L’alimentazione Norvegese

Pronti per un viaggio fotografico (semiserio) dedicato alla gastronomia norvegese?

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in Norvegia potete trovare ottima pizza! Nostalgia vattene via!

 

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Il vino non manca. Rigorosamente italiano, anzi, piemontese
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Un filetto da applausi!

 

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Un must a colazione: yogurt e muesli

 

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Il piatto delle tre r: riso, renna e ribes (in realtà sono mirtilli ma vabbè!)

 

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dicono che i waffle siano stati inventati in Norvegia…

 

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dicono che la paletta taglia formaggio sia stata inventata in Norvegia. Ed è effettivamente così!
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Quando fuori fa freddo e sei in giro da ore, questa ricarica naturale a base di frutta secca è una manna!
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altro must norvegese: la barretta di cioccolato. energetico e portatile! Molto ma molto smart

L’attrezzatura Norvegese

Dopo l’educazione siberiana…è il momento dell’attrezzatura norvegese!

Partiamo

Giaccone
Parka della Columbia: caldissimo e con la tecnologia omnishield. Non ho mai patito il freddo.
Un occhio anche al look, il rivestimento esterno dal colore blu petrolio, al tessuto simil cotone rende questo giaccone fruibile in città (per i più freddolosi) e per un trekking in notturna nella Norvegia

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Compressione!
Non mi andava di partire come fantozzi va in pensione dove in piena città si presenta con scarponi da neve, pelliccia e muta di cani
Per questo i miei stivali e il parka sono stati compressi e messi in valigia.
Per comprimere il parka ho usato questo prodotto. Semplificando è un sacco con le cinghie. Il risultato è assicurato, giaccone delle dimensioni di un pallone da calcio e sudata in aeroporto evitata.2017-03-13 23.28.52

Magliette
inutile portare abiti tecnici se poi sotto tieni il cotone che in caso di sudore si ghiaccia addosso, ho quindi optato per le magliette in tessuto sintetico traspirante della Colombia.

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Zaino + fotocamera
portarsi solo lo smartphone per fare le foto sarebbe stato comodo ma anche una forte limitazione. Ho dunque portato con me la  m5 che avevo in prova dalla Canon e che con ogni probabilità acquisterò.

Per avere con me il necessario ho optato per lo zaino della manfrotto serie urban .ne ho già parlato in un mio precedente post: qui il link. Promosso a pieni voti.

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scarpe
le scarpe sono fondamentali, più l’ambiente è estremo, più voi chiedete al vostro corpo, più le scarpe saranno determinanti. potete cambiare una maglietta, potete stare più freschi o più caldi. se sbagliate le scarpe sono dolori!
Per questo giro ho portato le scarpe della columbia, pensate per l’hiking si sono rivelate poliedriche. Molto ben impermeabilizzate, si sono rilevate comode e leggere.
Avevo poi portato con le sorel ma ammetto che erano troppo calde per il clima che ho trovato.

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Progetti speciali: Autorigoldi

Capitano a tutti quelle settimane in cui ci incastrano mille impegni.
Nella fattispecie la mia prevedeva una attività di formazione a Varese per conto di Explora, poi il giorno dopo (dalle 9.00) a Chieti per il Master Udanet.
Avevo poi in programma di passare a Marina di Ravenna presso il Waimea.
Qui ho fatto un paio di ore di allenamento di swimrun. By the way: il posto è perfetto per allenarsi.

Da Marina di Ravenna è stata poi la volta di Ferrara dove ho raggiunto mia moglie Morena, nel frattempo arrivata da Milano.
Il ritorno nella città meneghina ha concluso la cavalcata di 4 giorni.
Qui sotto una galleria del mio viaggio.
Il post prosegue dopo la galleria.

 

 

Per percorrere i tanti km percorsi ho usato una Tiguan fornita dallo storico concessionario Autorigoldi.
Si tratta di una realtà attiva da 3 generazioni e giustamente ne fanno un vanto.
Autorigoldi ha tre showroom a Milano e due centri di assistenza.
Nello show room che ho visitato, campeggiano foto di generazioni che sono state immortalate con nomi prestigiosi nell’ambito del gruppo Volkswagen.

Ma avere una grande storia alle spalle significa anche avere una visione chiara del futuro.

Ecco perchè siamo partiti amichevolmente con questa collaborazione che proseguirà nei prossimi mesi!

 

Coca Cola: mixology e test prodotto

 

Qualche giorno fa, Coca Cola ha presentato la sua mixology. Per far conoscere le ultime novità e i suoi testimonial ha organizzato un evento a Milano in cui ha dato la possibilità di provare tre delle sue creazioni.
Io mi sono sacrificato è ho identificato quello che per me è il migliore (de gustibus….) .
La mia scelta dopo la galleria fotografica.

 

Eccolo!

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Manfrotto: zaino collezione street, 4 motivi per averlo

Da ormai 30 giorni sto divertendomi con uno zaino della Manfrotto, nello specifico è uno dei prodotti della collezione street in Cordura (qui le info ).
L’ho portato con me in giro per Milano, Roma e Bologna. E’ stato il mio “socio” in Norvegia, a Bergamo e in Croazia.
Ecco i motivi per i quali suggerisco caldamente questo prodotto della Manfrotto.

  1. un zaino tascabile: normalmente uno zaino fotografico è molto voluminoso, io ho fatto il test della metro all’ora di punta e il test è andato alla grande. Specialmente se usate le mirrorless, questo prodotto è perfetto

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2) resistente: il tessuto è un mix di cordura e denim. Resiste alle macchie e alle intemperie. Dal caffè rovesciato in un bar di Bologna alla nevicata in Norvegia.
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3) Ha stile. Uno zaino fotografico tradizionale di solito si nota ad 1km di distanza, è gonfio e monolitico e da l’idea di essere molto pesante. E’ effettivamente così. Questo zaino Manfrotto ha un look diverso, è più slim ma è in grado di trasportare attrezzatura comunque pesante (computer, tablet, una o due corpi macchina e uno o due obiettivi).
Potete andarci in giro anche in abito e avrete comunque un look “business”
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4) è “aeroporto friend”, l’ho usato come bagaglio a mano e grazie alle tre tasche: portacomputer, porta macchine fotografiche e “varie”, queste ultime due con carica dall’alto e hanno funzionato benissimo.
Lo zaino inoltre ha un suo numero seriale che lo rende unico e riconoscibile in caso di furto

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5) è molto urbano. Il lato negativo degli zaini è che si vede chiaramente che trasportano materiale costoso. Questo zaino differisce dai normali zaini e può facilmente mimetizzarsi senza dare troppo nell’occhio.
Unico neo che lo tradisce, la scritta Manfrotto che comunque è piuttosto discreta.
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Cosa cambierei?
Lo zaino non ha pecche funzionali, prenderei in considerazione un rafforzamento della parte superiore per dare più struttura allo zaino.
anche se, in realtà basta riempire bene anche la parte superiore.
Avrei poi fatto delle tasche laterali più alte ed elasticizzate per rendere più agevole il trasporto dell’acqua.
Chiaramente tutto dipende dalle dimensioni della vostra borraccia!

 

 

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Aquaticrunner: quando il gioco si fa duro…

 

ahhh, l’aquaticrunner!
Lo swimrun diventa sempre più popolare: aumenta il numero di gare all’estero e circuiti  come quello di Otillo crescono in popolarità e mito.
Ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che esiste anche un circuito italiano con regole proprie e con una gara di riferimento.
Mi riferisco appunto all’Aquaticrunner, una gara di 30km fra sabbia, acqua e guado.
Una gara anche questa non per tutti dove bisogna avere caviglie forti per correre sulla sabbia, resistenza nel nuoto, non bisogna temere le meduse che di frequente si incontrano e bisogna resistere al caldo.
Ve lo dico perché ho gareggiato e l’ho pure finita.

Quest’anno la gara si farà alla fine di agosto, il percorso è invariato, si parte da Grado e si arriva a Lignano.

Se non fosse per la fatica e per il cronometro, sarebbe da fermarsi e fotografare il paesaggio per tutto il tempo ma ahimè non si può!

La grande novità di quest’anno è che l’asticella sale. Oltre ai grandi campioni italiani quest’anno è attesa la partecipazione di un atleta chiamato Faris Al-Sultan.

A molti di voi questo nome non dirà molto ma se siete dei triatleti avrete certamente riconosciuto il vincitore di Kona nel 2015 (Kona è la finale del circuito Ironman e la più dura delle gare, quindi per vincerla bisogna essere davvero di acciaio).
Faris nel 2016 si è cimentato nello swimrun facendo una delle gare più massacranti, la ÖtillÖ e pur non avendola vinta, si è comunque piazzato fra i primi 20 posti.
Anche qui vi posso dire che finire la ÖtillÖ  è già una bella soddisfazione. Vincerla è LA soddisfazione.
E dopo Kona e ÖtillÖ, Faris a 39 anni vuole cimentarsi nello swimrun italiano.
Tedesco di origini irachene, tesserato con il team di Abu Dhabi, oltre a Kona ha vinto l’Ironman Arizona, Malaysia, Regensburg, Austria e Lanzarote).
Faris è pronto a confrontarsi con noi ed è felice perché troverà in italia, buon cibo, bei paesaggi e acqua calda.
Per quanto mi riguarda, non so ancora se gareggerò ma di sicuro, lo vedrò giusto alla partenza, poi…ciao