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Aquaticrunner: quando il gioco si fa duro…

 

ahhh, l’aquaticrunner!
Lo swimrun diventa sempre più popolare: aumenta il numero di gare all’estero e circuiti  come quello di Otillo crescono in popolarità e mito.
Ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che esiste anche un circuito italiano con regole proprie e con una gara di riferimento.
Mi riferisco appunto all’Aquaticrunner, una gara di 30km fra sabbia, acqua e guado.
Una gara anche questa non per tutti dove bisogna avere caviglie forti per correre sulla sabbia, resistenza nel nuoto, non bisogna temere le meduse che di frequente si incontrano e bisogna resistere al caldo.
Ve lo dico perché ho gareggiato e l’ho pure finita.

Quest’anno la gara si farà alla fine di agosto, il percorso è invariato, si parte da Grado e si arriva a Lignano.

Se non fosse per la fatica e per il cronometro, sarebbe da fermarsi e fotografare il paesaggio per tutto il tempo ma ahimè non si può!

La grande novità di quest’anno è che l’asticella sale. Oltre ai grandi campioni italiani quest’anno è attesa la partecipazione di un atleta chiamato Faris Al-Sultan.

A molti di voi questo nome non dirà molto ma se siete dei triatleti avrete certamente riconosciuto il vincitore di Kona nel 2015 (Kona è la finale del circuito Ironman e la più dura delle gare, quindi per vincerla bisogna essere davvero di acciaio).
Faris nel 2016 si è cimentato nello swimrun facendo una delle gare più massacranti, la ÖtillÖ e pur non avendola vinta, si è comunque piazzato fra i primi 20 posti.
Anche qui vi posso dire che finire la ÖtillÖ  è già una bella soddisfazione. Vincerla è LA soddisfazione.
E dopo Kona e ÖtillÖ, Faris a 39 anni vuole cimentarsi nello swimrun italiano.
Tedesco di origini irachene, tesserato con il team di Abu Dhabi, oltre a Kona ha vinto l’Ironman Arizona, Malaysia, Regensburg, Austria e Lanzarote).
Faris è pronto a confrontarsi con noi ed è felice perché troverà in italia, buon cibo, bei paesaggi e acqua calda.
Per quanto mi riguarda, non so ancora se gareggerò ma di sicuro, lo vedrò giusto alla partenza, poi…ciao

 

 

Powerbreather: cosa è?

 

Premessa
il 17 novembre è stato il mio compleanno e Morena mi ha fatto un regalo.

Si chiama Powerbreather ed é uno strumento pensato per nuotatori, sub e triatleti.
Il suo obiettivo è farvi respirare aria sempre pulita, a differenza degli snorkel tradizionali. Che riutilizzano in parte la co2 emessa durante la respirazione.
Si indossa come uno snorkel e si stringe alla testa (non troppo) con una levetta.

All’inizio la sensazione é quella di respirare a fatica.

Bisogna infatti attivare una membrana e questo permette di aumentare la capacitá respiratoria.

Dopo i primi metri ho capito come funzionava e da lì ho cominciato a usarlo con maggiore serenitá.

Per 1000 metri dunque sono stato sempre sott’acqua ammirando il fondo della piscina.

Non vedo l’ora di provarlo in mare o in un lago sperando di avere un po’ di visibilitá e di godermi la nuotata.

Per il momento il giudizio é più che positivo.

Tornate a leggere spesso questo post, senza dubbio lo terrò aggiornato con nuove esperienze e valutazioni!

Per info: http://www.powerbreather.com/en/index.html

Geonaute Onmove220 e l’arte di stare bene

Metti un prodotto ad un prezzo concorrenziale (Geonaute Onmove220)  che è pronto ad aggredire i superbrand.

Geonaute Onmove220! La storia del running è relativamente recente ma in un qualche modo è già segnata da alcuni concetti base che sono:
1) la corsa è uno sport popolare
2) non servono costose attrezzature per praticarlo
3) quando decidi di farlo più seriamente, i punti 1 e 2 vengono un po’ meno.

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Credits: www.decathlon.it

 

Con l’uscita di questo orologio di Decathlon (Geonaute Onmove220) anche il terzo punto inizia a traballare.

Poco prima di partire per Grado per disputare l’aquaticrunner ho ricevuto l’orologio con l’obiettivo di provarlo e di condividere la mia esperienza.

Ho appena cominciato ma le prime sensazioni sono positive.
Per cominciare l’orologio si ricarica con un cavetto usb, già in dotazione. Non ci sono agganci specifici/dedicati,

In secondo luogo c’è una app dedicata che permette di sincronizzare l’orologio con una serie di parametri. Soprattutto è possibile consultare, grazie al gps dell’orologio, il percorso fatto.

La presentazione è in grande stile, eccovi il video short

Come sempre per avere le informazioni specifiche di prodotto e aggiornate, vi rimando alla pagina ufficiale , il mio obiettivo è invece provare sul campo il prodotto e raccontarvelo da sportivo appassionato.

Qualche informazione per partire.
L’orologio è pensato per corridori, ciclisti e trailer. Farò un test sulla lunga distanza anche per mettere alla prova la durata della batteria (oltre che delle mie gambe). Sul sito il produttore parla di una durata stimata delle batterie di 7 ore. Ne ho da correre dunque!
Non viene comunicato come prodotto per il triathlon pur essendo impermeabile con criterio  IPX7 dunque resiste agli spruzzi d’acqua.
Quindi potete correrci sotto la pioggia ma è bene non usarlo in piscina dove oltretutto non avreste la disponibilità di informazioni sulla vostra nuotata.
L’orologio è progettato per dare in maniera semplice  le informazioni su velocità, andatura, distanza, zona target, tempi per giro.
Una volta ottenute le informazioni sulla propria gara/allenamento, sarà poi possibile trasferirle e analizzarle subito sullo smartphone.
Queste le prime informazioni.
A presto per le prime impressioni!

Aquaticrunner: che super gara

Quante emozioni l’aquaticrunner!

30KM dopo e con una medaglia da finisher aquaticrunner sul comodino posso dire che l’aquaticrunner è stata una gara fantastica.

23 KM di corsa sulla sabbia, 5 km a nuoto e 2km di guado.
Qualche medusa che ho schivato tipo videogame e qualche scoglio da scavalcare anche con l’aiuto dell’organizzazione.
Che adrenalina l’aquaticrunner!

aquaticrunner_orazioLa parte finale, la corsa a Lignano è una passerella sulla sabbia.

Già la sabbia, perché correre 23 (di fatto 25) sulla sabbia non è facile, le articolazioni sono maggiormente sollecitate e il rischio infortuni è sempre dietro l’angolo.

Come partecipante non posso che fare i complimenti all’organizzazione. Il focus sulla sicurezza è stato al massimo livello e non mi sono mai sentito “abbandonato” nei tratti a nuoto.
Ho saputo che qualcuno ha avuto dei problemi con le meduse, nulla di grave ma il bruciore e il panico in acqua se non gestiti bene possono sicuramente ostacolare la gara.
In un punto specifico di meduse ne ho viste tante. Per non farmi “prendere” ho cominciato a zigzagarle in acqua perdendo qualche minuto ma ho preferito così, anziché rischiare fastidiosi bruciori.
Cosa porto a casa dopo questa esperienza? 
Che ci sono gare che richiedono massima attenzione sia da parte degli atleti che dell’organizzazione. Anzi tutte le gare devono richiederlo ma in quelle dove si va in acqua ne richiedono un po’ di più.

E poi?

Poi che lo swimrun è una disciplina tanto bella quanto divertente e che voglio godermela il più possibile.

Per cominciare siamo in una fase pioneristica!

E’ un piacere osservare le migliaia di combinazioni che gli atleti adottano prima di una gara di questo genere.
E’ uno sport multidisciplinare ma non ha le sequenze ben definite come nel triathlon. Nello swimrun si corre sulla sabbia, sui massi, sullo sdrucciolato, sull’asfalto, si nuota in acqua salata con le onde, nei laghi con le correnti. Si entra e si esce e il corpo deve continuamente adeguarsi a diversi terreni e temperature.
Per questo in base alle singole capacità, si è più nuotatori o runner? Cambia l’abbigliamento e l’assetto di gara.

Il risultato è un mix di soluzioni e accessori talvolta stravaganti, altre volte geniali, altre volte un po’ improvvisati.
Come dice il mio allenatore, Matteo Torre, sembra la formula 1 negli anni 60!

Swimrun2.0: l’evoluzione dei prodotti

Lo swimrun è uno sport in grande espansione.

Chi lo pratica oggi può essere considerato un pioniere.

Ma forse si può già parlare di swimrun2.0.
Si tratta di uno sport  “per duri”  quindi non ancora aperto al grande pubblico.

Per questo sono poche le aziende che hanno investito in ricerca e sviluppo in questa disciplina.

Malgrado questo le novità non mancano e si assiste ad una sempre maggiore frequenza di aggiornamento.
Aumentano le gare e cambiano anche le attrezzature.
Come in ogni sport, anche in questa fase di vita dello swimrun ogni corridore inizia con prodotti semplici o riadattati da altre discipline.
Man mano i prodotti si raffinano e aumentano le opzioni.
Tre prodotti hanno attirato la mia attenzione.

Le pinne da swimrun
Le calze galleggianti
Una nuova famiglia di mute da Swimrun.

Scopriamo queste soluzioni da swimrun2.0!

Le pinne da swimrun

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Nelle gare di swimrun di acqua fredda (ÖtillÖ) è possibile usare palette e persino pinne.
Nella mia gara in Engadina ho visto un paio di atlete che le portavano.
Il continuo togli e metti sarà stato un incubo ma alcune aziende hanno pensato che ci sia margine per sperimentare.

Per esempio la Olander ha sviluppato delle pinne ad hoc. Vi invito a visitare questo link. Sul prezzo, boh, spero che abbiano fatto un errore. 400 Euro mi sembrano un po’ tanti per delle pinne, per quanto modificate!
Esistono anche per donna.

 

Le calze galleggianti

swimruncalfPinne a parte, è invece molto comune usare il pull buoy, cioè quel galleggiante da mettere fra le gambe per tenere a galla gli arti inferiori.
Il pull buoy serve eccome visto che nello swimrun si nuota con le scarpe addosso e quei 400 grammi (mediamente) per piede che tendono ad andare a fondo non aiutano.
Una azienda ha realizzato delle speciali calze che hanno materiale galleggiante già fissato e che dunque dovrebbero rendere l’uso del pull buoy non necessario (a meno che non si cerchi extra galleggiabilità.
Qui le info, sono ancora indeciso se prenderle oppure no.

Una nuova famiglia di mute

Colting_wetsuits

Quando player totalmente nuovi si affacciano sul mercato vuol dire che quel dato sport evolve ma ancora non è oggetto di attenzione da parte di brand più forte.
La realtà più importante nello swimrun è la Head che crede in questo sport e infatti lo promuove sia nella sua versione “fredda” (ÖtillÖ) che in quella calda (Aquaticrunner).
Ma c’è un nuovo player che si è affacciato sul mercato e si chiama Colting.
L’azienda è la stessa che produce le calze di cui ho parlato sopra.
Fondata da un campione di swimrun, questa muta tiene conto di una serie di accortezze molto pratica.
Fra tutte, quelle che voglio segnalare è il colore. Questa muta è fatta per essere visti in acqua e non è una cosa da poco.
Colting wetsuits è un progetto di Colting un atleta che se ho ben capito si è anche inventato Tikker, un orologio che dopo un breve questionario sulla tua anamnesi personale fa partire un timer e ti ricorda quanto resta da vivere.
Secondo il suo creatore servirebbe a sfruttare meglio il tempo a nostra disposizione.
Nell’attesa di elaborare il concetto, spero in una lunga vita per me, i miei cari e per voi che leggete questo blog ;-)

Swimrun2.0: una nuova era è cominciata!

 

 

Dammi volume! IronSwimrunCheers

39 km totali fra nuoto e corsa che poi per me sono diventati 30 di corsa e 10 a nuoto ma va bene così.

Una gara di swimrun IronSwimrunCheers: percorso Iron della swimruncheers senza classifica, conta arrivare, non conta il tempo anche se c’erano dei cancelli (ossia dei limiti orari entro i quali bisogna transitare) per non essere squalificati.
Un percorso tosto, molto tosto. Asfalto, sabbia, salite, discese, percorsi in mezzo ai boschi, due laghi da attraversare.
Indescrivibile l’emozione di attraccare sulle isole Borromee…a nuoto  dopo esserci arrivato con quei vaporetti tanti anni fa.

swimrunandcheers

 

Il percorso, anche da un punto di vista fotografico è spettacolare.
Allego qui alcune delle foto ricevute dall’ufficio stampa.

Qualche considerazione sulla gara

Attrezzatura
Palette, occhialini, body, pull buoy, scarpe da asfalto e calze compression.
Il body, non solo il mio, non ha ben tollerato i 10km. Durante la corsa e soprattutto qualche ora dopo avevo un bel souvenir della mia prestazione.
swimrunorazioVabbè, passerà. La soddisfazione invece resta!

Il pull buoy che ho modificato aggiungendo una seconda corda elastica ha funzionato bene.
Tuttavia il sistema di lacci elastici non ha sempre retto a dovere. Probabilmente dovrò pensare ad un nodo per rendere meno mobile il laccio.
Era infatti spesso necessario aggiustare la tenuta degli elastici e questo alla lunga annoia.
Le scarpe (Brooks Ravenna) si sono comportate benissimo (ormai sono sul viale del tramonto visto che hanno toccato i 700 km) anche se nei percorsi trail ho un po’ faticato.

Percorso
come già scritto, molto bello. Certamente, anche nella versione short (27km, di cui 20 di corsa e 7 a nuoto) non è per tutti.
Ma se avete la preparazione, l’allenamento e la testa, questa è una gara che dovete assolutamente fare.

Organizzazione
Era la numero zero, dunque un applauso a chi ha organizzato e che si è fatto un mazzo tanto: Diego Novella e Valentina Castelli.
Non da meno i volontari e le forze dell’ordine.
Siamo stati scortati lungo il percorso e ad ogni punto ristoro eravamo incitati.


L’ultima considerazione è per me.
Ancora una volta durante la corsa ho sbagliato percorso. Evidentemente c’è da lavorare parecchio sulla tecnica.

Swimruncheers: intervista a Diego Novella

Swimrun che passione!
Uno sport che pur crescendo velocemente, meriterebbe più attenzione. Anzi mi piacerebbe vedere questa disciplina alle Olimpiadi.

Magari non quelle del 2020 ma nel 2024 le vedrei proprio bene!
Per parlarvi di questo sport e farvi venire voglia di provare, eccovi una intervista a Diego Novella, uno degli swimrunners più noti ed esperti.
Un grande appassionato di questo sport che ha persino deciso di organizzare una gara per valorizzare questo sport e le sue terre natie.
Ma di questo ne parliamo fra poco.
Eccovi il botta e risposta!

Diego che combini nella vita?

Eccomi! Questa è la domanda che temo sempre di più!!!!!
Io sono il solito sportivo compulsivo alla ricerca di emozioni e bei posti da vedere, anzi…posti da vivere nella gara che si va a fare. Come dico spesso: un sognatore, un ragazzo di campagna, con uno scopo nella vita: emozionarsi.

Sei tu che hai trovato lo swimrun o è lui che ha trovato te?

Per caso, ad inizio 2014, ho visto un video OtillO sui mondiali di Swimrun in Svezia….ed ovviamente ho detto “questi sono pazzi”! Poi a maggio, sono andato a trovare l’amico Matteo (Matteo Benedetti, parleremo anche di lui nei prossimi post – NDA), l’inventore dell’Aquaticrunner…per provare un po’…in quel di Lignano! Da allora….non più smesso e continuo a contagiare gli amici, portandoli a fare anche le gare all’estero!

Che cosa è lo  swimrun e che cosa scatena in te?

Difficile racchiudere in poche righe, l’emozione di una gara che dura ore e che ti catapulta nella natura incontaminata. Lo swimrun è capacità di adattamento, spostare l’asticella dei propri limiti fisici e psicologici oltre…ma così oltre, da non averlo neanche sognato per sbaglio. Ogni gara è composta da diverse frazioni di nuoto/corsa alternate e senza zona cambio, ognuna con una distanza particolare, un terreno particolare, una corrente particolare, niente è uguale perché è la natura a dettare le regole del percorso. Nulla è scontato, bisogna essere pronti a correre sulle rocce, sulla sabbia, nel fango, nel bosco, buttarsi da una scogliera, nuotare tra le onde, nella corrente sfavorevole e nell’acqua fredda. Stringere i denti e avanti!!!

Aquatic Runner
Aquatic Runner

Con tre anni di gare, per lo più all’estero, e dico “gare dure”, con correnti forti e temperature impegnative (acqua anche a 9 gradi, e aria a 10 gradi), montagne su cui salire, percorsi infiniti e spettacolari (come sempre quando ripenso alle gare che ho fatto, mi vengono i brividi), panorami mozzafiato….ho imparato molto, moltissimo!!!

Soprattutto a gestire la mia mente, e la fatica, durante la gara. Bisogna sviluppare moltissimo la propria capacità di adattamento, una volta rapito dalla gara e dal territorio, devi saperti adattare ed interpretare al meglio tutte le situazioni mutevolmente variabili che il percorso ti propone.

Per quanto riguarda i tecnicismi…dal fatto di legarsi con una corda al compagno di squadra, per aiutarsi nella frazione di nuoto, molto utile se l’acqua è mossa, infilarsi del materiale galleggiante nei gambaletti ai polpacci, per aumentare la galleggiabilità. Ma credo che la cosa più importante che ho imparato, sia che è fondamentale l’abbinamento dei colori dell’abbigliamento da gara, e se si è in Svezia, devi fare colazione con le aringhe in agrodolce!!!

La gara del cuore?

Rivivo le sensazioni, la fatica, gli odori…ben distinti di ogni gara. E sento ancora benissimo le temperature….dell’Engadina, la fatica infinita dei mondiali 2014, i suoi 75K, le 26 isole. Risento ancora il lago di Lochness per la Loch gu Loch…ho ancora nelle orecchie il suono della cornamusa….erano le 7 del mattino…e si partiva con 2K di nuoto a 12 gradi! Ma anche la sabbia di Lignano, i contorni della città di Grado. I 500 alla partenza di Uto! Gli amici che incontri da tre anni, in giro per le gare!!!
L’acqua limpida delle Scilly Islands…le alghe…le foche, il tifo dei curiosi lungo il percorso…
No, scusami…non riesco a limitare la mia risposta ad una gara sola!!!!
Swimrun è un mondo di emozioni, una famiglia di amici.
E po il 27 agosto, farò una bellissima e spettacolare gara…la SwimrunCheers, poi a settembre l’Aquaticrunner, il 23 ottobre sarò in Germania per la 1000 Lakes Swimrun (circuito OtillO), e poi….un amico che ho conosciuto in Scozia, un campione di ultra trial e cose pazzesche (tipo la Yukon Arctic Ultra), mi ha invitato in North Carolina….per una garetta…il 30 ottobre!

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Parliamo della SwimrunCheers!

SwimrunCheers è la realizzazione di un sogno: portare in Italia una gara in stile estero (OtillO, Swimrun Schotland, ecc…), ad eccezione che si fa in modalità individuale, su un percorso bellissimo: Verbania, Isole Borromee, Stresa, Baveno, Mergozzo e arrivo a Verbania, ovvero 4 Comuni, quattro isole, due laghi!!! Un percorso, due distanze. La versione “IRON” composto da 17 frazioni alternate corsa/nuoto, per un totale di 39km – 28km di corsa e 11km a nuoto e la “SHORT” 8 frazioni alternate, 4 di corsa e 4 di nuoto per un totale di 27.500metri di cui 20.500 di corsa e 7.000 metri  di nuoto (forse in metri incutono meno timore…;)

Cos’ha di diverso SwimrunCheers dalle altre gare oltre ad un tracciato unico? Non ha una classifica finale, perché la vera vittoria è finirla e poter gridare “io l’ho finita!”, ma non solo. Il “finisher” non riceverà una medaglia ma una scheggia di marmo di Candoglia, quello con cui è stato costruito il Duomo di Milano, perché è da Mergozzo che proviene; il territorio è protagonista fino alla fine. Per noi il territorio non lo calpesti e lo nuoti (solamente), ma lo vivi….fino in fondo!

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E poi….il percorso enogastronomico con 60 tipi di birre artigianali e cucine da strada, per valorizzare al massimo il territorio ospitante.

Per dare un assaggio di questa “pazzia” abbiamo organizzato gli “SwimRun Test” durante i quali accompagno i “coraggiosi neofiti” in un percorso di una decina di Km totali e qualche frazione. 5 Gli “highlander” prendono confidenza con la disciplina, provano i materiali specifici, condividendo i segreti imparati in tante gare. 5 test sono già archiviati i prossimi appti: 16 e 23 luglio Lago di Monate e 30 luglio Lago di Mergozzo.
Questo è solo un piccolo cenno su SwimrunCheers, si trova il resto sul sito: www.swimruncheers.it e sulla pagina Fb: swinrun cheers.

Ötillö: 10 cose che ho imparato

 

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Dopo mesi di preparazione è arrivata la data fatidica: il 10 luglio.
Luogo: Engadina
Gara: Ötillö Engadin Swim Run.
Mesi di fatica, di incastri fra famiglia, lavoro e impegni con l’associazione Igersitalia.
Mesi che poi si risolvono in una giornata di gara in cui speri di arrivare al massimo della forma sia fisica che mentale.
Nelle gare di swimrun Ötillö, poi, tutto questo deve essere moltiplicato per due perché queste gare si fanno “paired”.
Si parte in due, si arriva in due: sennò si viene squalificati.
Ma al di là dei classici commenti (chi te lo fa fare? Ma perché? Ma dai che hai 40 anni!) gare come la Ötillö dovrebbero essere considerate al pari di master e corsi di formazione.
E’ in occasioni come queste che capisci la differenza, non teorica ma pratica, sul gioco di squadra, sulla volontà, sulla capacità decisionale.
Mi sento (e probabilmente sono) una persona migliore da quando pratico questo sport.
Ma andiamo per ordine, ecco 10 cose che ho imparato e che vorrei condividere con voi.

  1. scegli il tuo compagno/a di gara: sarà sempre al tuo fianco. C’è una regola nelle gare Ötillö: il tuo socio non deve essere a più di 10 metri da te. Questo implica sinergia e supporto reciproco. Se non c’è la gara diventa molto più difficile.
  2. testa l’attrezzatura: lo swimrun è ancora uno sport nella sua fase iniziale, esiste un regolamento ma non esistono attrezzature definitive: provare, provare e ancora provare: la muta corta, il pullbuoy con il laccio o con la cintura? Le palette grandi o quelle piccole che hanno meno attrito? La cuffia in neoprene o quella di silicone così non sudo troppo? Etc.. etc.. Tutto è relativo, purtroppo o per fortuna.
  3. studia il percorso: la tecnologia ci aiuta ma ci fa perdere alcune sensazioni. La fatica può poi annebbiare la capacità di giudizio e pregiudicare una gara. Come è successo a me e al mio socio Niccolò. Una indicazione non chiara da parte di un assistente di gara e una elevata pressione sui tempi, uniti alla stanchezza di 6 ore di corsa e nuoto hanno portato al ritiro.
  4. ambientati: sei in mezzo alla natura, può essere un lago a 1800 metri o una spiaggia nel mare Adriatico: cambia lo scenario, cambia il tuo corpo. Chi si adatta sopravvive. Non lo dico io, lo dicono millenni di evoluzione. Qui sopravvivere non significa letteralmente continuare a respirare, ci mancherebbe, è tutto fatto in massima sicurezza.
    Sopravvivere vuol dire arrivare alla fine della gara con il sorriso sulle labbra e non come uno che ha appena terminato un calvario
  5. alimentati: il giorno prima della gara ma soprattutto durante la gara: nelle gare di swimrun si suda un sacco, quindi è fondamentale idratarsi e mantenere le energie. Alcune gare possono durare anche 9 ore.
  6. fregatene: è fantascienza pensare di arrivare ad una gara di swimrun del circuito Ötillö senza allenamento. Nei mesi precedenti la gara ne sentirai tante (perchè, ma tu sei matto?, etc.. etc..) e correre per strada con la muta non è proprio la cosa più normale del mondo. E’ una prova in più per capire se sei davvero motivato
  7. sii fiero: questo sport è in una fase iniziale ed esplosiva. Ritengo che abbia ampio margine per diventare di moda come è successo recentemente con il triathlon. A differenza della “triplice” lo swimrun è uno sport più economico (non ci sono i costi della bicicletta) e pur richiedendo tempo e dedizione, non ci sono le lunghe ore in bici.
  8. pianifica: le gare di Swimrun sono sempre di più ma il loro numero è limitato. Conviene pianificare con largo anticipo le gare a cui partecipare per non incappare nel sold out. Questo sport infatti sta crescendo il popolarità.
  9. sbaglia: io per primo, mentre scrivo questo post, me lo sto ripetendo. Mi ero preparato così tanto per questa gara e un errore di poco conto, andare a sinistra anziché a destra ha portato me e il mio socio fuori tempo massimo. Ovviamente  ora come ora fantastico con i se e i ma. Vorrei avere una macchina del tempo per tornare indietro e non commettere quell’errore perchè sia io che il mio socio siamo consapevoli che quella gara potevamo finirla.
    Ma a 48 ore di distanza posso dire che resta il forte fastidio (potrei chiamarlo in maniera diversa ma preferisco essere educato!) unito ad una motivazione e una forza che difficilmente ho provato in occasione di una gara: vorrei che la prossima gara (inizialmente non prevista ma aggiunta in corsa proprio in virtù di questa “caduta) fosse domani. Pensavo di non voler fare una gara Otillo, dopo questa. Ora voglio provarle e finirle tutte. Sono felice di sapere che anche il mio socio la pensa così.
  10. condividi: vuoi correre una gara di swimrun o pensi di farne una? Condividi le tue emozioni ma anche quello che hai imparato. E’ uno sport di cui si parla sempre di più, ma non abbastanza. La condivisione di informazioni ma anche di emozioni è fondamentale per approcciare questo sport nel migliore dei modi.
    Da dove cominciare? Sicuramente dalla famiglia e a tal proposito non finirò mai di ringraziare mia moglie Morena che ha capito quanto sia importante per me riuscire in questo sport.

 

Idro Swim Run

Siamo nel pieno della stagione dello Swimrun.
Dopo l’esordio a Lignano con tanto di qualificazione per la finale del 10 settembre è stato il turno di Idro.
Il percorso inizialmente era di 25 km diventato poi di 22 km.
22 Km così divisi: 15 frazioni  (8 di corsa e 7 di nuoto) fatti tutti di corsa e con ambienti misti: trail, salite toste ma anche percorsi cittadini.
Bella atmosfera: eravamo pochi, per molti era l’esordio e l’atmosfera era quella dei pionieri.

Tutti i partecipanti hanno infatti posato per una foto di gruppo
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Tornando da una settimana bella piena, ho preferito non esagerare dunque ho chiuso la gara senza strapazzarmi più di tanto e testando l’attrezzatura.
Già dal brief non mi sembrava di essere così “carico”11072016-13640785_10208325891557644_3277333652483857939_o
Le stesse regole sono suscettibili di cambiamento, dapprima era obbligatorio l’uso della muta durante le frazioni swim, il giudice della gara Marco Piagentini ha poi deciso di renderla facoltativa.
Infatti le acqua in cui si disputano queste gare sono normalmente calde e dunque la muta può risultare tutt’altro che di aiuto.
Confermato invece l’obbligo del pull buoy.
Il lago di Idro si è dimostrato facile da placare, pochissima corrente, alcuni tratti più freddi, quelli in cui l’acqua era più profonda e una navigazione di 1000 metri, intervallati da 1000 metri di corsa per poi ritornare per altri 1000 metri in acqua.
Un esercizio molto allenante per il cuore e il corpo che devono passare dall’assetto su strada a quello acquatico.
La gara è stata comunque faticosa e infatti il mio volto all’arrivo non era così riposato.
C’è da dire che lo swimrun è uno sport molto faticoso.
Credetemi!
Credits delle immagini : Marco Piagentini
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Ultima nota: ho notato che un corridore aveva le scarpe che avevo suggerito di usare per lo  swimrun e un altro aveva forato le proprie scarpe.
Piccoli segnali che però dimostrano che più che mai è importante condividere le vostre esperienze in merito.
A tal proposito ho creato da pochissimo un canale su Telegram dedicato proprio allo swimrun.

Amphibianman: alla scoperta di Grado

Dopo tanti allenamenti (che però non sono mai abbastanza) è arrivato finalmente il momento di mettermi alla prova in una vera gara di swimrun.

L’occasione mi è stata data  dall’Amphibianman di Grado.

La gara è partita dalla spiaggia di Grado con un percorso così distribuito: corsa di 1.5 km (diventati due per esigenze dell’organizzazione) – nuoto di 1.5 km  – corsa di km n – nuoto di  1.5 km swim e 0.5 km run di fatto assorbiti nella prima sessione di corsa e limati in circa 200 metri di uscita dall’acqua al traguardo.
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La gara che si svolge ovviamente in condizioni di totale sicurezza (la quota prevedeva per tutti gli iscritti l’assicurazione personale/assistenza logistica/medica/autoambulanza/assistenza in acqua) è terminata con un pasta party finale che l’organizzazione ha gentilmente esteso agli accompagnatori degli atleti.

Il tempo massimo concesso per concludere la gara era di 2 ore e 45 minuti che a me all’inizio sembravano al limite del possibile. 

In realtà ho impiegato molto meno tempo e soprattutto ho capito alla fine della gara che avrei potuto metterci ancora meno.
Nota di servizio: all’inizio calcolare i tempi di una gara di swinrun era un po’ difficile per via della necessità di impostare due diverse discipline sul proprio orologio da gara.
Recentemente la Garmin ha introdotto sul Fenix3 la funzione swimrun e per me è stata la luce.swimrunfenix 3 orazio

Questa gara, facendo parte del circuito italiano di swimrun, metteva a disposizione degli slot per partecipare alla gara finale del circuito aquaticrunner.
Questa gara finale si terrà sempre a Grado il 10 settembre e si dia il caso che sia riuscito ad aggiudicarmi uno di questi slot!!

Avrò quindi la possibilità di gareggiare con i più bravi swimrunners in una cornice che si preannuncia tanto dura quanto affascinante: un percorso acqua – terra di 28 km da Grado a Lignano.

Come tra l’altro recita il regolamento della manifestazione, nel caso in cui il 10 settembre dovessero esserci condizioni meteo non ottimali, il percorso della finale consisterà nella replica, in tre ripetute, dello stesso percorso fatto a Grado per l’Amphibianman.

Amphibianman orazio