suitcases, carrying so many memories. My main travel companion has been my Longchamp three piece travel set. The material is so durable and it’s red, my favorite color! Most recently I bought a 10 litre Deuter backpack, since I noticed carrying a one shoulder strap purse on blog tours have turned my straight back into a crooked mess. The backpack is small, so easy to pack until I get to my destination.

Travel equipment:
– Trolley
– Small overnight bag for electronics that straps on the trolly
– Toiletry bag
– Black purse
– 10 litre backpack
– iPad mini
– Canon Powershot S100
– MacBook
– Adapters
– Chargers
– Cellularline, an extra charger for my iPad mini
– Wallet with ID, Florence residency card and money

 

As for the clothes:
– 1 pair of jeans
– 1 pair of black leggings
– 1 set of work out clothes, which I hardly ever use
– 1 pair of boots
– 1 pair of flats or Supergas
– Chanel aviators
– 4 dresses in Summer
– 3 socks, or wool socks in Winter
– 3 wool blouses in Winter
– 1 sweater in Winter
– 5 tops
– Lightweight wool scarf
– Underwear and bras
– Long t-shirt to sleep in
– Sunscreen
– Make-up
– Givenchy make-up remover (the best remover after Boscia, no cotton required!)
– Hairbrush
– Toothbrush set

My style has become more casual over the years, so I like to year leggings and scarfs if the weather allows it.
I am over high heels, so predominantly wear boots or comfortable flats. If I know there will be extreme hiking, then I will also pack my Vibram boots. If there is a fancy event then I will pack one set of heels although I’ve been known to wear Frye boots to weddings, it was Colorado, so it wasn’t that inappropriate!
For the snowboarding trips I am always wearing my Moon Boots, plus all my gear, Burton board and helmet with speakers.

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Ho avuto tante grandi valigie, portandomi tanti ricordi. Il mio principale compagno di viaggio è stato il mio set da tre pezzi della Longchamp. Il materiale è molto resistente ed è rosso, il mio colore preferito! Più recentemente ho comprato uno zaino Deuter da 10 litri poiché ho ​​notato che trasportando una borsa a tracolla durante i blogtour, la mia schiena ne risentiva non poco. Lo zaino è piccolo, quindi facile da trasportare.

Ecco cosa porto:

– Trolley
-Valigetta piccola per l’elettronica che cinghia bene sul trolly
– Borsa da toilette
– Borsa nera
– 10 litro zaino
– IPad mini
– Canon Powershot S100
– MacBook
– Adattatori
– Caricabatterie
– Cellularline, un caricatore supplementare per il mio iPad mini
– Portafoglio con ID, carta di soggiorno di Firenze e denaro

Per quanto riguarda i vestiti:

– 1 paio di jeans
– 1 paio di leggings neri
– 1 set di palestra, che quasi mai uso
– 1 paio di stivali
– 1 paio di flats o Superga
– borse per le scarpe
– Aviatori Chanel
– 4 abiti in estate
– 3 calzini o calze di lana in inverno
– 3 camicie di lana in inverno
– 1 maglione in inverno
– 5 bluse
– Sciarpa di lana leggera
– Mutande e reggiseni
– T-shirt lunga per dormire
– Crema solare
– Cosmetici
– Givenchy struccante (il meglio della rimozione dopo Boscia, non è necessario il cotone)
– Spazzola di capelli
– Set spazzolino da denti

Il mio stile è diventato più informale nel corso degli anni, quindi mi piace usare i leggings e le sciarpe se il tempo lo permette.

Non mi metto i tacchi alti come quando ero più giovane quindi prevalentemente indosso stivali o sneakers. Se so che ci sarà trekking estremo prendo anche i miei stivali Vibram. Se c’è un evento speciale forse porto un paio di tacchi pero’ sono famosa per indossare gli stivali Frye ai matrimoni, ero in Colorado quindi non erano neanche inadeguati!

Per i viaggi di snowboard sempre porto i miei Moon Boots, i prodotti della Burton e casco con gli altoparlanti.