Categoria: Running

Condivivi il trail running

Qualche giorno fa sono stato invitato da Decathlon per partecipare al progetto Condivivi.
Condivivi è anche il nome del test dei nuovi prodotti trail running.

La prova è consistita in un percorso di circa 7km a Montevecchia.
L’obiettivo era provare i nuovi prodotti Kalenji pensati per il trail running e dunque prima di tuffarci nel verde siamo stati equipaggiati di:

  • scarpe
  • calze a compressione
  • pantaloncini
  • maglietta
  • gilet

L’anello che abbiamo percorso era di circa 7km.
Le condizioni del meteo erano ottimali.
Area fresca ma non gelida, fondo asciutto e panorama tipicamente autunnale.

Davvero bei momenti

Non si è trattato di un vero e proprio allenamento, visto che abbiamo fatto un paio di soste foto e rifornimento con foto inclusa.

Arrivati nella mitica salita di Montevecchia abbiamo messo in piedi un vero e proprio shooting approfittando delle linee prospettiche della scalinata.

 

 

 

 

 

 

 

Ovviamente non poteva mancare la foto ricordo.

 

 

 

 

 

 

Qualche considerazione:

i prodotti Kalenji mi hanno colpito favorevolmente.
I pantaloni e la maglia in particolare hanno un ottimo livello di traspirabilità.
Tutto regolarissimo con le calze. pur essendo la prima volta, non ho avuto problemi ai piedi.
Una gran bella cosa.
Mi ha convinto un po’ meno il gilet che mi è sembrato ottimo per riparare dal vento ma un po’ meno sul fronte della traspirazione.

Sulle scarpe non saprei. Trovo che la suola sia un po’ troppo rigida ma sulle scarpe, si sa, ogni volta si potrebbe scrivere un romanzo.
Di fatto è ancora un po’ presto per dare una valutazione.
Con il tempo le scarpe si ammorbidiscono e non dobbiamo dimenticare che nel trail il fondo può avere mille forme quindi dipende anche da come le utilizzerò la prossima volta. Mi riservo quindi di fare qualche altra uscita per aggiornare questo post.

Percorso.
Beh, l’ho già scritto e lo ribadisco. Montevecchia è un ottimo posto per allenarsi. Purtroppo non è vicinissima milano ma è pur sempre un bel posto da raggiungere con 40 minuti di auto.
Fateci un salto, ne rimarrete contenti!

farisalsultan

Aquaticrunner: quando il gioco si fa duro…

 

ahhh, l’aquaticrunner!
Lo swimrun diventa sempre più popolare: aumenta il numero di gare all’estero e circuiti  come quello di Otillo crescono in popolarità e mito.
Ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che esiste anche un circuito italiano con regole proprie e con una gara di riferimento.
Mi riferisco appunto all’Aquaticrunner, una gara di 30km fra sabbia, acqua e guado.
Una gara anche questa non per tutti dove bisogna avere caviglie forti per correre sulla sabbia, resistenza nel nuoto, non bisogna temere le meduse che di frequente si incontrano e bisogna resistere al caldo.
Ve lo dico perché ho gareggiato e l’ho pure finita.

Quest’anno la gara si farà alla fine di agosto, il percorso è invariato, si parte da Grado e si arriva a Lignano.

Se non fosse per la fatica e per il cronometro, sarebbe da fermarsi e fotografare il paesaggio per tutto il tempo ma ahimè non si può!

La grande novità di quest’anno è che l’asticella sale. Oltre ai grandi campioni italiani quest’anno è attesa la partecipazione di un atleta chiamato Faris Al-Sultan.

A molti di voi questo nome non dirà molto ma se siete dei triatleti avrete certamente riconosciuto il vincitore di Kona nel 2015 (Kona è la finale del circuito Ironman e la più dura delle gare, quindi per vincerla bisogna essere davvero di acciaio).
Faris nel 2016 si è cimentato nello swimrun facendo una delle gare più massacranti, la ÖtillÖ e pur non avendola vinta, si è comunque piazzato fra i primi 20 posti.
Anche qui vi posso dire che finire la ÖtillÖ  è già una bella soddisfazione. Vincerla è LA soddisfazione.
E dopo Kona e ÖtillÖ, Faris a 39 anni vuole cimentarsi nello swimrun italiano.
Tedesco di origini irachene, tesserato con il team di Abu Dhabi, oltre a Kona ha vinto l’Ironman Arizona, Malaysia, Regensburg, Austria e Lanzarote).
Faris è pronto a confrontarsi con noi ed è felice perché troverà in italia, buon cibo, bei paesaggi e acqua calda.
Per quanto mi riguarda, non so ancora se gareggerò ma di sicuro, lo vedrò giusto alla partenza, poi…ciao

 

 

Metti un corsa tranquilla con Beppe e le Mizuno Syncro MX

Beppe, che all’anagrafe sarebbe Giuseppe Tamburino, è l’ideatore di Radio Run, di running motivator oltre che di una infinità di altre cose di cui ho perso il conto!
Essenzialmente è un runner e pure forte.

Non solo, è la dimostrazione che si può arrivare alla mezza età in una splendida forma, invidiabile non solo da neoquarantenni come me ma anche da trentenni.

Quello che doveva essere un allenaento e una prova delle Mizuno Synchro MX è diventato una specie di massacro perpetrato alla mia persona con la complicità dell’altrettanto brava Carlotta.
Unico momento di quiete, gli scatti che ci siamo fatti per documentare la nostra finta tapasciata.
E meno male, direi.
Quelli sono stati gli unici momenti in cui è stato possibile tirare il fiato mentre toccavo punte per me in piena Z4 (quindi di massimo allenamento)  di 3.20km minuto.
Valore che per chi è appassionato di corsa, sono niente male.
In barba a tutti i dogmi e dettami, questi risultati li ho fatti correndo per la prima volta con le Mizuno sopra citate. 
E’ vero che il mio piede è già abituato alle Mizuno ma il fatto che fossero nuove e che fossero un numero in meno rispetto a quello che uso di solito, mi ha favorevolmente colpito.
Se a questo aggiungiamo che dopo 10km non avevo veschiche o altri dolori vari, beh, potete immaginare la felicità.

Quindi primo test superato alla grande.

Fino ad ora ci ho corso circa 50 km e il feeling continua ad essere positivo.
Ecco una foto che documenta la nostra corsa, qui eravamo giusto all’inizio.
La quiete prima della tempesta….

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Powerbreather: cosa è?

 

Premessa
il 17 novembre è stato il mio compleanno e Morena mi ha fatto un regalo.

Si chiama Powerbreather ed é uno strumento pensato per nuotatori, sub e triatleti.
Il suo obiettivo è farvi respirare aria sempre pulita, a differenza degli snorkel tradizionali. Che riutilizzano in parte la co2 emessa durante la respirazione.
Si indossa come uno snorkel e si stringe alla testa (non troppo) con una levetta.

All’inizio la sensazione é quella di respirare a fatica.

Bisogna infatti attivare una membrana e questo permette di aumentare la capacitá respiratoria.

Dopo i primi metri ho capito come funzionava e da lì ho cominciato a usarlo con maggiore serenitá.

Per 1000 metri dunque sono stato sempre sott’acqua ammirando il fondo della piscina.

Non vedo l’ora di provarlo in mare o in un lago sperando di avere un po’ di visibilitá e di godermi la nuotata.

Per il momento il giudizio é più che positivo.

Tornate a leggere spesso questo post, senza dubbio lo terrò aggiornato con nuove esperienze e valutazioni!

Per info: http://www.powerbreather.com/en/index.html

Geonaute Onmove220 e l’arte di stare bene

Metti un prodotto ad un prezzo concorrenziale (Geonaute Onmove220)  che è pronto ad aggredire i superbrand.

Geonaute Onmove220! La storia del running è relativamente recente ma in un qualche modo è già segnata da alcuni concetti base che sono:
1) la corsa è uno sport popolare
2) non servono costose attrezzature per praticarlo
3) quando decidi di farlo più seriamente, i punti 1 e 2 vengono un po’ meno.

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Credits: www.decathlon.it

 

Con l’uscita di questo orologio di Decathlon (Geonaute Onmove220) anche il terzo punto inizia a traballare.

Poco prima di partire per Grado per disputare l’aquaticrunner ho ricevuto l’orologio con l’obiettivo di provarlo e di condividere la mia esperienza.

Ho appena cominciato ma le prime sensazioni sono positive.
Per cominciare l’orologio si ricarica con un cavetto usb, già in dotazione. Non ci sono agganci specifici/dedicati,

In secondo luogo c’è una app dedicata che permette di sincronizzare l’orologio con una serie di parametri. Soprattutto è possibile consultare, grazie al gps dell’orologio, il percorso fatto.

La presentazione è in grande stile, eccovi il video short

Come sempre per avere le informazioni specifiche di prodotto e aggiornate, vi rimando alla pagina ufficiale , il mio obiettivo è invece provare sul campo il prodotto e raccontarvelo da sportivo appassionato.

Qualche informazione per partire.
L’orologio è pensato per corridori, ciclisti e trailer. Farò un test sulla lunga distanza anche per mettere alla prova la durata della batteria (oltre che delle mie gambe). Sul sito il produttore parla di una durata stimata delle batterie di 7 ore. Ne ho da correre dunque!
Non viene comunicato come prodotto per il triathlon pur essendo impermeabile con criterio  IPX7 dunque resiste agli spruzzi d’acqua.
Quindi potete correrci sotto la pioggia ma è bene non usarlo in piscina dove oltretutto non avreste la disponibilità di informazioni sulla vostra nuotata.
L’orologio è progettato per dare in maniera semplice  le informazioni su velocità, andatura, distanza, zona target, tempi per giro.
Una volta ottenute le informazioni sulla propria gara/allenamento, sarà poi possibile trasferirle e analizzarle subito sullo smartphone.
Queste le prime informazioni.
A presto per le prime impressioni!

Aquaticrunner: che super gara

Quante emozioni l’aquaticrunner!

30KM dopo e con una medaglia da finisher aquaticrunner sul comodino posso dire che l’aquaticrunner è stata una gara fantastica.

23 KM di corsa sulla sabbia, 5 km a nuoto e 2km di guado.
Qualche medusa che ho schivato tipo videogame e qualche scoglio da scavalcare anche con l’aiuto dell’organizzazione.
Che adrenalina l’aquaticrunner!

aquaticrunner_orazioLa parte finale, la corsa a Lignano è una passerella sulla sabbia.

Già la sabbia, perché correre 23 (di fatto 25) sulla sabbia non è facile, le articolazioni sono maggiormente sollecitate e il rischio infortuni è sempre dietro l’angolo.

Come partecipante non posso che fare i complimenti all’organizzazione. Il focus sulla sicurezza è stato al massimo livello e non mi sono mai sentito “abbandonato” nei tratti a nuoto.
Ho saputo che qualcuno ha avuto dei problemi con le meduse, nulla di grave ma il bruciore e il panico in acqua se non gestiti bene possono sicuramente ostacolare la gara.
In un punto specifico di meduse ne ho viste tante. Per non farmi “prendere” ho cominciato a zigzagarle in acqua perdendo qualche minuto ma ho preferito così, anziché rischiare fastidiosi bruciori.
Cosa porto a casa dopo questa esperienza? 
Che ci sono gare che richiedono massima attenzione sia da parte degli atleti che dell’organizzazione. Anzi tutte le gare devono richiederlo ma in quelle dove si va in acqua ne richiedono un po’ di più.

E poi?

Poi che lo swimrun è una disciplina tanto bella quanto divertente e che voglio godermela il più possibile.

Per cominciare siamo in una fase pioneristica!

E’ un piacere osservare le migliaia di combinazioni che gli atleti adottano prima di una gara di questo genere.
E’ uno sport multidisciplinare ma non ha le sequenze ben definite come nel triathlon. Nello swimrun si corre sulla sabbia, sui massi, sullo sdrucciolato, sull’asfalto, si nuota in acqua salata con le onde, nei laghi con le correnti. Si entra e si esce e il corpo deve continuamente adeguarsi a diversi terreni e temperature.
Per questo in base alle singole capacità, si è più nuotatori o runner? Cambia l’abbigliamento e l’assetto di gara.

Il risultato è un mix di soluzioni e accessori talvolta stravaganti, altre volte geniali, altre volte un po’ improvvisati.
Come dice il mio allenatore, Matteo Torre, sembra la formula 1 negli anni 60!

Swimrun2.0: l’evoluzione dei prodotti

Lo swimrun è uno sport in grande espansione.

Chi lo pratica oggi può essere considerato un pioniere.

Ma forse si può già parlare di swimrun2.0.
Si tratta di uno sport  “per duri”  quindi non ancora aperto al grande pubblico.

Per questo sono poche le aziende che hanno investito in ricerca e sviluppo in questa disciplina.

Malgrado questo le novità non mancano e si assiste ad una sempre maggiore frequenza di aggiornamento.
Aumentano le gare e cambiano anche le attrezzature.
Come in ogni sport, anche in questa fase di vita dello swimrun ogni corridore inizia con prodotti semplici o riadattati da altre discipline.
Man mano i prodotti si raffinano e aumentano le opzioni.
Tre prodotti hanno attirato la mia attenzione.

Le pinne da swimrun
Le calze galleggianti
Una nuova famiglia di mute da Swimrun.

Scopriamo queste soluzioni da swimrun2.0!

Le pinne da swimrun

pinnedaswimrun
Nelle gare di swimrun di acqua fredda (ÖtillÖ) è possibile usare palette e persino pinne.
Nella mia gara in Engadina ho visto un paio di atlete che le portavano.
Il continuo togli e metti sarà stato un incubo ma alcune aziende hanno pensato che ci sia margine per sperimentare.

Per esempio la Olander ha sviluppato delle pinne ad hoc. Vi invito a visitare questo link. Sul prezzo, boh, spero che abbiano fatto un errore. 400 Euro mi sembrano un po’ tanti per delle pinne, per quanto modificate!
Esistono anche per donna.

 

Le calze galleggianti

swimruncalfPinne a parte, è invece molto comune usare il pull buoy, cioè quel galleggiante da mettere fra le gambe per tenere a galla gli arti inferiori.
Il pull buoy serve eccome visto che nello swimrun si nuota con le scarpe addosso e quei 400 grammi (mediamente) per piede che tendono ad andare a fondo non aiutano.
Una azienda ha realizzato delle speciali calze che hanno materiale galleggiante già fissato e che dunque dovrebbero rendere l’uso del pull buoy non necessario (a meno che non si cerchi extra galleggiabilità.
Qui le info, sono ancora indeciso se prenderle oppure no.

Una nuova famiglia di mute

Colting_wetsuits

Quando player totalmente nuovi si affacciano sul mercato vuol dire che quel dato sport evolve ma ancora non è oggetto di attenzione da parte di brand più forte.
La realtà più importante nello swimrun è la Head che crede in questo sport e infatti lo promuove sia nella sua versione “fredda” (ÖtillÖ) che in quella calda (Aquaticrunner).
Ma c’è un nuovo player che si è affacciato sul mercato e si chiama Colting.
L’azienda è la stessa che produce le calze di cui ho parlato sopra.
Fondata da un campione di swimrun, questa muta tiene conto di una serie di accortezze molto pratica.
Fra tutte, quelle che voglio segnalare è il colore. Questa muta è fatta per essere visti in acqua e non è una cosa da poco.
Colting wetsuits è un progetto di Colting un atleta che se ho ben capito si è anche inventato Tikker, un orologio che dopo un breve questionario sulla tua anamnesi personale fa partire un timer e ti ricorda quanto resta da vivere.
Secondo il suo creatore servirebbe a sfruttare meglio il tempo a nostra disposizione.
Nell’attesa di elaborare il concetto, spero in una lunga vita per me, i miei cari e per voi che leggete questo blog ;-)

Swimrun2.0: una nuova era è cominciata!

 

 

Cascadia: questo progetto mi piace parecchio

3500 km. Tanti sono i km che Scott Jurek ha percorso in 46 giorni, 8 ore e 7 minuti.
Si tratta del nuovo record di percorrenza dell’Appalachian Trail, inferiore di tre ore rispetto al precedente record che risaliva al 2011.
Per celebrare il primo anniversario dell’impresa, Brooks e Scott Jurek hanno lanciato una partnership.
Il risultato dell’accordo si chiama Cascadia 11 – 2189 (2189 è l’equivalente in miglia dell’Appalachian Trail – suonava meglio 3500 ma è una gara americana e quindi non possiamo farci niente!).
Una scarpa (l’avrete capito ma per scrupolo lo specifico) che celebra questa impresa.
Del resto 3500 km (ah ci sono anche 157 km di dislivello) non è che siano bruscolini.

Il percorso dell’Appalachian Trail si snoda dalla Georgia al Maine toccando 14 Stati degli USA.
Da quanto ho capito è come fare la via Francigena o il cammino di Santiago di corsa.
Non perché l’Appalachian Trail sia una via santa ma perchè il percorso ha un qualcosa di mitico.
Certamente coprire tutto il percorso include nel prezzo anche un bel po’ di santi.
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Jurek si è sparato 50 miglia al giorno. Aveva una squadra a supporto ma i km (o le miglia) se le è comunque “pappate” lui.

Jurek ha ovviamente usato le Brooks Cascadia, limitandosi a due sole paia.
Immagino le abbia consumate ;-)
Le Cascadia le conosce benissimo. Infatti ha seguito il lancio dall’inizio degli anni 2000 quindi si può dire che sia una collaborazione decisamente di lungo corso.

Le Cascadia 2189 Scott Jurek Limited Edition sono come dice il nome, una edizione limitata e quanti esemplari verranno realizzati secondo voi?Brooks_Cascadia 2189 (2)

Esatto!  2189 esemplari, uno per ogni miglio percorso da Scott Jurek durante la sua avventura.

La Cascadia 2189 è realizzata con materiali riciclati dalle scarpe che Jurek ha usato.
Quindi se dopo 2km di corsa vi sentite stanchi riportatele indietro.
Non siete degni di queste scarpe!

Scherzi a parte, l’idea di una scarpa in edizione limitata e con i pezzi di prodotto usato da un grande atleta mi piace tantissimo. 

Le scarpe sono in vendita sul sito http://www.brooksrunning.it/ a partire dal 22 agosto.Io ci faccio un pensierino!

Swimruncheers: intervista a Diego Novella

Swimrun che passione!
Uno sport che pur crescendo velocemente, meriterebbe più attenzione. Anzi mi piacerebbe vedere questa disciplina alle Olimpiadi.

Magari non quelle del 2020 ma nel 2024 le vedrei proprio bene!
Per parlarvi di questo sport e farvi venire voglia di provare, eccovi una intervista a Diego Novella, uno degli swimrunners più noti ed esperti.
Un grande appassionato di questo sport che ha persino deciso di organizzare una gara per valorizzare questo sport e le sue terre natie.
Ma di questo ne parliamo fra poco.
Eccovi il botta e risposta!

Diego che combini nella vita?

Eccomi! Questa è la domanda che temo sempre di più!!!!!
Io sono il solito sportivo compulsivo alla ricerca di emozioni e bei posti da vedere, anzi…posti da vivere nella gara che si va a fare. Come dico spesso: un sognatore, un ragazzo di campagna, con uno scopo nella vita: emozionarsi.

Sei tu che hai trovato lo swimrun o è lui che ha trovato te?

Per caso, ad inizio 2014, ho visto un video OtillO sui mondiali di Swimrun in Svezia….ed ovviamente ho detto “questi sono pazzi”! Poi a maggio, sono andato a trovare l’amico Matteo (Matteo Benedetti, parleremo anche di lui nei prossimi post – NDA), l’inventore dell’Aquaticrunner…per provare un po’…in quel di Lignano! Da allora….non più smesso e continuo a contagiare gli amici, portandoli a fare anche le gare all’estero!

Che cosa è lo  swimrun e che cosa scatena in te?

Difficile racchiudere in poche righe, l’emozione di una gara che dura ore e che ti catapulta nella natura incontaminata. Lo swimrun è capacità di adattamento, spostare l’asticella dei propri limiti fisici e psicologici oltre…ma così oltre, da non averlo neanche sognato per sbaglio. Ogni gara è composta da diverse frazioni di nuoto/corsa alternate e senza zona cambio, ognuna con una distanza particolare, un terreno particolare, una corrente particolare, niente è uguale perché è la natura a dettare le regole del percorso. Nulla è scontato, bisogna essere pronti a correre sulle rocce, sulla sabbia, nel fango, nel bosco, buttarsi da una scogliera, nuotare tra le onde, nella corrente sfavorevole e nell’acqua fredda. Stringere i denti e avanti!!!

Aquatic Runner
Aquatic Runner

Con tre anni di gare, per lo più all’estero, e dico “gare dure”, con correnti forti e temperature impegnative (acqua anche a 9 gradi, e aria a 10 gradi), montagne su cui salire, percorsi infiniti e spettacolari (come sempre quando ripenso alle gare che ho fatto, mi vengono i brividi), panorami mozzafiato….ho imparato molto, moltissimo!!!

Soprattutto a gestire la mia mente, e la fatica, durante la gara. Bisogna sviluppare moltissimo la propria capacità di adattamento, una volta rapito dalla gara e dal territorio, devi saperti adattare ed interpretare al meglio tutte le situazioni mutevolmente variabili che il percorso ti propone.

Per quanto riguarda i tecnicismi…dal fatto di legarsi con una corda al compagno di squadra, per aiutarsi nella frazione di nuoto, molto utile se l’acqua è mossa, infilarsi del materiale galleggiante nei gambaletti ai polpacci, per aumentare la galleggiabilità. Ma credo che la cosa più importante che ho imparato, sia che è fondamentale l’abbinamento dei colori dell’abbigliamento da gara, e se si è in Svezia, devi fare colazione con le aringhe in agrodolce!!!

La gara del cuore?

Rivivo le sensazioni, la fatica, gli odori…ben distinti di ogni gara. E sento ancora benissimo le temperature….dell’Engadina, la fatica infinita dei mondiali 2014, i suoi 75K, le 26 isole. Risento ancora il lago di Lochness per la Loch gu Loch…ho ancora nelle orecchie il suono della cornamusa….erano le 7 del mattino…e si partiva con 2K di nuoto a 12 gradi! Ma anche la sabbia di Lignano, i contorni della città di Grado. I 500 alla partenza di Uto! Gli amici che incontri da tre anni, in giro per le gare!!!
L’acqua limpida delle Scilly Islands…le alghe…le foche, il tifo dei curiosi lungo il percorso…
No, scusami…non riesco a limitare la mia risposta ad una gara sola!!!!
Swimrun è un mondo di emozioni, una famiglia di amici.
E po il 27 agosto, farò una bellissima e spettacolare gara…la SwimrunCheers, poi a settembre l’Aquaticrunner, il 23 ottobre sarò in Germania per la 1000 Lakes Swimrun (circuito OtillO), e poi….un amico che ho conosciuto in Scozia, un campione di ultra trial e cose pazzesche (tipo la Yukon Arctic Ultra), mi ha invitato in North Carolina….per una garetta…il 30 ottobre!

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Parliamo della SwimrunCheers!

SwimrunCheers è la realizzazione di un sogno: portare in Italia una gara in stile estero (OtillO, Swimrun Schotland, ecc…), ad eccezione che si fa in modalità individuale, su un percorso bellissimo: Verbania, Isole Borromee, Stresa, Baveno, Mergozzo e arrivo a Verbania, ovvero 4 Comuni, quattro isole, due laghi!!! Un percorso, due distanze. La versione “IRON” composto da 17 frazioni alternate corsa/nuoto, per un totale di 39km – 28km di corsa e 11km a nuoto e la “SHORT” 8 frazioni alternate, 4 di corsa e 4 di nuoto per un totale di 27.500metri di cui 20.500 di corsa e 7.000 metri  di nuoto (forse in metri incutono meno timore…;)

Cos’ha di diverso SwimrunCheers dalle altre gare oltre ad un tracciato unico? Non ha una classifica finale, perché la vera vittoria è finirla e poter gridare “io l’ho finita!”, ma non solo. Il “finisher” non riceverà una medaglia ma una scheggia di marmo di Candoglia, quello con cui è stato costruito il Duomo di Milano, perché è da Mergozzo che proviene; il territorio è protagonista fino alla fine. Per noi il territorio non lo calpesti e lo nuoti (solamente), ma lo vivi….fino in fondo!

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E poi….il percorso enogastronomico con 60 tipi di birre artigianali e cucine da strada, per valorizzare al massimo il territorio ospitante.

Per dare un assaggio di questa “pazzia” abbiamo organizzato gli “SwimRun Test” durante i quali accompagno i “coraggiosi neofiti” in un percorso di una decina di Km totali e qualche frazione. 5 Gli “highlander” prendono confidenza con la disciplina, provano i materiali specifici, condividendo i segreti imparati in tante gare. 5 test sono già archiviati i prossimi appti: 16 e 23 luglio Lago di Monate e 30 luglio Lago di Mergozzo.
Questo è solo un piccolo cenno su SwimrunCheers, si trova il resto sul sito: www.swimruncheers.it e sulla pagina Fb: swinrun cheers.

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

hickiesorazio

2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
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3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?