Etichettato: viaggiare

Pantelleria: impressioni laviche

Dopo 15 giorni di problemi al sito, prontamente risolti dal team Aruba – Marco Usai, eccomi di nuovo sul pezzo.
O almeno ci provo ;-)

Vi scrivo dalle Faroe, ma questo post l’ho buttato giù mentre ero in aereo di ritorno da Pantelleria.

pantelleriaorazio
Rileggendolo, non ho dovuto cambiare una virgola, segno che le impressioni si sono subito sedimentate.
Ed eccoci qui.
Alla domanda, cosa ne pensi di Pantelleria, ecco qui la mia risposta.
Parliamo di un’isola dura. Dal mare fa impressione.
Roccia nera.
Acqua blu profonda.
Scogliere molto alte.
Un’isola che sembra dire: stammi lontano.

pantelleriaorazio2
Un unico attracco a mare: Pantelleria (la città).
Il vento a Pantelleria governa gli umori, il mare e ovviamente l’agricoltura.
Non c’è acqua: bisogna portarla o ottenerla tramite evaporazione come succedeva nella notte dei tempi con le favare
I gusti sono forti proprio come l’isola. Capperi, uva dolcissima da cui poi si ottiene il passito.
Anche Le persone si piegano all’isola.
Il ritmo rallenta.
Le strade piccole non permettono di correre e il parco macchine è quello di 25 anni fa. 600, panda, punto cabrio.
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo.

pantelleriaorazio2

Tutto ha l’aggettivo pantesco: insalata, giardino, bacio e anche senza lo zampino di qualche guru della comunicazione, Pantelleria è un brand.

Di cose da fare a Pantelleria ce ne sono eccome.
Ecco qualche considerazione.
Per prima cosa bisogna destagionalizzare il turismo.
Stando agli operatori locali ad agosto l’isola si anima.
Non è così negli altri 11 mesi.

Bisogna puntare a nuovi target.
Stranieri ce ne sono ma sono veramente pochi.
Ad oggi mi sembra ci siano tanti turisti habitué del posto (moltissimi milanesi) ma ancora troppi pochi turisti
L’aeroporto c’è e potrebbe lavorare di più.
Un’isola dove si potrebbe fare molto sport ma con infrastrutture accessibili.
Penso al cicloturismo o allo swimtrek.
Qui non c’è street food, ci sono piccole panetterie s gestione familiare che hanno la coda fuori ma ancora non si vedono api o furgoncini in giro.
In 7 giorni ne abbiamo visto uno solo.
I cartelli ci sono ma sono tutti incrostati dal tempo e dal sole.
Tutto sommato non se ne sente la mancanza perché l’isola è piccola e i punti da visitare sono pochi.
Ma in previsione di un turismo internazionale sarebbe meglio rifarli, magari multilingue.
In questi forni sui social ho cercato e taggato gli account social ma ahimè non ho mai avuto riscontri (neanche un Like su Twitter facente funzioni di visto).
Il turismo si sviluppa anche sui social.
Isola splendida, selvaggia e turisticamente rimasta a qualche anno fa.
Questo non significa diventare una specie di Rimini ma qualche azione migliorativa è sicuramente da fare.

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

hickiesorazio

2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
superop_orazio spoto

3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

Ötillö: 10 cose che ho imparato

 

orazioeniccolòengadina

Dopo mesi di preparazione è arrivata la data fatidica: il 10 luglio.
Luogo: Engadina
Gara: Ötillö Engadin Swim Run.
Mesi di fatica, di incastri fra famiglia, lavoro e impegni con l’associazione Igersitalia.
Mesi che poi si risolvono in una giornata di gara in cui speri di arrivare al massimo della forma sia fisica che mentale.
Nelle gare di swimrun Ötillö, poi, tutto questo deve essere moltiplicato per due perché queste gare si fanno “paired”.
Si parte in due, si arriva in due: sennò si viene squalificati.
Ma al di là dei classici commenti (chi te lo fa fare? Ma perché? Ma dai che hai 40 anni!) gare come la Ötillö dovrebbero essere considerate al pari di master e corsi di formazione.
E’ in occasioni come queste che capisci la differenza, non teorica ma pratica, sul gioco di squadra, sulla volontà, sulla capacità decisionale.
Mi sento (e probabilmente sono) una persona migliore da quando pratico questo sport.
Ma andiamo per ordine, ecco 10 cose che ho imparato e che vorrei condividere con voi.

  1. scegli il tuo compagno/a di gara: sarà sempre al tuo fianco. C’è una regola nelle gare Ötillö: il tuo socio non deve essere a più di 10 metri da te. Questo implica sinergia e supporto reciproco. Se non c’è la gara diventa molto più difficile.
  2. testa l’attrezzatura: lo swimrun è ancora uno sport nella sua fase iniziale, esiste un regolamento ma non esistono attrezzature definitive: provare, provare e ancora provare: la muta corta, il pullbuoy con il laccio o con la cintura? Le palette grandi o quelle piccole che hanno meno attrito? La cuffia in neoprene o quella di silicone così non sudo troppo? Etc.. etc.. Tutto è relativo, purtroppo o per fortuna.
  3. studia il percorso: la tecnologia ci aiuta ma ci fa perdere alcune sensazioni. La fatica può poi annebbiare la capacità di giudizio e pregiudicare una gara. Come è successo a me e al mio socio Niccolò. Una indicazione non chiara da parte di un assistente di gara e una elevata pressione sui tempi, uniti alla stanchezza di 6 ore di corsa e nuoto hanno portato al ritiro.
  4. ambientati: sei in mezzo alla natura, può essere un lago a 1800 metri o una spiaggia nel mare Adriatico: cambia lo scenario, cambia il tuo corpo. Chi si adatta sopravvive. Non lo dico io, lo dicono millenni di evoluzione. Qui sopravvivere non significa letteralmente continuare a respirare, ci mancherebbe, è tutto fatto in massima sicurezza.
    Sopravvivere vuol dire arrivare alla fine della gara con il sorriso sulle labbra e non come uno che ha appena terminato un calvario
  5. alimentati: il giorno prima della gara ma soprattutto durante la gara: nelle gare di swimrun si suda un sacco, quindi è fondamentale idratarsi e mantenere le energie. Alcune gare possono durare anche 9 ore.
  6. fregatene: è fantascienza pensare di arrivare ad una gara di swimrun del circuito Ötillö senza allenamento. Nei mesi precedenti la gara ne sentirai tante (perchè, ma tu sei matto?, etc.. etc..) e correre per strada con la muta non è proprio la cosa più normale del mondo. E’ una prova in più per capire se sei davvero motivato
  7. sii fiero: questo sport è in una fase iniziale ed esplosiva. Ritengo che abbia ampio margine per diventare di moda come è successo recentemente con il triathlon. A differenza della “triplice” lo swimrun è uno sport più economico (non ci sono i costi della bicicletta) e pur richiedendo tempo e dedizione, non ci sono le lunghe ore in bici.
  8. pianifica: le gare di Swimrun sono sempre di più ma il loro numero è limitato. Conviene pianificare con largo anticipo le gare a cui partecipare per non incappare nel sold out. Questo sport infatti sta crescendo il popolarità.
  9. sbaglia: io per primo, mentre scrivo questo post, me lo sto ripetendo. Mi ero preparato così tanto per questa gara e un errore di poco conto, andare a sinistra anziché a destra ha portato me e il mio socio fuori tempo massimo. Ovviamente  ora come ora fantastico con i se e i ma. Vorrei avere una macchina del tempo per tornare indietro e non commettere quell’errore perchè sia io che il mio socio siamo consapevoli che quella gara potevamo finirla.
    Ma a 48 ore di distanza posso dire che resta il forte fastidio (potrei chiamarlo in maniera diversa ma preferisco essere educato!) unito ad una motivazione e una forza che difficilmente ho provato in occasione di una gara: vorrei che la prossima gara (inizialmente non prevista ma aggiunta in corsa proprio in virtù di questa “caduta) fosse domani. Pensavo di non voler fare una gara Otillo, dopo questa. Ora voglio provarle e finirle tutte. Sono felice di sapere che anche il mio socio la pensa così.
  10. condividi: vuoi correre una gara di swimrun o pensi di farne una? Condividi le tue emozioni ma anche quello che hai imparato. E’ uno sport di cui si parla sempre di più, ma non abbastanza. La condivisione di informazioni ma anche di emozioni è fondamentale per approcciare questo sport nel migliore dei modi.
    Da dove cominciare? Sicuramente dalla famiglia e a tal proposito non finirò mai di ringraziare mia moglie Morena che ha capito quanto sia importante per me riuscire in questo sport.

 

Varese, ma che scoperta!

IMG_2483Il 2016 è l’anno del turismo della Lombardia e ho la fortuna di essere nel team che supporta le iniziative lato Instagram.

Così sto scoprendo tanti aspetti della Regione in cui abito dal 2000 che prima non conoscevo bene. Fra le sorprese c’è certamente Varese.
Il territorio, non la città, è esteso e ricco di stimoli.
Vediamone qualcuno

Pedalare
Lago Maggiore bike hotel
 è una rete di alberghi e servizi per pedalare nella terra dei campioni del ciclismo.
Sullo sfondo c’è il Monte Rosa, il contesto è il blu dei laghi e il verde della natura.
Tra il Lago Maggiore e i sette laghi della provincia di Varese ci sono i luoghi dove Alfredo Binda si è allenato percorrendo percorsi panoramici a prova di macchina fotografica.

Cavalcare
diceva un mio amico che l’equitazione è l’unico sport dove uomo e animale collaborano sinergicamente.
Forse è poco noto ai più ma molti dei cavalieri più forti si sono formati a Varese e qui molti vengono per migliorare nelle diverse discipline legate all’equitazione.
A tal proposito ho scoperto un mondo che non immaginavo.

Volare
Sei anni e mezzo dopo il 17 dicembre 1903 quando i fratelli Wright avviarono l’era del volo, un esemplare interamente costruito in italia avrebbe dato il via all’aviazione italiana.
Proprio dove oggi sorge uno dei più grandi aeroporti d’Italia, Malpensa.

Veleggiare e pagaiare
Il patrimonio idrico caratterizzato dal blu dei molti laghi di origine glaciale incide sul territorio e su alcuni sport marini, primo fra tutti il canottaggio.
Una vera e propria istituzione a Varese.

Eccovi qualche foto che ho scattato durante l’ultimo tour del progetto inlombardia365.

I miei compagni di viaggio: bravi e simpatici:
RobySushi
Rob
Around the Globe
Ilaria villani
Sara DeLuigi

 

 

EniPay: l’innovazione che funziona

Corriamo, voliamo, guidiamo.
Che sia per lavoro o per svago, siamo sempre in movimento.
Il tempo è sempre meno, dobbiamo incastrare più impegni e abbiamo bisogno di più informazioni.

Mi è capitato recentemente di dovermi spostare in auto per lavoro è dovendo fare rifornimento ho scoperto EniPay proprio in una stazione di servizio.

Ero un po’ in anticipo e ho deciso di installare e configurare questa app che permette di pagare il proprio rifornimento con il cellulare.
L’ho usata e l’ho trovata davvero comoda.
Vediamo come funziona.

1) per prima cosa scaricate l’applicazione  disponibile per ogni sistema operativo mobile
Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.eni.enipay
IOS: https://itunes.apple.com/it/app/enipay/id1084312352?ls=1&mt=8
Windows Phone: https://www.microsoft.com/it-it/store/apps/enipay/9nblggh5qd3c
2) Una volta scaricata l’app, registratevi inserendo i vostri dati, incluso il codice fiscale.
3) Con il profilo vi viene richiesto di associare una Carta di credito che servirà ad attingere il denaro per pagare i vostri rifornimenti.
4) Appena questi passaggi sono completati riceverete un link per confermare il tutto
5) A questo punto siete pronti ad usare l’app in uno dei punti abilitati (li trovate con l’applicazione abilitando la geolocalizzazione).
6) Con lo smartphone e l’applicazione aperta, inquadrate il QR Code sulla pompa di benzina e confermate che procederete con l’erogazione di carburante proprio da quella specifica pompa.
7) Procedete con l’erogazione
8) Al termine l’ammontare sarà visualizzato sull’applicazione e sempre recuperabile nello storico transazioni.

In questa infografica prelevata dal sito dedicato trovate il processo ben riassunto.

Enypay orazio

Il vantaggio di Enipay è duplice.
Da una parte velocizza il rifornimento: arrivi, inquadri, eroghi, paghi.
Dall’altra evita il ricorso a contanti e carte di credito (può capitare di dimenticare il portafoglio a casa e se ve ne accorgete troppo tardi sono guai).
C’è poi un plus: se siete possessori di Partita iva, avere la ricevuta in digitale e lo storico delle transazioni è una grande comodità in quanto potrete consegnare al vostro commercialista i file e non più il vecchio libretto con i timbri.
Qui trovate un approfondimento sul tema.

Buon viaggio!

 

Malta: scopriamo insieme l’isola con Kayak

Malta, una terra ricca di storia e con un clima fantastico.

Ma anche testimone di drammi, come quando fu bombardata ripetutamente durante la Seconda Guerra Mondiale o di grandi eventi storici come l’insediamento dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Un luogo dove imparare l’inglese, dove abbronzarsi, dove guidare a destra, dove mangiare ottimo pesce.
A chi piace ovviamente. A me no ma i ristoranti che sono specializzati in piatti di mare sono veramente tanti.

Un luogo dove trovi facciate che non puoi fare a meno di fotografare anche se stai correndo.
Possono sembrare dismesse ma non lo sono. Anzi sono abitatissime.

 

Un luogo dove senti parlare inglese con accento siciliano ma con parole che non riesci a comprendere e sembrano arabo.
E infatti c’è anche tanta cultura araba a Malta.

Un posto dove la gente è visibilmente felice e se la gode

 

Un posto dove l’architettura è molto pratica, molto militare si direbbe. Infatti Malta ha sempre dovuto difendersi dai nemici sempre pronti a controllarla, occuparla e sfruttarla.
A Malta potete anzi dovete guidare a destra e dovete prestare la massima attenzione mentre passeggiate o correte perché le macchine arrivano da destra e dovete sempre ricordarvelo.

 

Malta è poi quell’isola dove i gatti vengono rispettati e amati.
Passeggiando per l’isola non mancano vere e proprie isole protette per i felidi con casette e ciotole.
Davvero non ho mai visto tanta attenzione per i gatti.
Questo ovviamente non può che fare piacere a chi, come me, li ama.

gatti a malta by orazio

Questi e altri pensieri sono raccolti in questa intervista che ho rilasciato a Kayak.
Non pretendo di volervi portare tutti a Malta ma senza dubbio spero di darvi qualche consiglio per visitare Malta con occhi diversi.

 

 

Bagagli e tag: RimowaElectronicTag

Sempre più spesso vedo proposte di etichette intelligenti da abbinare al proprio bagaglio.
Rimowa, azienda con una grande reputazione alle spalle ha recentemente proposto al mercato il RimowaElectronicTag.

RimowaElectronicTag orazio 1

Il RimowaElectronicTag sostituisce la storica etichetta di carta con un modulo interamente digitale inserito nel bagaglio.
Questo modulo è in tutto e per tutto simile alle vecchie etichette.

Si tratta dunque di una vera e propria carta di imbarco digitale per i bagagli.

Quindi faccio una deroga alla missione di questo sito che parla di viaggio senza imbarcare il bagaglio ma solo perchè RimowaElectronicTag mi pare una bella innovazione.

Oggi è piuttosto comunque avere la carta di imbarco in formato digitale gestendola poi sul proprio smartphone o tablet.
Nell’attesa che anche le compagnie aeree sostituiscano le vecchie etichette, Rimowa ci ha già pensato.

Il funzionamento appare semplice.
Attraverso una applicazione per smartphone dedicata (per ora solo ios, a breve anche per Android), bisogna inviare via bluetooth la carta di imbarco digitale dal cellulare al bagaglio Rimowa.
Il bagaglio riporterà i dati rendendoli ben visibili e leggibili.
A questo punto il bagaglio è pronto per essere imbarcato in punti, sempre più frequenti, dove poter fare non solo il self check-in ma anche quello del proprio bagaglio.

RimowaElectronicTag orazio 2

Nelle ultime 10 settimane ho preso quasi ogni settimana un volo ma ad onor del vero non ho visto postazioni simili né in Italia né a Malta

Rimowa ad ogni modo specifica che dal 2016, tutte le principali linee aeree (compare in bella vista Lufthansa, compagnia aerea tedesca come la Rimowa) offriranno questo servizio.
Lo stesso servizio sarà poi gradualmente esteso ad altre compagnie diventando di fatto uno standard.

E’ ancora presto per farsi una idea ma di sicuro è il primo passo per la creazione di un ecosistema fra realtà che da sempre convergono in un settore (quello del viaggio) ma che non si sono mai (ancora parlate).

RimowaElectronicTag orazio 3

 

buzzoole code

hyundaitucson2

Nuova Tucson: le mie impressioni

La Nuova Tucson è il nuovo SUV Hyundai made in Europe.
Mi è piaciuto il suo look  grintoso che oserei definire aggressivo.
Mi ha colpito la qualità dei materiali e la notevole abitabilità.
Immensa se si ribaltano i sedili.

hyundai tucson

Avendo provato la versione più potente non vorrei passare per monotono ma anche la prestazione è di primo livello così come il cambio automatico.
Insomma come si vede sono rimasto notevolmente impressionato da questa vettura.
Perchè direte voi?

Perchè Hyundai è una azienda nota e apprezzata ma non rientra nell’olimpo di quelle aziende, per lo più tedesche, dove per paradosso, dai per scontato che sia tutto issimo: elegantissimo, fighissimo, potentissimo.

E allora sali a bordo con uno stato d’animo tranquillo.
Ed è li che sei fregato.
Perchè la macchina è effettivamente molto figa.
Lo sanno bene anche in Hyundai dove infatti parlano frequentemente di superamento delle aspettative.

 

hyundaitucson2

Complice un weekend passato a Trivero con la neve e la nebbia, ho avuto modo di provare l’auto in condizioni climatiche avverse.
L’auto usata è piantata per terra, la visuale così alta aiuta e le potenti luci danno sicurezza.
I numerosi sensori e controlli ti fanno sentire in una centrale di comando che ha il suo cuore nel media centre.
La presenza del grande e soprattutto veloce navigatore e dell’ottimo sistema vivavoce estende l’esperienza multimediale.
Questo navigatore ha messo in serio dubbio la mia opinione radicata di non averne bisogno.
Nella mia prossima vettura l’avrà e sarà multimediale!

Fra i capricci, sicuramente apprezzati anche i sedili anteriori riscaldati e ventilati, apprezzati dopo la mattinata con i piedi nelle neve.
Il portellone automatico garantisce gioia e serenità se dovete caricare cose ingombranti e avete entrambi le mani impegnate.

Da puro gaudio la chiusura del portellone quando vi allontanate dalla vettura e lo Smart Parking Assist System (SPAS), ovvero il dispositivo che parcheggia automaticamente la vettura.
Qui però bisogna fare i conti con il proprio ego: parcheggio benissimo da solo!

Giudizio neutro sul Lane Keeping Assist System (LKAS) che corregge lo sterzo per evitare ogni involontario cambiamento di corsia.
Molto bello ma in Italia dove la guida è sempre molto impetuosa non è il massimo.
Prossima fermata: andate in un concessionario e chiedete di provare la vettura.

La packing list di Leonardo e Veronica

packinglist

Leonardo e Veronica hanno creato il sito www.lifeintravel.it, sicuramente un punto di riferimento per quanti amano viaggiare in bici. Ho passato con loro due giorni spettacolari in Val Tonale per la Rhxdue Contador e ho scoperto che hanno fatto un viaggio lunghissimo in Scandinavia. La domanda successiva è stata tanto naturale quanto ovvia: mi dareste la vostra packing list? Eccola:

Bici e dintorni:
• Due MTB Viner con ammortizzatore anteriore
• Due portapacchi posteriori
• Quattro borse posteriori Crosso Expert + Borsello Crosso + due Drybag Crosso da 50l per tenda/saccoapelo…
• Due borse da manubrio Topeak e Zixtro
• Luce posteriore rossa per gallerie

Tecnologia:
• Due macchine fotografiche reflex (Nikon D90 e Canon 60D) e 3 obiettivi
• Scatto remoto per lunghe esposizioni con le reflex (inutilizzato viste le 24h di luce)
• Compatta Sony DSC-RX100
• Due Action cameras Sony HDR-AS15 e Contour Roam
• Notebook Ideapad Lenovo S300
• Tablet Mediacom 7”
• Pannello solare 20V
• Smartphone Sony e LG
• Cavi, supporti e caricatori vari
• Un cavalletto ed una testa per macchina fotografica
• GPS garmin Edge 705 con mappe openstreetmap della Norvegia
• Trombetta in acciaio per spaventare le pecore
• Block notes con penna e matita per casi estremi

Vestiario:
• Due paia di scarpe da trekking per pedalare
• Due paia di sandali per la sera
• Due t-shirt a testa
• Due completi da bici a testa
• Due paia pantaloncini corti a testa
• Un paio di pantaloni da bici lunghi
• Un paio di gambali
• Una maglia da bici maniche lunghe a testa
• Un paio di pantaloni lunghi pesanti a testa
• Una felpa in pile a testa
• Una giacca antipioggia a testa
• Una decina di paia di calzini da bici
• Due paia di calze pesanti a testa
• Un paio di guanti a testa
• Un paio di guantini a testa
• Due/tre paia di mutande a testa
• Tre canottiere tecniche
• Due berretti
• Due caschi
• Una camicia maniche corte sintetica
• Costume da bagno

Materiale per la bici
• Quattro camere d’aria di scorta
• Set pezze e mastice per riparare forature (fortunatamente inutilizzato)
• Una pompa portatile
• Quattro borracce
• Un kit per riparazione con smagliacatena, brugole…
• Fascette in plastica multiuso
• Olio
• Chiavi inglesi per tirare i pedali ed i bulloni dei portapacchi

Materiale da campeggio
• Due materassini autogonfianti Meru e Mckinley
• Due saccoapelo McKinley e MountainDesign
• Tenda Ferrino
• Fornelletto con bombole (2) a gas
• Set di tre pentole per cucinare
• Set per due di posate
• Coltellino svizzero
• Due frontalini Petzl

In generale oltre a questo trasportavamo il cibo per mezzogiorno (biscotti, pane e nutella/marmellata o affettati), qualcosa per la sera ed una bottiglia di acqua da 1litro e mezzo per sicurezza