Categoria: SmartFood

qui si parla di cibo e nutrizione

Eataly per Autogrill: smartfood but not fast

Chi viaggia tanto conosce alcuni luoghi tattici: catene di bar negli aeroporti e stazioni di servizio in autostrada in primis
Luoghi per lo più conosciuti dove a prescindere dalla qualità, i prodotti sono globali e molto rapidi da servire.
Conseguentemente anche da gustare.
In questo contesto, da ieri c’è anche una novità.
Si tratta del nuovo Eataly per Autogrill presso l’area di servizio Secchia ovest, a pochi km da Modena.

Eatalyperautogrill orazio
Eataly, se non lo conoscete, è un fenomeno tutto italiano che ha letteralmente invaso e conquistato il mondo.
Il format è semplice: un supermercato con le eccellenze italiane. Da Eataly non trovate solo un’ottima pizza o un’ottima pasta.
Troverete anche i migliori ingredienti e strumenti per l’ottima pizza o l’ottima pasta.
Scoprirete dunque che il modo migliore per cuocere il pane è in un forno a legna e che non basta parlare di pomodoro.
Ne esistono svariate tipologie ma solo poche sono quelle giuste.

Eatalyperautogrill orazio 2

Ho avuto modo di partecipare all’inaugurazione della struttura e di partecipare ad una visita guidata da Oscar Farinetti.
Oscar Farinetti è quello che si può definire un guru: non è solo il creatore di Eataly ma è anche un grande affabulatore.
Eatalyperautogrill orazio 3Ho avuto modo di ascoltare Oscar Farinetti ormai tante volte: mi ricordo in particolare l’inaugurazione del calendario Lavazza a Torino e in Expo.
Fisicamente, ricorda un personaggio dell’Italia anni ’50, potrebbe essere Giuseppe Bottazzi aka Peppone. Verace, senza capelli, con folti baffi e non molto alto.
Oscar è lontano dai luoghi comuni di oggi, molto più filo americani dove i personaggi influenti sono alti e atletici.
Ma è forse anche questo che colpisce ed è per questo che Eataly è una realtà così italiana.
Eatalyperautogrill orazio 4Da Eataly per Autogrill se avete fretta, siete avvisati. Qui vi conviene chiamare subito chi vi aspetta e avvisare che arriverete in ritardo.
Potrete perdervi, come in ogni altro Eataly fra pasta, pizza e secondi anche se siete sazi.
Perchè potrete scoprire la storia dietro ad ogni alimento, dietro ad ogni piatto.
In pratica più che una sosta tecnica è un corso accelerato di enogastronomia e di scoperta del territorio italiano.

Ma non si tratta solo di eccellenza italiana e di cibo, si tratta anche di fare sistema vero.
Quella tra Eataly ed Autogrill è una partnership in cui due realtà hanno trovato un accordo per comunicare e dare un messaggio univoco e di esempio: si possono unire le forze e superare gli egoismi.
Del resto, fare partnership per Autogrill è la norma e l’accordo con Eataly del resto è solo un passo di un cammino intrapreso da tempo.
Ho già avuto modo di parlare in questo blog che Autogrill ha siglato un accordo con l’Università di Pollenzo, l’Università di Slow Food.
E’ proprio da questo accordo che nasce il concept Bistrot di Milano.

Sono felice che questa struttura sia stata realizzata a Modena dove l’Autostrada del Sole che collega il Sud e il Nord, si incrocia con l’autostrada del Brennero che porta tanti turisti del nord Europa in Italia.

A Secchia, Eataly ed Autogrill valorizzano il viaggio nel Belpaese e una sosta qui è, direi, parte integrante del viaggio. Non una sosta tecnica.

Infatti mi piace vedere questa struttura come un caposaldo dell’italianità e delle immensa varietà e qualità di prodotti.
Come dire: c’è pizza e pizza.
E su questo permettetemi un ultimo ragionamento: da quando faccio sport in maniera molto più intensa ho imparato a nutrirmi in maniera diversa.
Soprattutto ho capito che gli alimenti devono poter nutrire, più che saziare, per dare energia.

Non da meno, devono essere digeribili, altrimenti la tua performance (sia che si tratti di una corsa o di un tratto alla guida) possa essere la migliore possibile.

Questo mi ha insegnato ad essere molto più esigente quando mangio e a distinguere fra singoli prodotti scegliendo quelli con maggior contenuto nutrizionale (che non sempre significa con minor contenuto di grassi ;-).Eatalyperautogrill orazio 5

Dunque il messaggio che voglio condividere con voi è questo: viaggiate, scoprite, esplorate ma fatelo sempre con qualità.
Non solo: imparate a vedere nel riposo e nella soddisfazione degli elementi imprescindibili dal giudizio finale su un viaggio.
Anche se dovesse trattarsi di una trasferta di lavoro di un giorno.
Buon viaggio, buon riposo e buon appetito!

CereAlé, Ferrero lancia il cibo smart e ugf

Cerealé orazioAd aprile Ferrero ha lanciato un nuovo prodotto chiamato Kinder CereAlé.

CereAlé è stato “progettato” durante l’Esposizione Universale di Milano con i suggerimenti e le idee scaturite dai numerosi visitatori di Expo.

Per questo mi piace considerarlo un “user generated food”

Il primo test ha coinvolto quasi  600 persone fra i 15 e i 40 anni.
Un secondo test è stato uno show cooking in ottobre con tre prove di combinazioni di sapori.

In linea con i valori di Expo, il pubblico ha preferito un prodotto ispirato al passato e ritenuto più genuino.

La base è il pane Kinder ma con farina integrale a cui è stato aggiunta la granella di mandorle e germe di grano.
Due sono le farciture disponibili:  con crema di yogurt e  confettura di lamponi.
Oppure  crema di latte fresco e crema di cioccolato fondente.

 

 

Scoprire Savona in 1 giorno

Savona è una città che mi ha colpito dalla prima volta in cui l’ho visitata.
Penso che abbia una anima da street food city e che abbia un potenziale inespresso.
Ma andiamo per ordine.

La Fortezza del Priamar è il nucleo originario della città. Una volta il cuore della città era li. Oggi è un centro poliedrico sede di iniziative culturali.
Fra queste anche di scultori.
Il gorilla scolpito, qui raffigurato di schiena vi saluta.

Savona_FortezzadelPriamar

 

 

 

 

 

 

 

Savona poi si sviluppa in un dedalo di palazzi e di vie molto strette. Può capitare di trovare cortili molto estesi (per gli standard della città). Fra questi il cortile del Palazzo Santa Chiara merita certamente una visita.
Già bello di suo, l’amministrazione ha deciso di arricchirlo con un asfalto fatto di righe “storte”.
Se siete appassionati di fotografia non potete non passare di qua.

Se passeggiando vi fosse venuta fame, vi consiglio di provare una esperienza da vero street fooder (inteso come colui che ama mangiare street food).
Il pranzo da fare è a base di panino con le fette, un panino farcito con frittelle di ceci.
Buonissime, da accompagnare con un bicchiere di vino o una buona birra.
Proseguite la vostra passeggiata con il naso all’insù, non mancano scene caratteristiche come i panni stesi e i vicoli stretti con qualche sorpresa.
Fra queste il nome dell’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini che ricorre con grande frequenza.
Il perché è presto detto: Sandro Pertini era di Savona!

La passeggiata prosegue per la zona portuale. Da qualche anno Savona ospita le navi della Costa Crociere.
Questo porta tanta gente che oltre che a visitare, ha bisogno di mangiare e di essere intrattenuta.
La zona del porto, costruita con criteri più contemporanei contiene numerosi locali  e alcune chicche come il museo della Apple.
Per motivi di tempo non ho avuto modo di visitarlo ma certamente ci tornerò.

La giornata volge al termine, le giornate si allungano ma non siamo ancora in estate, consiglio quindi di visitare un luogo chiuso.

Pochi sanno che a Savona c’è una cappella Sistina, commissionata da Michelangelo e anch’essa molto bella.

L’area è amata e protetta da volontari. Sicuramente meriterebbe più impegno ed energie, sono certo che si tratta di una questione di tempo e di consapevolezza.
Stesso discorso vale per il bellissimo Coro, una autentica meraviglia nota (ma non troppo) ai savonesi.


L’ora di cena arriva in un attimo.
Un po’ la forte identità cittadina, un po’ la mia mal nascosta passione per i ceci, mi porta a bissare e a procedere con la farinata.
Su suggerimento di Silvio Massolo community manager di IgersSavona (la community locale di appassionati di Instagram), scopro il locale Vino e Farinata.
Attendo quasi 40 minuti ma l’attesa vale la pena.

Si è fatta sera ed è ora di tornare ad Albisola dove ho l’albergo e da dove sarei partito per la gara di Swim & Run.

Ma questa è un’altra storia che potete trovare qui

swim&run ad albisola

Swim&Run Albisola: la mia esperienza

E così dopo tanto parlare finalmente posso misurarmi con la realtà dei fatti dello SwimRun.
L’occasione mi è stata data da una gara che si è tenuta ad Albisola che si chiama Swim&Run.
Non si tratta però di una gara di questa nuova disciplina.
E’ stata invece una gara di aquathlon.
C’è dunque un solo passaggio acqua – corsa e per di più con cambio.
Ho però chiesto all’organizzazione (http://www.triathlonsavona.it/) se potevo “hackerare” la corsa e mi hanno detto che si, si poteva. Non finirò mai di ringraziarli.
Il mio “hackeraggio” consisteva nella possibilità di nuotare con le scarpe e di correre con la muta.
Nulla di grave insomma.
Unica richiesta degli organizzatori: non usare le palette (molto frequenti nello swimrun) per evitare di fare male agli altri concorrenti.
Così su una distanza per gestibile (750 metri a nuoto e 5000 di corsa) ho provato alcune meccaniche e ho imparato alcune cose.
Ho voluto fortemente un test in questa gara perché aveva condizioni climatiche simili a quelle che troverò nella gara dell’anno: la Engadin Swim Run.
Una gara che si tiene a luglio ma in montagna.
Possibile temperatura dell’acqua: 12/14 gradi.
Temperatura esterna sotto i 20 gradi.
Condizioni analoghe a quelle di Albisola a gennaio.
Alcune considerazioni:
la muta lunga è molto comoda in acqua quando ci sono quelle temperature. Tuttavia correrci fuori è dura.

Ho usato una muta della Head progettata per lo swimrun. I movimenti fuori dall’acqua sono fluidi ma si tratta pur sempre di una muta.
Infatti con una temperatura esterna sopra i 15 gradi si suda parecchio e come è successo a Cagliari la settimana prima, l’acqua fredda diventa l’ultimo dei problemi. Anzi è una bella risorsa.

La soluzione più plausibile è tagliare la muta ma prima sarà importante fare un po’ di test in acqua fredda per valutare il mio grado di sopportazione.

Dopo l’esperienza fatta a Cagliari, ho usato una cuffia con sottogola.
Si è dimostrata un’ottima scelta impedendo all’acqua fredda di arrivare alle orecchie con inevitabile fastidio durante la nuotata.
Le calze della wonderful socks si sono ancora una volta dimostrate ottime.
Proteggono il piede e non si inzuppano più di tanto.
Le scarpe usate per correre in spiaggia a Cagliari hanno dimostrato un ottimo grip ma sull’asfalto, dove ho corso ad Albisola, si sono dimostrate un po’ rigide.
Nell’attesa di una nuova gara, la conclusione a cui arrivo è che è meglio abituarsi a nuotare con temperature più fredde e avere una attrezzatura più leggera del solito.
Le sessioni di corsa ne beneficeranno.

Lowepro StreetLine

Una azienda che produce (ottimi) zaini fotografici mi ispira un sacco di fiducia.
Ecco perché sono felice che Lowepro abbia deciso di affrontare in maniera più convincente il mercato degli zaini per commuter.
Di commuter ne parlo spesso su questo sito.
Talvolta sono noti come nomadi digitali, sono (siamo) lavoratori e studenti che portano con se computer, tablet, cuffie e altri accessori che gli permettono di lavorare agevolmente a casa, in ufficio o in un bar.
Io appunto li chiamo smarttraveller.

La mia attenzione è sulla serie Streetline che può essere:
uno zaino

 

StreetLine BP 250 - Business Backpack For The Everyday Commute

una messenger bag

StreetLine SH 180 - laptop messenger bag

uno zaino monospalla

StreetLine SL 140 - tablet sling backpack

una shoulder bag

StreetLine SH 120 - tablet messenger bag

Come si vede chiaramente nelle immagini insieme al Mac e al tablet onnipresenti nelle immagini degli zaini (non solo lowepro) campeggia una Sony (credo sia la alfa6000) e non una reflex tradizionale.
Prima o dopo farò un post sulle diverse caratteristiche delle “nuove” macchine fotografiche.

Vediamo velocemente i contenuti di questo prodotto per commuter.
– una tasca estraibile per conservare portafoglio, passaporto, smartphone. Bah
– un tessuto idrorepellente. Bravi
– multitasche. Bah
– pannello posteriore. Fantastico, se non volete avere la schiena a pezzi a fine giornata
– un manico superiore e laterale per adattarlo alle vostre esigenze (commuter: zaino, briefcase – più professionale)

Vi ha convinto?
A me non tanto.
Troppi elementi rimovibili e una struttura apparentemente troppo morbida che con il tempo potrebbe rovinarsi.
Fino a prova contraria comunque si tratta di un prodotto che certamente non farà sentire il suo peso dopo che avrà trasportato i vostri beni digitali per tutta la giornata.
Solo il fatto di avere il doppio manico, essere idrorepellente e avere lo schienale rinforzato vale la spesa (massimo 200 dollari).

lowepro ecco dove ne avevo già parlato 8 anni fa.

glutenfreeexpo

Gluten Free Expo: un primo bilancio

glutenfreeexpo

Con questo post inauguro una nuova sezione del blog, dedicata al cibo.
Non so ancora dirvi che piega prenderà quest’area, ma di sicuro qui troverà spazio quanto più mi piace.

Quindi: cibi nutrienti, alimentazione per gli sportivi ma anche luoghi e piatti legati alla tradizione.
Partiamo da un tema di grande attualità: l’intolleranza al Glutine.

Un trend che per necessità e talvolta per moda è sempre più sulla bocca di giornalisti, blogger e consumatori.

A fronte di una domanda sempre più pressante, da 4 anni si organizza a Rimini il Gluten Free Expo, un manifestazione internazionale dedicata ai prodotti e all’alimentazione senza glutine.

Come era prevedibile la manifestazione ha riscosso grande interesse e si sta già lavorando all’edizione 2016.
Proprio durante Gluten Free Expo molte aziende del settore alimentare hanno scelto di presentare le proprie novità.
Rispetto al 2014 il volume espositivo è aumentato, arrivando ad un + 57% rispetto allo scorso anno.

Tra i Paesi coinvolti nella fiera espositiva, tutta Europa, Usa, Paraguay, Russia, Canada, Cina, Africa, Australia e India.

Da notare poi che la manifestazione ha ottenuto il patrocinio da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.
Un segnale inequivocabile della crescente importanza di questo settore.

Ora sarà fondamentale trarre le conclusioni dell’attività che ha visto anche  60 tavole rotonde sul mercato del senza glutine.