Cascadia: questo progetto mi piace parecchio

3500 km. Tanti sono i km che Scott Jurek ha percorso in 46 giorni, 8 ore e 7 minuti.
Si tratta del nuovo record di percorrenza dell’Appalachian Trail, inferiore di tre ore rispetto al precedente record che risaliva al 2011.
Per celebrare il primo anniversario dell’impresa, Brooks e Scott Jurek hanno lanciato una partnership.
Il risultato dell’accordo si chiama Cascadia 11 – 2189 (2189 è l’equivalente in miglia dell’Appalachian Trail – suonava meglio 3500 ma è una gara americana e quindi non possiamo farci niente!).
Una scarpa (l’avrete capito ma per scrupolo lo specifico) che celebra questa impresa.
Del resto 3500 km (ah ci sono anche 157 km di dislivello) non è che siano bruscolini.

Il percorso dell’Appalachian Trail si snoda dalla Georgia al Maine toccando 14 Stati degli USA.
Da quanto ho capito è come fare la via Francigena o il cammino di Santiago di corsa.
Non perché l’Appalachian Trail sia una via santa ma perchè il percorso ha un qualcosa di mitico.
Certamente coprire tutto il percorso include nel prezzo anche un bel po’ di santi.
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Jurek si è sparato 50 miglia al giorno. Aveva una squadra a supporto ma i km (o le miglia) se le è comunque “pappate” lui.

Jurek ha ovviamente usato le Brooks Cascadia, limitandosi a due sole paia.
Immagino le abbia consumate ;-)
Le Cascadia le conosce benissimo. Infatti ha seguito il lancio dall’inizio degli anni 2000 quindi si può dire che sia una collaborazione decisamente di lungo corso.

Le Cascadia 2189 Scott Jurek Limited Edition sono come dice il nome, una edizione limitata e quanti esemplari verranno realizzati secondo voi?Brooks_Cascadia 2189 (2)

Esatto!  2189 esemplari, uno per ogni miglio percorso da Scott Jurek durante la sua avventura.

La Cascadia 2189 è realizzata con materiali riciclati dalle scarpe che Jurek ha usato.
Quindi se dopo 2km di corsa vi sentite stanchi riportatele indietro.
Non siete degni di queste scarpe!

Scherzi a parte, l’idea di una scarpa in edizione limitata e con i pezzi di prodotto usato da un grande atleta mi piace tantissimo. 

Le scarpe sono in vendita sul sito http://www.brooksrunning.it/ a partire dal 22 agosto.Io ci faccio un pensierino!

Swimruncheers: intervista a Diego Novella

Swimrun che passione!
Uno sport che pur crescendo velocemente, meriterebbe più attenzione. Anzi mi piacerebbe vedere questa disciplina alle Olimpiadi.

Magari non quelle del 2020 ma nel 2024 le vedrei proprio bene!
Per parlarvi di questo sport e farvi venire voglia di provare, eccovi una intervista a Diego Novella, uno degli swimrunners più noti ed esperti.
Un grande appassionato di questo sport che ha persino deciso di organizzare una gara per valorizzare questo sport e le sue terre natie.
Ma di questo ne parliamo fra poco.
Eccovi il botta e risposta!

Diego che combini nella vita?

Eccomi! Questa è la domanda che temo sempre di più!!!!!
Io sono il solito sportivo compulsivo alla ricerca di emozioni e bei posti da vedere, anzi…posti da vivere nella gara che si va a fare. Come dico spesso: un sognatore, un ragazzo di campagna, con uno scopo nella vita: emozionarsi.

Sei tu che hai trovato lo swimrun o è lui che ha trovato te?

Per caso, ad inizio 2014, ho visto un video OtillO sui mondiali di Swimrun in Svezia….ed ovviamente ho detto “questi sono pazzi”! Poi a maggio, sono andato a trovare l’amico Matteo (Matteo Benedetti, parleremo anche di lui nei prossimi post – NDA), l’inventore dell’Aquaticrunner…per provare un po’…in quel di Lignano! Da allora….non più smesso e continuo a contagiare gli amici, portandoli a fare anche le gare all’estero!

Che cosa è lo  swimrun e che cosa scatena in te?

Difficile racchiudere in poche righe, l’emozione di una gara che dura ore e che ti catapulta nella natura incontaminata. Lo swimrun è capacità di adattamento, spostare l’asticella dei propri limiti fisici e psicologici oltre…ma così oltre, da non averlo neanche sognato per sbaglio. Ogni gara è composta da diverse frazioni di nuoto/corsa alternate e senza zona cambio, ognuna con una distanza particolare, un terreno particolare, una corrente particolare, niente è uguale perché è la natura a dettare le regole del percorso. Nulla è scontato, bisogna essere pronti a correre sulle rocce, sulla sabbia, nel fango, nel bosco, buttarsi da una scogliera, nuotare tra le onde, nella corrente sfavorevole e nell’acqua fredda. Stringere i denti e avanti!!!

Aquatic Runner
Aquatic Runner

Con tre anni di gare, per lo più all’estero, e dico “gare dure”, con correnti forti e temperature impegnative (acqua anche a 9 gradi, e aria a 10 gradi), montagne su cui salire, percorsi infiniti e spettacolari (come sempre quando ripenso alle gare che ho fatto, mi vengono i brividi), panorami mozzafiato….ho imparato molto, moltissimo!!!

Soprattutto a gestire la mia mente, e la fatica, durante la gara. Bisogna sviluppare moltissimo la propria capacità di adattamento, una volta rapito dalla gara e dal territorio, devi saperti adattare ed interpretare al meglio tutte le situazioni mutevolmente variabili che il percorso ti propone.

Per quanto riguarda i tecnicismi…dal fatto di legarsi con una corda al compagno di squadra, per aiutarsi nella frazione di nuoto, molto utile se l’acqua è mossa, infilarsi del materiale galleggiante nei gambaletti ai polpacci, per aumentare la galleggiabilità. Ma credo che la cosa più importante che ho imparato, sia che è fondamentale l’abbinamento dei colori dell’abbigliamento da gara, e se si è in Svezia, devi fare colazione con le aringhe in agrodolce!!!

La gara del cuore?

Rivivo le sensazioni, la fatica, gli odori…ben distinti di ogni gara. E sento ancora benissimo le temperature….dell’Engadina, la fatica infinita dei mondiali 2014, i suoi 75K, le 26 isole. Risento ancora il lago di Lochness per la Loch gu Loch…ho ancora nelle orecchie il suono della cornamusa….erano le 7 del mattino…e si partiva con 2K di nuoto a 12 gradi! Ma anche la sabbia di Lignano, i contorni della città di Grado. I 500 alla partenza di Uto! Gli amici che incontri da tre anni, in giro per le gare!!!
L’acqua limpida delle Scilly Islands…le alghe…le foche, il tifo dei curiosi lungo il percorso…
No, scusami…non riesco a limitare la mia risposta ad una gara sola!!!!
Swimrun è un mondo di emozioni, una famiglia di amici.
E po il 27 agosto, farò una bellissima e spettacolare gara…la SwimrunCheers, poi a settembre l’Aquaticrunner, il 23 ottobre sarò in Germania per la 1000 Lakes Swimrun (circuito OtillO), e poi….un amico che ho conosciuto in Scozia, un campione di ultra trial e cose pazzesche (tipo la Yukon Arctic Ultra), mi ha invitato in North Carolina….per una garetta…il 30 ottobre!

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Parliamo della SwimrunCheers!

SwimrunCheers è la realizzazione di un sogno: portare in Italia una gara in stile estero (OtillO, Swimrun Schotland, ecc…), ad eccezione che si fa in modalità individuale, su un percorso bellissimo: Verbania, Isole Borromee, Stresa, Baveno, Mergozzo e arrivo a Verbania, ovvero 4 Comuni, quattro isole, due laghi!!! Un percorso, due distanze. La versione “IRON” composto da 17 frazioni alternate corsa/nuoto, per un totale di 39km – 28km di corsa e 11km a nuoto e la “SHORT” 8 frazioni alternate, 4 di corsa e 4 di nuoto per un totale di 27.500metri di cui 20.500 di corsa e 7.000 metri  di nuoto (forse in metri incutono meno timore…;)

Cos’ha di diverso SwimrunCheers dalle altre gare oltre ad un tracciato unico? Non ha una classifica finale, perché la vera vittoria è finirla e poter gridare “io l’ho finita!”, ma non solo. Il “finisher” non riceverà una medaglia ma una scheggia di marmo di Candoglia, quello con cui è stato costruito il Duomo di Milano, perché è da Mergozzo che proviene; il territorio è protagonista fino alla fine. Per noi il territorio non lo calpesti e lo nuoti (solamente), ma lo vivi….fino in fondo!

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E poi….il percorso enogastronomico con 60 tipi di birre artigianali e cucine da strada, per valorizzare al massimo il territorio ospitante.

Per dare un assaggio di questa “pazzia” abbiamo organizzato gli “SwimRun Test” durante i quali accompagno i “coraggiosi neofiti” in un percorso di una decina di Km totali e qualche frazione. 5 Gli “highlander” prendono confidenza con la disciplina, provano i materiali specifici, condividendo i segreti imparati in tante gare. 5 test sono già archiviati i prossimi appti: 16 e 23 luglio Lago di Monate e 30 luglio Lago di Mergozzo.
Questo è solo un piccolo cenno su SwimrunCheers, si trova il resto sul sito: www.swimruncheers.it e sulla pagina Fb: swinrun cheers.

Pantelleria: impressioni laviche

Dopo 15 giorni di problemi al sito, prontamente risolti dal team Aruba – Marco Usai, eccomi di nuovo sul pezzo.
O almeno ci provo ;-)

Vi scrivo dalle Faroe, ma questo post l’ho buttato giù mentre ero in aereo di ritorno da Pantelleria.

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Rileggendolo, non ho dovuto cambiare una virgola, segno che le impressioni si sono subito sedimentate.
Ed eccoci qui.
Alla domanda, cosa ne pensi di Pantelleria, ecco qui la mia risposta.
Parliamo di un’isola dura. Dal mare fa impressione.
Roccia nera.
Acqua blu profonda.
Scogliere molto alte.
Un’isola che sembra dire: stammi lontano.

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Un unico attracco a mare: Pantelleria (la città).
Il vento a Pantelleria governa gli umori, il mare e ovviamente l’agricoltura.
Non c’è acqua: bisogna portarla o ottenerla tramite evaporazione come succedeva nella notte dei tempi con le favare
I gusti sono forti proprio come l’isola. Capperi, uva dolcissima da cui poi si ottiene il passito.
Anche Le persone si piegano all’isola.
Il ritmo rallenta.
Le strade piccole non permettono di correre e il parco macchine è quello di 25 anni fa. 600, panda, punto cabrio.
Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo.

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Tutto ha l’aggettivo pantesco: insalata, giardino, bacio e anche senza lo zampino di qualche guru della comunicazione, Pantelleria è un brand.

Di cose da fare a Pantelleria ce ne sono eccome.
Ecco qualche considerazione.
Per prima cosa bisogna destagionalizzare il turismo.
Stando agli operatori locali ad agosto l’isola si anima.
Non è così negli altri 11 mesi.

Bisogna puntare a nuovi target.
Stranieri ce ne sono ma sono veramente pochi.
Ad oggi mi sembra ci siano tanti turisti habitué del posto (moltissimi milanesi) ma ancora troppi pochi turisti
L’aeroporto c’è e potrebbe lavorare di più.
Un’isola dove si potrebbe fare molto sport ma con infrastrutture accessibili.
Penso al cicloturismo o allo swimtrek.
Qui non c’è street food, ci sono piccole panetterie s gestione familiare che hanno la coda fuori ma ancora non si vedono api o furgoncini in giro.
In 7 giorni ne abbiamo visto uno solo.
I cartelli ci sono ma sono tutti incrostati dal tempo e dal sole.
Tutto sommato non se ne sente la mancanza perché l’isola è piccola e i punti da visitare sono pochi.
Ma in previsione di un turismo internazionale sarebbe meglio rifarli, magari multilingue.
In questi forni sui social ho cercato e taggato gli account social ma ahimè non ho mai avuto riscontri (neanche un Like su Twitter facente funzioni di visto).
Il turismo si sviluppa anche sui social.
Isola splendida, selvaggia e turisticamente rimasta a qualche anno fa.
Questo non significa diventare una specie di Rimini ma qualche azione migliorativa è sicuramente da fare.

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

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2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
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3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

Amare la Valtellina in 72 ore

Dopo la Valtellina d’inverno, è arrivata la Valtellina d’estate.
Prosegue il progetto Inlombardia365 e con un superteam di instagramers e blogger siamo andati alla scoperta della Valtellina.
Focus: Livigno, Grosio e Aprica.
Il 14 luglio siamo partiti alla volta di Milano.
La squadra: blogger, Instagramers e Youtuber

gruppoinlombardia365

Dopo la ormai tradizionale foto di gruppo siamo arrivati a Livigno.
Il tempo di ambientarci in questa celebre località che ci ha accolto con una temperatura di 8 gradi e arriviamo all’hotel Francesin.
La struttura è in tipico stile alpino e…goduria delle godurie, ha ben due prese usb accanto al comodino.
Per uno smarttraveller, questo è oro.usbfrancesin

Il programma è fitto e non c’è tempo da perdere.
Il centro sportivo Aquagranda ci attende
Una palestra, una piscina per bambini con tanto di scivoli.
Quello che attira la mia attenzione è una splendida, meravigliosa e goduriosa piscina di 25 metri (mi dicono che presto ci sarà l’upgrade a 50 metri) dove io non vedo l’ora di tuffarmi.
Una piscina a 1850 è una ghiotta occasione per allenarmi come si deve.

aquagrandalivignoNuoto per 2000 metri e ci metto 10 minuti in più rispetto al solito.
L’altitudine fa il suo effetto e la stanchezza non tarda a farsi sentire.

Il tempo passa ed è ora di tornare in hotel per vestirci pesanti ed essere pronti a uscire nuovamente.
E’ infatti il momento di fare una passeggiata per i sentieri intorno a Livigno. Abbiamo un motivo in più per camminare, partecipare all’iniziativa #sentierigourmet.
Sentierigourmet è una iniziativa che vuole riunire alta gastronomia, ambiente, musica e tradizioni.
Si tratta più nel dettaglio di una passeggiata di circa 5 km divisa in 5 tappe.
In ogni tappa si assaggia un menù sviluppato da uno degli chef e si ascolta della musica eseguita da un musicista locale.
Il tutto in un contesto magico come quello della montagna di sera.
Ho avuto il privilegio di assistere alla prima edizione, spero proprio che questo evento si ripeterà.

Il percorso dura un po’ e non manca l’appetito. Decidiamo infatti di fermarci in una pizzeria del posto aperta fino alle due di notte.

Si chiama il Gufo, la pizza è buona e il suo gestore è uno spasso!

il gufo livigno

Il giorno dopo si va a visitare il  Parco Incisioni Rupestri di Grosio, splendido luogo che trasuda storia e che si presta a tanti scatti “acchiappalike”.

Dopo il parco è il momento di fare una “sgambata” di 30 km con la bicicletta facendo dei sali scendi.
Per me che non vado mai in bicicletta è una vera e propria impresa. Ma poi prendo dimestichezza e potendo, rifarei volentieri il percorso.
Ma se avete un po’ di dimestichezza con le due ruote questi 30 km sono da fare senza neanche pensarci!
Il percorso è in totale sicurezza visto che si segue una pista ciclabile (SentieroValtellina) . La vista è da 10 e lode!

Per ottimizzare i tempi anziché tornare a Livigno, facciamo tappa nell’Hotel Residenze Serenella di Aprica.
Poco dopo ceniamo nel Ristorante Firenze .
Il giorno dopo, l’ultimo, ci aspetta una escursione nell’ Osservatorio Ecofaunistico.
Qui proviamo l’emozione di passeggiare a pochissimi metri da caprioli e stambecchi.
Siamo nei boschi, la luce filtra tra gli alberi e godiamo di fantastiche immagini che cerchiamo di “portare a casa” dignitosamente.

Il pranzo, chiuso poi da una ultima passeggiata nella Riserva Naturale Pian Gembro, è l’ultimo atto prima di tornare a casa.

Resta il ricordo di una terra splendida, tutta da scoprire e la consapevolezza che appena possibile ci ritornerò.

Ötillö: 10 cose che ho imparato

 

orazioeniccolòengadina

Dopo mesi di preparazione è arrivata la data fatidica: il 10 luglio.
Luogo: Engadina
Gara: Ötillö Engadin Swim Run.
Mesi di fatica, di incastri fra famiglia, lavoro e impegni con l’associazione Igersitalia.
Mesi che poi si risolvono in una giornata di gara in cui speri di arrivare al massimo della forma sia fisica che mentale.
Nelle gare di swimrun Ötillö, poi, tutto questo deve essere moltiplicato per due perché queste gare si fanno “paired”.
Si parte in due, si arriva in due: sennò si viene squalificati.
Ma al di là dei classici commenti (chi te lo fa fare? Ma perché? Ma dai che hai 40 anni!) gare come la Ötillö dovrebbero essere considerate al pari di master e corsi di formazione.
E’ in occasioni come queste che capisci la differenza, non teorica ma pratica, sul gioco di squadra, sulla volontà, sulla capacità decisionale.
Mi sento (e probabilmente sono) una persona migliore da quando pratico questo sport.
Ma andiamo per ordine, ecco 10 cose che ho imparato e che vorrei condividere con voi.

  1. scegli il tuo compagno/a di gara: sarà sempre al tuo fianco. C’è una regola nelle gare Ötillö: il tuo socio non deve essere a più di 10 metri da te. Questo implica sinergia e supporto reciproco. Se non c’è la gara diventa molto più difficile.
  2. testa l’attrezzatura: lo swimrun è ancora uno sport nella sua fase iniziale, esiste un regolamento ma non esistono attrezzature definitive: provare, provare e ancora provare: la muta corta, il pullbuoy con il laccio o con la cintura? Le palette grandi o quelle piccole che hanno meno attrito? La cuffia in neoprene o quella di silicone così non sudo troppo? Etc.. etc.. Tutto è relativo, purtroppo o per fortuna.
  3. studia il percorso: la tecnologia ci aiuta ma ci fa perdere alcune sensazioni. La fatica può poi annebbiare la capacità di giudizio e pregiudicare una gara. Come è successo a me e al mio socio Niccolò. Una indicazione non chiara da parte di un assistente di gara e una elevata pressione sui tempi, uniti alla stanchezza di 6 ore di corsa e nuoto hanno portato al ritiro.
  4. ambientati: sei in mezzo alla natura, può essere un lago a 1800 metri o una spiaggia nel mare Adriatico: cambia lo scenario, cambia il tuo corpo. Chi si adatta sopravvive. Non lo dico io, lo dicono millenni di evoluzione. Qui sopravvivere non significa letteralmente continuare a respirare, ci mancherebbe, è tutto fatto in massima sicurezza.
    Sopravvivere vuol dire arrivare alla fine della gara con il sorriso sulle labbra e non come uno che ha appena terminato un calvario
  5. alimentati: il giorno prima della gara ma soprattutto durante la gara: nelle gare di swimrun si suda un sacco, quindi è fondamentale idratarsi e mantenere le energie. Alcune gare possono durare anche 9 ore.
  6. fregatene: è fantascienza pensare di arrivare ad una gara di swimrun del circuito Ötillö senza allenamento. Nei mesi precedenti la gara ne sentirai tante (perchè, ma tu sei matto?, etc.. etc..) e correre per strada con la muta non è proprio la cosa più normale del mondo. E’ una prova in più per capire se sei davvero motivato
  7. sii fiero: questo sport è in una fase iniziale ed esplosiva. Ritengo che abbia ampio margine per diventare di moda come è successo recentemente con il triathlon. A differenza della “triplice” lo swimrun è uno sport più economico (non ci sono i costi della bicicletta) e pur richiedendo tempo e dedizione, non ci sono le lunghe ore in bici.
  8. pianifica: le gare di Swimrun sono sempre di più ma il loro numero è limitato. Conviene pianificare con largo anticipo le gare a cui partecipare per non incappare nel sold out. Questo sport infatti sta crescendo il popolarità.
  9. sbaglia: io per primo, mentre scrivo questo post, me lo sto ripetendo. Mi ero preparato così tanto per questa gara e un errore di poco conto, andare a sinistra anziché a destra ha portato me e il mio socio fuori tempo massimo. Ovviamente  ora come ora fantastico con i se e i ma. Vorrei avere una macchina del tempo per tornare indietro e non commettere quell’errore perchè sia io che il mio socio siamo consapevoli che quella gara potevamo finirla.
    Ma a 48 ore di distanza posso dire che resta il forte fastidio (potrei chiamarlo in maniera diversa ma preferisco essere educato!) unito ad una motivazione e una forza che difficilmente ho provato in occasione di una gara: vorrei che la prossima gara (inizialmente non prevista ma aggiunta in corsa proprio in virtù di questa “caduta) fosse domani. Pensavo di non voler fare una gara Otillo, dopo questa. Ora voglio provarle e finirle tutte. Sono felice di sapere che anche il mio socio la pensa così.
  10. condividi: vuoi correre una gara di swimrun o pensi di farne una? Condividi le tue emozioni ma anche quello che hai imparato. E’ uno sport di cui si parla sempre di più, ma non abbastanza. La condivisione di informazioni ma anche di emozioni è fondamentale per approcciare questo sport nel migliore dei modi.
    Da dove cominciare? Sicuramente dalla famiglia e a tal proposito non finirò mai di ringraziare mia moglie Morena che ha capito quanto sia importante per me riuscire in questo sport.

 

Idro Swim Run

Siamo nel pieno della stagione dello Swimrun.
Dopo l’esordio a Lignano con tanto di qualificazione per la finale del 10 settembre è stato il turno di Idro.
Il percorso inizialmente era di 25 km diventato poi di 22 km.
22 Km così divisi: 15 frazioni  (8 di corsa e 7 di nuoto) fatti tutti di corsa e con ambienti misti: trail, salite toste ma anche percorsi cittadini.
Bella atmosfera: eravamo pochi, per molti era l’esordio e l’atmosfera era quella dei pionieri.

Tutti i partecipanti hanno infatti posato per una foto di gruppo
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Tornando da una settimana bella piena, ho preferito non esagerare dunque ho chiuso la gara senza strapazzarmi più di tanto e testando l’attrezzatura.
Già dal brief non mi sembrava di essere così “carico”11072016-13640785_10208325891557644_3277333652483857939_o
Le stesse regole sono suscettibili di cambiamento, dapprima era obbligatorio l’uso della muta durante le frazioni swim, il giudice della gara Marco Piagentini ha poi deciso di renderla facoltativa.
Infatti le acqua in cui si disputano queste gare sono normalmente calde e dunque la muta può risultare tutt’altro che di aiuto.
Confermato invece l’obbligo del pull buoy.
Il lago di Idro si è dimostrato facile da placare, pochissima corrente, alcuni tratti più freddi, quelli in cui l’acqua era più profonda e una navigazione di 1000 metri, intervallati da 1000 metri di corsa per poi ritornare per altri 1000 metri in acqua.
Un esercizio molto allenante per il cuore e il corpo che devono passare dall’assetto su strada a quello acquatico.
La gara è stata comunque faticosa e infatti il mio volto all’arrivo non era così riposato.
C’è da dire che lo swimrun è uno sport molto faticoso.
Credetemi!
Credits delle immagini : Marco Piagentini
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Ultima nota: ho notato che un corridore aveva le scarpe che avevo suggerito di usare per lo  swimrun e un altro aveva forato le proprie scarpe.
Piccoli segnali che però dimostrano che più che mai è importante condividere le vostre esperienze in merito.
A tal proposito ho creato da pochissimo un canale su Telegram dedicato proprio allo swimrun.

Varese, ma che scoperta!

IMG_2483Il 2016 è l’anno del turismo della Lombardia e ho la fortuna di essere nel team che supporta le iniziative lato Instagram.

Così sto scoprendo tanti aspetti della Regione in cui abito dal 2000 che prima non conoscevo bene. Fra le sorprese c’è certamente Varese.
Il territorio, non la città, è esteso e ricco di stimoli.
Vediamone qualcuno

Pedalare
Lago Maggiore bike hotel
 è una rete di alberghi e servizi per pedalare nella terra dei campioni del ciclismo.
Sullo sfondo c’è il Monte Rosa, il contesto è il blu dei laghi e il verde della natura.
Tra il Lago Maggiore e i sette laghi della provincia di Varese ci sono i luoghi dove Alfredo Binda si è allenato percorrendo percorsi panoramici a prova di macchina fotografica.

Cavalcare
diceva un mio amico che l’equitazione è l’unico sport dove uomo e animale collaborano sinergicamente.
Forse è poco noto ai più ma molti dei cavalieri più forti si sono formati a Varese e qui molti vengono per migliorare nelle diverse discipline legate all’equitazione.
A tal proposito ho scoperto un mondo che non immaginavo.

Volare
Sei anni e mezzo dopo il 17 dicembre 1903 quando i fratelli Wright avviarono l’era del volo, un esemplare interamente costruito in italia avrebbe dato il via all’aviazione italiana.
Proprio dove oggi sorge uno dei più grandi aeroporti d’Italia, Malpensa.

Veleggiare e pagaiare
Il patrimonio idrico caratterizzato dal blu dei molti laghi di origine glaciale incide sul territorio e su alcuni sport marini, primo fra tutti il canottaggio.
Una vera e propria istituzione a Varese.

Eccovi qualche foto che ho scattato durante l’ultimo tour del progetto inlombardia365.

I miei compagni di viaggio: bravi e simpatici:
RobySushi
Rob
Around the Globe
Ilaria villani
Sara DeLuigi

 

 

Bielmonte outdoor Festival

Da sabato 9 e domenica 10 luglio 2016 nell’Oasi Zegna, nella provincia di Biella, in Piemonte si terrà un appuntamento pensato per chi ama lo sport all’aria aperta e la natura.

Bielmonte Outdoor Festival, questo è il nome dell’appuntamento è la celebrazione dello sport non necessariamente ipercompetitivo e individualista.
Nel programma del festival infatti ci sono numerose opportunità per le famiglie.
In particolare ci saranno diversi momenti legati alla mountain bike e al nordic walking.
Non mancheranno le prove di equitazione e di yoga.
Per i più adrenalitici, a Veglio, si potrà fare bungee jumping mentre tornando a Bielmonte si può fare rolba run, un autentico spasso, vi posso assicurare!
Uno dei testimonial del Festival è il mitico Nico Valsesia, atleta estremo, che racconterà la sua avventura più recente “from Zero to Elbrus”.

oasizegna_2Il programma è davvero fitto e per avere una idea di quante cose si possono fare, vi rimando al sito  ufficiale.

Fra le numerose attività permettetemi però di consigliarvi l’esperienza della Rolba Run aka pista di bob su rotelle con partenza dal Rifugio Monte Marca.oasizegna3
Vi aspettano 10 divertenti tornanti che potrete decidere di affrontare a diversa velocità.
Una volta salito sul bob non volevo più scendere. La prima discesa è stata più simile a quella di un 90enne alla guida di una Fiat 128.
Nelle ultime, senza voler essere spericolato, devo dire che raramente ho toccato il freno.

oasizegna_1Dunque non resta che rileggersi il programma e mi raccomando, quando arrivate, non dimenticate di condividere la vostra esperienza sui social usando il tag #Bof16.
Info pratiche per raggiungere l’Oasi

Autostrada A4 Milano-Torino – Uscita Carisio direzione Cossato, Vallemosso, Trivero, quindi la Valletta dei rododendri fino a Bielmonte

oppure
Autostrada A8 Milano laghi – Imbocco A26 direzione Genova, uscita Romagnano Sesia direzione Coggiola, Trivero fino a Bielmonte

oppure
Autostrada A26 Genova-Gravellona Toce – Uscita Romagnano Sesia – direzione Coggiola, Trivero, quindi la Valletta dei rododendri fino a Bielmonte

Se avete un elicottero non posso aiutarvi, se avete google maps o programma similare, usatelo così da poter scegliere l’itinerario più veloce ;-)

A proposito di velocità, date una occhiata a questo video del bungee jumping a Veglio ;-)

 

Brooks Ravenna

Dopo aver ricevuto da Brooks le Ravenna 7 e averci corso 300 km, posso dire di averle testate.
Sensazioni ottime anche se non essendo propriamente un peso piuma (negli ultimi 3 mesi, ho messo su 1kg di muscoli al mese) preferisco le scarpe più morbide.
Durante la corsa la scarpa in tutta la sua stabilità si sente. Ti mette su dei binari e ti costringe ad andare un po’ più veloce del solito per agevolare la rollata.
Le scarpe più ammortizzate restituiscono più energia, il piede si affatica di meno ma in realtà la velocità ne risente.
Anche per questo sto usando le scarpe per allenamenti su distanze limitate, meno di 15km.

Versatili
La versione che ho ricevuto. vd foto è veramente versatile, io le ho usate anche con pantaloni e camicia senza sembrare necessariamente un runner in crisi di astinenza!
brooksravennaInformazioni tecniche

  • Pod sull’avampiede: ritorno di energia
  • Intersuola in DNA per un’ammortizzazione personalizzata.
  • Diagonal Rollbar: per un allineamento naturale, un aspetto fondamentale per tutti quei corridori che tendono alla pronazione.
  • Maglia traforata

Eccovi qui un video che spiega le caratteristiche di queste ottime scarpe.