Tag: viaggiare

Pantelleria: impressioni laviche

Dopo 15 giorni di problemi al sito, prontamente risolti dal team Aruba – Marco Usai, eccomi di nuovo sul pezzo.
O almeno ci provo ;-)

Vi scrivo dalle Faroe, ma questo post l’ho buttato giù mentre ero in aereo di ritorno da Pantelleria.

pantelleriaorazio
Rileggendolo, non ho dovuto cambiare una virgola, segno che le impressioni si sono subito sedimentate.
Ed eccoci qui.
Alla domanda, cosa ne pensi di Pantelleria, ecco qui la mia risposta.
Parliamo di un’isola dura. Dal mare fa impressione.
Roccia nera.
Acqua blu profonda.
Scogliere molto alte.
Un’isola che sembra dire: stammi lontano.

pantelleriaorazio2
Un unico attracco a mare: Pantelleria (la città).
Il vento a Pantelleria governa gli umori, il mare e ovviamente l’agricoltura.
Non c’è acqua: bisogna portarla o ottenerla tramite evaporazione come succedeva nella notte dei tempi con le favare
I gusti sono forti proprio come l’isola. Capperi, uva dolcissima da cui poi si ottiene il passito.
Anche Le persone si piegano all’isola.
Il ritmo rallenta.
Le strade piccole non permettono di correre e il parco macchine è quello di 25 anni fa. 600, panda, punto cabrio.
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo.

pantelleriaorazio2

Tutto ha l’aggettivo pantesco: insalata, giardino, bacio e anche senza lo zampino di qualche guru della comunicazione, Pantelleria è un brand.

Di cose da fare a Pantelleria ce ne sono eccome.
Ecco qualche considerazione.
Per prima cosa bisogna destagionalizzare il turismo.
Stando agli operatori locali ad agosto l’isola si anima.
Non è così negli altri 11 mesi.

Bisogna puntare a nuovi target.
Stranieri ce ne sono ma sono veramente pochi.
Ad oggi mi sembra ci siano tanti turisti habitué del posto (moltissimi milanesi) ma ancora troppi pochi turisti
L’aeroporto c’è e potrebbe lavorare di più.
Un’isola dove si potrebbe fare molto sport ma con infrastrutture accessibili.
Penso al cicloturismo o allo swimtrek.
Qui non c’è street food, ci sono piccole panetterie s gestione familiare che hanno la coda fuori ma ancora non si vedono api o furgoncini in giro.
In 7 giorni ne abbiamo visto uno solo.
I cartelli ci sono ma sono tutti incrostati dal tempo e dal sole.
Tutto sommato non se ne sente la mancanza perché l’isola è piccola e i punti da visitare sono pochi.
Ma in previsione di un turismo internazionale sarebbe meglio rifarli, magari multilingue.
In questi forni sui social ho cercato e taggato gli account social ma ahimè non ho mai avuto riscontri (neanche un Like su Twitter facente funzioni di visto).
Il turismo si sviluppa anche sui social.
Isola splendida, selvaggia e turisticamente rimasta a qualche anno fa.
Questo non significa diventare una specie di Rimini ma qualche azione migliorativa è sicuramente da fare.

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

hickiesorazio

2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
superop_orazio spoto

3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

Ötillö: 10 cose che ho imparato

 

orazioeniccolòengadina

Dopo mesi di preparazione è arrivata la data fatidica: il 10 luglio.
Luogo: Engadina
Gara: Ötillö Engadin Swim Run.
Mesi di fatica, di incastri fra famiglia, lavoro e impegni con l’associazione Igersitalia.
Mesi che poi si risolvono in una giornata di gara in cui speri di arrivare al massimo della forma sia fisica che mentale.
Nelle gare di swimrun Ötillö, poi, tutto questo deve essere moltiplicato per due perché queste gare si fanno “paired”.
Si parte in due, si arriva in due: sennò si viene squalificati.
Ma al di là dei classici commenti (chi te lo fa fare? Ma perché? Ma dai che hai 40 anni!) gare come la Ötillö dovrebbero essere considerate al pari di master e corsi di formazione.
E’ in occasioni come queste che capisci la differenza, non teorica ma pratica, sul gioco di squadra, sulla volontà, sulla capacità decisionale.
Mi sento (e probabilmente sono) una persona migliore da quando pratico questo sport.
Ma andiamo per ordine, ecco 10 cose che ho imparato e che vorrei condividere con voi.

  1. scegli il tuo compagno/a di gara: sarà sempre al tuo fianco. C’è una regola nelle gare Ötillö: il tuo socio non deve essere a più di 10 metri da te. Questo implica sinergia e supporto reciproco. Se non c’è la gara diventa molto più difficile.
  2. testa l’attrezzatura: lo swimrun è ancora uno sport nella sua fase iniziale, esiste un regolamento ma non esistono attrezzature definitive: provare, provare e ancora provare: la muta corta, il pullbuoy con il laccio o con la cintura? Le palette grandi o quelle piccole che hanno meno attrito? La cuffia in neoprene o quella di silicone così non sudo troppo? Etc.. etc.. Tutto è relativo, purtroppo o per fortuna.
  3. studia il percorso: la tecnologia ci aiuta ma ci fa perdere alcune sensazioni. La fatica può poi annebbiare la capacità di giudizio e pregiudicare una gara. Come è successo a me e al mio socio Niccolò. Una indicazione non chiara da parte di un assistente di gara e una elevata pressione sui tempi, uniti alla stanchezza di 6 ore di corsa e nuoto hanno portato al ritiro.
  4. ambientati: sei in mezzo alla natura, può essere un lago a 1800 metri o una spiaggia nel mare Adriatico: cambia lo scenario, cambia il tuo corpo. Chi si adatta sopravvive. Non lo dico io, lo dicono millenni di evoluzione. Qui sopravvivere non significa letteralmente continuare a respirare, ci mancherebbe, è tutto fatto in massima sicurezza.
    Sopravvivere vuol dire arrivare alla fine della gara con il sorriso sulle labbra e non come uno che ha appena terminato un calvario
  5. alimentati: il giorno prima della gara ma soprattutto durante la gara: nelle gare di swimrun si suda un sacco, quindi è fondamentale idratarsi e mantenere le energie. Alcune gare possono durare anche 9 ore.
  6. fregatene: è fantascienza pensare di arrivare ad una gara di swimrun del circuito Ötillö senza allenamento. Nei mesi precedenti la gara ne sentirai tante (perchè, ma tu sei matto?, etc.. etc..) e correre per strada con la muta non è proprio la cosa più normale del mondo. E’ una prova in più per capire se sei davvero motivato
  7. sii fiero: questo sport è in una fase iniziale ed esplosiva. Ritengo che abbia ampio margine per diventare di moda come è successo recentemente con il triathlon. A differenza della “triplice” lo swimrun è uno sport più economico (non ci sono i costi della bicicletta) e pur richiedendo tempo e dedizione, non ci sono le lunghe ore in bici.
  8. pianifica: le gare di Swimrun sono sempre di più ma il loro numero è limitato. Conviene pianificare con largo anticipo le gare a cui partecipare per non incappare nel sold out. Questo sport infatti sta crescendo il popolarità.
  9. sbaglia: io per primo, mentre scrivo questo post, me lo sto ripetendo. Mi ero preparato così tanto per questa gara e un errore di poco conto, andare a sinistra anziché a destra ha portato me e il mio socio fuori tempo massimo. Ovviamente  ora come ora fantastico con i se e i ma. Vorrei avere una macchina del tempo per tornare indietro e non commettere quell’errore perchè sia io che il mio socio siamo consapevoli che quella gara potevamo finirla.
    Ma a 48 ore di distanza posso dire che resta il forte fastidio (potrei chiamarlo in maniera diversa ma preferisco essere educato!) unito ad una motivazione e una forza che difficilmente ho provato in occasione di una gara: vorrei che la prossima gara (inizialmente non prevista ma aggiunta in corsa proprio in virtù di questa “caduta) fosse domani. Pensavo di non voler fare una gara Otillo, dopo questa. Ora voglio provarle e finirle tutte. Sono felice di sapere che anche il mio socio la pensa così.
  10. condividi: vuoi correre una gara di swimrun o pensi di farne una? Condividi le tue emozioni ma anche quello che hai imparato. E’ uno sport di cui si parla sempre di più, ma non abbastanza. La condivisione di informazioni ma anche di emozioni è fondamentale per approcciare questo sport nel migliore dei modi.
    Da dove cominciare? Sicuramente dalla famiglia e a tal proposito non finirò mai di ringraziare mia moglie Morena che ha capito quanto sia importante per me riuscire in questo sport.