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Cascadia: questo progetto mi piace parecchio

3500 km. Tanti sono i km che Scott Jurek ha percorso in 46 giorni, 8 ore e 7 minuti.
Si tratta del nuovo record di percorrenza dell’Appalachian Trail, inferiore di tre ore rispetto al precedente record che risaliva al 2011.
Per celebrare il primo anniversario dell’impresa, Brooks e Scott Jurek hanno lanciato una partnership.
Il risultato dell’accordo si chiama Cascadia 11 – 2189 (2189 è l’equivalente in miglia dell’Appalachian Trail – suonava meglio 3500 ma è una gara americana e quindi non possiamo farci niente!).
Una scarpa (l’avrete capito ma per scrupolo lo specifico) che celebra questa impresa.
Del resto 3500 km (ah ci sono anche 157 km di dislivello) non è che siano bruscolini.

Il percorso dell’Appalachian Trail si snoda dalla Georgia al Maine toccando 14 Stati degli USA.
Da quanto ho capito è come fare la via Francigena o il cammino di Santiago di corsa.
Non perché l’Appalachian Trail sia una via santa ma perchè il percorso ha un qualcosa di mitico.
Certamente coprire tutto il percorso include nel prezzo anche un bel po’ di santi.
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Jurek si è sparato 50 miglia al giorno. Aveva una squadra a supporto ma i km (o le miglia) se le è comunque “pappate” lui.

Jurek ha ovviamente usato le Brooks Cascadia, limitandosi a due sole paia.
Immagino le abbia consumate ;-)
Le Cascadia le conosce benissimo. Infatti ha seguito il lancio dall’inizio degli anni 2000 quindi si può dire che sia una collaborazione decisamente di lungo corso.

Le Cascadia 2189 Scott Jurek Limited Edition sono come dice il nome, una edizione limitata e quanti esemplari verranno realizzati secondo voi?Brooks_Cascadia 2189 (2)

Esatto!  2189 esemplari, uno per ogni miglio percorso da Scott Jurek durante la sua avventura.

La Cascadia 2189 è realizzata con materiali riciclati dalle scarpe che Jurek ha usato.
Quindi se dopo 2km di corsa vi sentite stanchi riportatele indietro.
Non siete degni di queste scarpe!

Scherzi a parte, l’idea di una scarpa in edizione limitata e con i pezzi di prodotto usato da un grande atleta mi piace tantissimo. 

Le scarpe sono in vendita sul sito http://www.brooksrunning.it/ a partire dal 22 agosto.Io ci faccio un pensierino!

Amphibianman: alla scoperta di Grado

Dopo tanti allenamenti (che però non sono mai abbastanza) è arrivato finalmente il momento di mettermi alla prova in una vera gara di swimrun.

L’occasione mi è stata data  dall’Amphibianman di Grado.

La gara è partita dalla spiaggia di Grado con un percorso così distribuito: corsa di 1.5 km (diventati due per esigenze dell’organizzazione) – nuoto di 1.5 km  – corsa di km n – nuoto di  1.5 km swim e 0.5 km run di fatto assorbiti nella prima sessione di corsa e limati in circa 200 metri di uscita dall’acqua al traguardo.
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La gara che si svolge ovviamente in condizioni di totale sicurezza (la quota prevedeva per tutti gli iscritti l’assicurazione personale/assistenza logistica/medica/autoambulanza/assistenza in acqua) è terminata con un pasta party finale che l’organizzazione ha gentilmente esteso agli accompagnatori degli atleti.

Il tempo massimo concesso per concludere la gara era di 2 ore e 45 minuti che a me all’inizio sembravano al limite del possibile. 

In realtà ho impiegato molto meno tempo e soprattutto ho capito alla fine della gara che avrei potuto metterci ancora meno.
Nota di servizio: all’inizio calcolare i tempi di una gara di swinrun era un po’ difficile per via della necessità di impostare due diverse discipline sul proprio orologio da gara.
Recentemente la Garmin ha introdotto sul Fenix3 la funzione swimrun e per me è stata la luce.swimrunfenix 3 orazio

Questa gara, facendo parte del circuito italiano di swimrun, metteva a disposizione degli slot per partecipare alla gara finale del circuito aquaticrunner.
Questa gara finale si terrà sempre a Grado il 10 settembre e si dia il caso che sia riuscito ad aggiudicarmi uno di questi slot!!

Avrò quindi la possibilità di gareggiare con i più bravi swimrunners in una cornice che si preannuncia tanto dura quanto affascinante: un percorso acqua – terra di 28 km da Grado a Lignano.

Come tra l’altro recita il regolamento della manifestazione, nel caso in cui il 10 settembre dovessero esserci condizioni meteo non ottimali, il percorso della finale consisterà nella replica, in tre ripetute, dello stesso percorso fatto a Grado per l’Amphibianman.

Amphibianman orazio

 

MilanoMarathon: peccato non esserci

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Il 3 aprile si corre la Maratona di Milano. Siccome sarò a Parigi con la mia squadra non volevo perdermi almeno la conferenza stampa della corsa più importante della città dove vivo.
L’evento di presentazione si è tenuto il 22 marzo a Palazzo Marino (sede del Comune di Milano).
Fra le notizie clou: il nuovo percorso.
Più rapido e soprattutto con 800 metri di pav in meno.
Ma anche più veloce: l’organizzazione non nega il desiderio di migliorare il tempo di 2h07’17’’ – per rendere questa gara veramente veloce.

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La MilanoMarathon sarà anche una festa per La Gazzetta dello Sport: il quotidiano compie infatti 120 anni e sarà la festa della corsa. Di quella corsa a prescindere risultati.
Infatti ci sono numerose squadre che correranno la staffetta.
Le iscrizioni alla Relay Marathon saranno fatte attraverso le 65 organizzazioni non profit (ONP) partner del Charity Program, che quest’anno è dedicato a Fabrizio Cosi, fondatore dei Podisti da Marte”.

Milano Marathon sarà trasmessa in diretta su Fox Sports domenica 3 aprile alle ore 10.00.
Io sarò a Parigi a faticare, come si suol dire.
Nel 2017, garantito, tornerò a Milano.

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Correre d’Inverno – i consigli di Brooks

Brooks_FW15_DriftShell_Man_Blue_lowBrooks è una azienda americana che produce capi e calzature per la corsa e non solo.
In occasione della presentazione della loro linea di abbigliamento tecnico per l’inverno, eccovi 10 consigli per chi vuole correre d’inverno dove possibile ho fatto qualche aggiunta/integrazione in base alla mia esperienza.

Non correre soli – Se non avete una volontà di ferro è meglio allenarsi in coppia. Vi darete la carica l’un l’altro/a

Fare un buon riscaldamento – aumentate il flusso del sangue con un po’di esercizio. Vale anche passare l’aspirapolvere!

Rendersi visibili – fatevi notare per la vostra sicurezza

Vestitevi a strati – capi in tessuto tecnico a contatto con la pelle, un pullover in misto lana come strato intermedio e un gilet sottile, termico e resistente all’acqua, come livello più esterno. Di solito partite infreddoliti ma arrivati belli riscaldati.

Difendersi in caso di pioggia – vi serve una giacca in materiale idrorepellente leggera e traspirante e un paio di scarpe in goretex.

Proteggere le parti scoperte –  canfora o vaselina aiutano a proteggere la pelle dal vento e previene secchezza e screpolature connesse con le basse temperature.

Prestare attenzione al fondo stradale – vale in tutte le stagioni ma l’umidità, la pioggia e soprattutto il ghiaccio sono nemici insidiosi.

Disegnare un percorso circolare – in caso di temporali o neve improvvisi basta tagliare in linea retta il percorso originario per tornare alla base nella metà del tempo. Questo non sempre è possibile ma in città troverete facilmente riparo.

Cambiarsi subito – Dopo aver corso e sudato, in inverno è necessario cambiarsi subito dopo l’allenamento. La temperatura corporea cala repentinamente alla fine dello sforzo, e avere abiti bagnati a contatto con la pelle darebbe letteralmente i brividi.

Non essere eroici – Correre inseguiti da una tromba d’aria o farsi affiancare dai lampi rischia di essere peggio che saltare un allenamento. Se fuori la furia degli elementi si scatena sarebbe più prudente una sessione di tapis roulant.

I materiali tecnici sono importanti. La linea presentata da Brooks è basata sulla tecnologia DriLayer.
Questo tessuto è alla base di molti capi e può essere mixato con altri materiali. Per esempio alcuni capi riportano la dicitura a DriLayer® Sheep-ish e altre il DriLayer® SuperSeal.
La base comune è insomma la traspirabilità mentre varia il livello di impermeabilizzazione del capo.

Shooz: la scarpa per lo smart traveller

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E così ci siamo arrivati. Una scarpa che viene scomposta e si trasforma in una scarpa da corsa e in una da passeggio.
Per quanto, detto così è riduttivo. Eccovi una immagine che vi aiuterà a capire le diverse opzioni.
Il prodotto in questione si chiama Shooz ed è una idea nata in Italia.
Non compri una scarpa.
Compri una suola e due o magari anche tre tomaie.
I vantaggi sono evidenti e le priorità pure, per quanto soggettive.
In primis risparmi spazio e per i maniaci dello spazio in valigia, si tratta di un plus mica di ridere.
Elemento correlato allo spazio, è il minor impatto sull’ambiente.
Non ultimo, il risparmio.
La scarpa è su Kickstarter, qui il link dove potrete vedere come funzionano, quali sono le opzioni disponibili e soprattutto prenotare il vostro paio.12212425_10206750678940062_171409664_n-1
Il creatore si chiama Edoardo Iannuzzi, un giovane romano che vive fra Milano e Londra.
Lo avevo intervistato tempo fa nel suo studio a pochi passi da via Savona.
Il concept della Shooz è interessante e innovativo: di fatto potrete portarvi con poche combinazioni un sacco di scarpe occupando poco spazio.
Questo aspetto, magari meno appagante per il pubblico maschile, lo sarà presumibilmente per quello femminile.
Certo le zip sulle scarpe si vedono già da un po’ ma qui parliamo di qualcosa di totalmente differente. Non si tratta di un accessorio, la zip è funzionali alla scarpa stessa.
Ipotizzando di indossare un paio di  shooz, in valigia dovrete solo portare la skin il che significa che è come portarvi una maglietta.
Se siete poi degli smart traveller con la passione per la corsa,  capirete che il bagaglio a questo punto prende una configurazione completamente diversa.
Il look è in buone mani, sono stati scelti prodotti italiani e non a caso lo stesso sito recita orgogliosamente la provenienza italiana: www.shoozmadeinitaly.com.
L’elemento che potrebbe preoccupare ossia l’esistenza della zip e il possibile sfregamento del piede viene risolto proteggendo la zip con una linguetta ad hoc. 
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Insomma parliamo di un prodotto che promette di farci risparmiare spazio in valigia (e nell’armadio) senza costringerci a fare rinunce.
In una parola, come direbbero gli inglesi: cool!

Per conoscerli meglio:
www.shoozmadeinitaly.com
Twitter: www.twitter.com/shoozmadeinita
Facebook: www.facebook.com/Shooz.Italy

 

 

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Swim running che passione!

aquaticrunner

Tessuti tecnici e multifunzione, amore per il territorio, correre e nuotare questo è il mondo che amo!
Per questo non posso che guardare con molta curiosità allo swim running (o swimrun), una disciplina relativamente recente e in grande crescita.
Le gare di swimrun prevedono una alternanza costante di tratti da coprire a nuoto e da coprire di corsa.
A differenze dell’acquathlon, con cui potrebbe essere confuso non esiste un momento “x” in cui si smette di nuotare per poi correre.
Le gare di swimrun sono prevalentemente nel Nord Europa, prevedono distanze importanti (fino a 60km di corsa) e vengono fatte in coppia.
Esiste poi un circuito chiamato aquaticrunner che prevede distanze più ridotte (19 di corsa e 4 di nuoto) e si fa individualmente.

L’assenza di transizione mare – terra prevede poi abbigliamento e tecniche diverse dal triathlon e dall’aquathlon.
Per esempio bisogna nuotare con le scarpe.
Usare scarpe troppo pesante chiuse renderà il nuoto più faticoso perché l’acqua le appesantirà.
Usare scarpe troppo leggere potrebbe rendere i 19 km di corsa più pesanti e fastidiosi del solito e perfino danneggiare i piedi.
In alcune gare, quelle contrassegnate dal termine swimrun si possono usare le palette, si tratta di supporti che aiutano ad andare più veloci mentre nell’aquaticrunner queste sono severamente vietate.
Però sono permessi i pull buoy ossia quei supporti galleggianti che aiutano a tenere le gambe più in alto.

Criterio che accumuna swimrun e aquaticrunner è la severa selezione per accedere alle gare.
Entrambe le famiglie, con criteri più o meno severi, richiedono ai partecipanti di aver fatto un numero minimo di gare specifiche.
Per esempio per partecipare all’aquaticrunner bisogna aver fatto almeno:

un ironman full oppure,
3 ironman 70.3 (half ironman) oppure,
una ultramaratona da 85 km + una gara a nuoto da 3km oppure,
una gara a nuoto da 5km e una mezzamaratona.

Una disciplina non per tutti dunque.
Non mancherò di aggiornare questo blog sulle novità e sulle evoluzioni di questo sport che secondo me nei prossimi anni esploderà!

Urban running che avanza: contaminare le funzionalità

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Se prima i mondi della corsa e del casual wear erano su diversi sistemi solari, ora la storia sembra proprio cambiare.
Oltre a progetti interessanti come quelli delle Puma Ignite, scarpe da running disponibili in un colore adeguato o le nuove Nike Free, total black. è ugualmente degno di nota quanto sta facendo Sun68.
Questa azienda che almeno in apparenza non ha alcun legame con il running ha lanciato una collezione di scarpe pensate per la corsa.

Non si tratta di astronavi piene di sigle e dai colori sgargianti ma di scarpe dal tocco vintage che possono essere perfettamente scambiate per calzature da indossare per un aperitivo in centro a Milano.

Ma scopriamo da vicino questo brand

SUN68 è ispirato al 1968, considerato da tutti un anno di rottura e di cambiamenti.

La prima collezione è del 2005, con la polo.
Se oggi è di moda vedere scritte sul retro della polo è anche grazie a loro.
Sempre loro un primo esempio di nologo: ∆X. Si tratta di un simbolo matematico dove il delta è “la costante” e la x è “il differenziale”.
Questa identità piace al pubblico e il marchio acquista anno dopo anno sempre maggiore visibilità.
E’ facile trovare i loro prodotti nei negozi del centro o in concept store anche in periferia.
Oggi dalle polo si è passati al total look inclusa anche la linea bambino e appunto ad una collezione di scarpe che pur avendo un look retro hanno contenuti tecnici interessanti.
Ho utilizzato le running shoes per lunghe camminate e brevi corse. Aspetto giornate di sole per provarle sulla lunga distanza.
Ho apprezzato il rinforzo nella zona del tallone, pur senza creare una conchiglia e la gomma la cui mescola mi sembra almeno in questa prima fase morbida, ma non troppo.
Le cuciture laterali che temevo mi avrebbero dato fastidio si sono rivelate innocue.
Il grip c’è anche se sul bagnato si fa un po’ di fatica.
Per completezza di informazioni e in segno di ancora maggiore coraggio, Sun68 abbina alle scarpe anche un paio di calze da corsa bianche e di spugna.
Si tratta di una specie di tabù.
Ma Sun68 fedele alla sua identità se ne frega.

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Garmin Forerunner 405

Il trasmettitore Bluetooth della Nike è scomparso. Ed ecco la mia reazione:  Garmin Forerunner 405.
Sto usando il giocattolo da poco e non sono ancora in grado di fare una recensione credibile. Per ora posso dire che la ghiera con touchscreen richiede non pochi sforzi per essere padroneggiata.