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Geonaute Onmove220 e l’arte di stare bene

Metti un prodotto ad un prezzo concorrenziale (Geonaute Onmove220)  che è pronto ad aggredire i superbrand.

Geonaute Onmove220! La storia del running è relativamente recente ma in un qualche modo è già segnata da alcuni concetti base che sono:
1) la corsa è uno sport popolare
2) non servono costose attrezzature per praticarlo
3) quando decidi di farlo più seriamente, i punti 1 e 2 vengono un po’ meno.

onmove220
Credits: www.decathlon.it

 

Con l’uscita di questo orologio di Decathlon (Geonaute Onmove220) anche il terzo punto inizia a traballare.

Poco prima di partire per Grado per disputare l’aquaticrunner ho ricevuto l’orologio con l’obiettivo di provarlo e di condividere la mia esperienza.

Ho appena cominciato ma le prime sensazioni sono positive.
Per cominciare l’orologio si ricarica con un cavetto usb, già in dotazione. Non ci sono agganci specifici/dedicati,

In secondo luogo c’è una app dedicata che permette di sincronizzare l’orologio con una serie di parametri. Soprattutto è possibile consultare, grazie al gps dell’orologio, il percorso fatto.

La presentazione è in grande stile, eccovi il video short

Come sempre per avere le informazioni specifiche di prodotto e aggiornate, vi rimando alla pagina ufficiale , il mio obiettivo è invece provare sul campo il prodotto e raccontarvelo da sportivo appassionato.

Qualche informazione per partire.
L’orologio è pensato per corridori, ciclisti e trailer. Farò un test sulla lunga distanza anche per mettere alla prova la durata della batteria (oltre che delle mie gambe). Sul sito il produttore parla di una durata stimata delle batterie di 7 ore. Ne ho da correre dunque!
Non viene comunicato come prodotto per il triathlon pur essendo impermeabile con criterio  IPX7 dunque resiste agli spruzzi d’acqua.
Quindi potete correrci sotto la pioggia ma è bene non usarlo in piscina dove oltretutto non avreste la disponibilità di informazioni sulla vostra nuotata.
L’orologio è progettato per dare in maniera semplice  le informazioni su velocità, andatura, distanza, zona target, tempi per giro.
Una volta ottenute le informazioni sulla propria gara/allenamento, sarà poi possibile trasferirle e analizzarle subito sullo smartphone.
Queste le prime informazioni.
A presto per le prime impressioni!

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

hickiesorazio

2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
superop_orazio spoto

3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

Amare la Valtellina in 72 ore

Dopo la Valtellina d’inverno, è arrivata la Valtellina d’estate.
Prosegue il progetto Inlombardia365 e con un superteam di instagramers e blogger siamo andati alla scoperta della Valtellina.
Focus: Livigno, Grosio e Aprica.
Il 14 luglio siamo partiti alla volta di Milano.
La squadra: blogger, Instagramers e Youtuber

gruppoinlombardia365

Dopo la ormai tradizionale foto di gruppo siamo arrivati a Livigno.
Il tempo di ambientarci in questa celebre località che ci ha accolto con una temperatura di 8 gradi e arriviamo all’hotel Francesin.
La struttura è in tipico stile alpino e…goduria delle godurie, ha ben due prese usb accanto al comodino.
Per uno smarttraveller, questo è oro.usbfrancesin

Il programma è fitto e non c’è tempo da perdere.
Il centro sportivo Aquagranda ci attende
Una palestra, una piscina per bambini con tanto di scivoli.
Quello che attira la mia attenzione è una splendida, meravigliosa e goduriosa piscina di 25 metri (mi dicono che presto ci sarà l’upgrade a 50 metri) dove io non vedo l’ora di tuffarmi.
Una piscina a 1850 è una ghiotta occasione per allenarmi come si deve.

aquagrandalivignoNuoto per 2000 metri e ci metto 10 minuti in più rispetto al solito.
L’altitudine fa il suo effetto e la stanchezza non tarda a farsi sentire.

Il tempo passa ed è ora di tornare in hotel per vestirci pesanti ed essere pronti a uscire nuovamente.
E’ infatti il momento di fare una passeggiata per i sentieri intorno a Livigno. Abbiamo un motivo in più per camminare, partecipare all’iniziativa #sentierigourmet.
Sentierigourmet è una iniziativa che vuole riunire alta gastronomia, ambiente, musica e tradizioni.
Si tratta più nel dettaglio di una passeggiata di circa 5 km divisa in 5 tappe.
In ogni tappa si assaggia un menù sviluppato da uno degli chef e si ascolta della musica eseguita da un musicista locale.
Il tutto in un contesto magico come quello della montagna di sera.
Ho avuto il privilegio di assistere alla prima edizione, spero proprio che questo evento si ripeterà.

Il percorso dura un po’ e non manca l’appetito. Decidiamo infatti di fermarci in una pizzeria del posto aperta fino alle due di notte.

Si chiama il Gufo, la pizza è buona e il suo gestore è uno spasso!

il gufo livigno

Il giorno dopo si va a visitare il  Parco Incisioni Rupestri di Grosio, splendido luogo che trasuda storia e che si presta a tanti scatti “acchiappalike”.

Dopo il parco è il momento di fare una “sgambata” di 30 km con la bicicletta facendo dei sali scendi.
Per me che non vado mai in bicicletta è una vera e propria impresa. Ma poi prendo dimestichezza e potendo, rifarei volentieri il percorso.
Ma se avete un po’ di dimestichezza con le due ruote questi 30 km sono da fare senza neanche pensarci!
Il percorso è in totale sicurezza visto che si segue una pista ciclabile (SentieroValtellina) . La vista è da 10 e lode!

Per ottimizzare i tempi anziché tornare a Livigno, facciamo tappa nell’Hotel Residenze Serenella di Aprica.
Poco dopo ceniamo nel Ristorante Firenze .
Il giorno dopo, l’ultimo, ci aspetta una escursione nell’ Osservatorio Ecofaunistico.
Qui proviamo l’emozione di passeggiare a pochissimi metri da caprioli e stambecchi.
Siamo nei boschi, la luce filtra tra gli alberi e godiamo di fantastiche immagini che cerchiamo di “portare a casa” dignitosamente.

Il pranzo, chiuso poi da una ultima passeggiata nella Riserva Naturale Pian Gembro, è l’ultimo atto prima di tornare a casa.

Resta il ricordo di una terra splendida, tutta da scoprire e la consapevolezza che appena possibile ci ritornerò.

Dryrobe, qualcosa di nuovo in giro

 Mentre ero alla ricerca di informazioni su una muta, mi sono imbattuto in questa azienda: Dryrobe®
Il claim è

The outdoor change robe.™ A weather-proof change robe. Get changed inside it!

dryrobe

Ho subito provato a cercare maggiori informazioni sul sito per scoprire che Dryrobe è una mantella pensata per tenere subito al caldo un atleta dopo uno sforzo.

La prima cosa a cui ho pensato è la mitica scena del primo Point Break in cui Patrick Swayze fissa il mare, sotto una pioggia torrenziale.

Nella scena c’è lui, la muta, le onde e una specie di vecchia coperta a ripararlo.
Notevole ma nel 2016 non funziona!
dryrobe_orazio
Ad un quarto di secolo dal film qualcuno sembra che abbia finalmente pensato ad una evoluzione della coperta.
Più pesante del classico telo di plastica o del più prosaico bustone nero della spazzatura, più idrorepellente del gore tex.
Dryrobe +  waterproof e antivento.
dryrobe maniche lunghe
Il design, in foto la variante con maniche lunghe è pensato per farvi somigliare ad un wannabe jedi.
Infatti le maniche sono piuttosto larghe per non diventare matti nel tentativo di indossare la giacca con la muta.
Completa la dotazione della giacca, qualche comoda tasca per metterci il necessario .
dryrobe maniche corte

 La versione a maniche corte è ancora più da jedi anche se secondo me non si pone neanche il problema.
Molto meglio prendere la versione di Dryrobe a maniche corte!

E’ ovviamente possibile richiedere la versione personalizzata e non poteva mancare la special edition rossa.
Questa special edition è pensata per allenatori e coach che così possono farsi notare.
dryrobe_rossaAlmeno così dice il sito.
Una cosa è certa, da quanto pratico sport in maniera più assidua, il mio bagaglio ha progressivamente perso la sua connotazione light!

ogio_interno

Lo zaino e i tempi che cambiano

Puntuale come il Natale o la Pasqua, eccomi rientrato dal Press day di Greenmedialab.
L’agenzia segue numerosi clienti che per gli appassionati di outdoor sono veri e propri punti di riferimento: Gopro, Ogio, Thule, CaseLogic, Patagonia, Rewoolution tanto per fare i primi nomi che mi vengono in mente.
Fra le numerose novità, ho trovato un prodotto che mi ha particolarmente interessato.
Mi piace pensare che i bagagli siano lo specchio dei tempi e delle persone.
Il nuovo zaino Ogio è lo specchio di come stia sorgendo una nuova generazione di creativi.
Utenti che usano cellulari ed action cam al posto delle Reflex ma come i fotografi “seri” hanno bisogno di prodotti specifici.

ogioactioncam

A differenza degli zaini porta Reflex, normalmente ingombranti, questo prodotto è pensato specificatamente per le action cam e per gli accessori. Aggiungerei anche che è perfetto per portare gli accessori che talvolta corredano il nostro smartphone. Per esempio lenti supplementari o treppiedi.

Questo modello, chiamato Access Pack può contenere un laptop da 15’’ e ha altre caratteristiche:

  • tasca posteriore ad accesso rapido
  • custodia rigida interna rimovibile
  • custodia brainbox per action cam con capienza fino a tre camere, o due e un telecomando con custodia subacquea
  • Tasca anteriore per cavalletto, caricabatterie e chesty,
  • organizer interno
  • scomparto per laptop fino a 15”
  • divisori per disposizione personalizzata
  • tasche in rete e scomparto per Ipad
  • prezzo al pubblico 199,95€

ogio_interno

Un prodotto interessante che mi convince per l’organizzazione e l’apertura a ventaglio. Mi convince meno l’esterno dello zaino.
Infatti il tessuto e il look mi sembrano un po’ da teen ager ma soprattutto le lampo hanno degli inserti color rosa fosforescente che rendono lo zaino più cheap di quanto non sia.
Controllando sul sito, pare che non ci siano altre combinazioni di colore.

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Birkenstock Arizona 365 giorni dopo

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A ormai un anno dall’acquisto posso dire che l’ottima reputazione di queste scarpe è ampiamente meritata.
Sono comode e il loro look spartano (quasi da turista tedesco anni ’70) le rendono una alternativa alla Crocs.
Pulirle è facile, basta del borotalco. Sono indistruttibili e il loro plantare è veramente un toccasana per il piede.
Quest’anno queste scarpe mi accompagneranno anche per il mio viaggio.
Sono solo pentito di aver preso le Birkenstock Milano  che con il loro laccio posteriore posso essere considerate delle sostitute delle scarpe estive da trekking.

Merrell Chameleon

31ybo1mkwgl_aa280_All’inizio è stata dura. Poi il piede si è adattato e la scarpa si è ammorbidita. Adesso sono perfette!

Questa è la sintesi del rapporto con le Merrell Chameleon, le scarpe acquistate (anzi regalate) a Novembre che ho indossato in città (e non solo quando Milano era sotto 50 cm di neve).

Ecco le caratteristiche principali di queste Merrell:

Stabilità
La parte anteriore è rinforzata e protegge il piede molto bene. La suola è resistente e dura: per questo attenzione a non scivolare se camminate su un pavimento bagnato!
Comodità

Una volta superato l’iniziale contrasto piede/scarpa, le Merrell non vi deluderanno. Non sono troppo pesanti e la presenza del Gore-tex le rende perfettamente impermeabili (come ho avuto modo di testare durante le nevicate).
Look generale
uno dei plus di questa scarpa è la sua versatilità. Ha un look sportivo ma non da scarpone di montagna. Per questo potete andarci a visitare un museo senza sembrare un guardiacaccia così come potete fare una passeggiata in montagna senza rischiare di farvi male a un piede.
Prezzo

Su Amazon Uk le trovate a meno di 100 Euro,

Francia – provenza – test del nuovo borsone

Dal 1 al 6 gennaio siamo stati in Provenza.  Tanto freddo ma neanche l’ombra della neve, bei paesaggi, buon mangiare e un po’ di shopping.
Siamo partiti in treno da Milano alla volta di Nizza. A Nizza abiamo affittato una Opel Corsa e abbiamo visitato Marsiglia, Aix -en provence, Orange, Avignone e Arles.
Il viaggio è stato anche un modo per testare gli acquisti e i regali ricevuti a fine 2008. Il giudizio su Canon Eos, Borsone Tatonka Flightcase e le scarpe da Trekking della Merrell è positivo su tutta la linea.

A breve preparerò dei post dedicati a questi prodotti e alla packing list utilizzata in vacanza.

Babbo Natale mi ha portato…

Tatonka…un nuovo borsone e due nuovi portafogli!
Il borsone viene prodotto dalla Tatonka, una azienda tedesca specializzata in prodotti per il trekking che vende le scarpe con il marchio Teva (forse più famoso e meglio distribuito). Il prodotto si chiama flightcase, di fatto è un trolley senza ruote ed è stato pensato appositamente per i viaggi in aereo (le sue dimensioni sono infatti quelle autorizzate dalle compagnie aeree per il trasporto come bagaglio a mano). E’ stato scelto di colore nero per sporcarsi il meno possibile, ha degli spallacci che all’evenienza possono essere nascosti in una tasca dedicata e ha un solo grande compartimento per stipare oggetti e vestiti, anche se di diverse dimensioni. Si tratta di un regalo che ovviamente ho apprezzato tantissimo anche perchè il borsone fino ad ora utilizzato per i viaggi non era adatto a sostenere pesi superiori ai 5kg senza segarmi una spalla.
Non da meno sono i due portafogli (per la precisione uno dei due è un portadocumenti) della All Ett. Questa azienda produce i portafogli più sottili del mondo. Dimensioni a parte, il plus sta nel fatto che viene utilizzato un tessuto leggero e che le carte (di credito, documenti, fedeltà, etc..) vengono raccolte in una sola tasca anzichè in più tasche “a pensile”. Appena li avrò utilizzati adeguatamente non mancherò di fare una recensione più completa.

E a voi cosa ha portato Babbo Natale?

The North Face Venture Jacket: le differenze metropolitane fra i lavoratori europei

Visto che l’autunno è alle porte, vi parlerò di un acquisto fatto in Canada pensato proprio per “il periodo delle pioggie”. Si tratta della North Face Men’s Venture Jacket: una giacca antipioggia e antivento che  fa benissimo il proprio dovere! Domenica scorsa l’ho utilizzata per una lunga passeggiata in città dove a tratti ha anche piovuto. La giacca ha due comode tasche (che ho usato per il telefonino e per l’Ipod!) ed è leggerissima. Altra caratteristica molto apprezzata è la sua capacità di traspirazione. La mia precedente rain jacket (questo è il loro nome “originale”) era praticamente una sauna ambulante!
Le rain jackets  sono molto usate nei paesi anglosassoni dove vengono indossate con disinvoltura anche sopra gli abiti da ufficio e sono spesso accompagnate da uno zaino (backpack) in cui riporre il computer portatile (laptop) ma anche la bottiglia dell’acqua e/o la borraccia termica per conservare il caffè e l’acqua (che viene portata da casa per risparmiare e per non inquinare).  A Milano e a Roma, in generale nei paesi latini, non la pensiamo così. E’ infatti molto difficile vedere rain jackets sopra un completo; di zaini se ne vedono (ma fanno parte del kit del lavoratore della “new economy” e difficilmente vedrete un affermato avvocato arrivare con lo zaino) e i thermos…beh… fino ad ora non ne ho visto uno solo….Si verrebbe subito additati come tamarri o coatti (a seconda di dove siete)