Etichettato: bagaglio

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

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2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
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3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

BrooksRavenna: scopriamole

Dopo aver ricevuto da Brooks le Ravenna 7 e averci corso 300 km, posso dire di averle testate. w le Brooksravenna!
Sensazioni ottime anche se non essendo propriamente un peso piuma (negli ultimi 3 mesi, ho messo su 1kg di muscoli al mese) preferisco le scarpe più morbide.
Durante la corsa la scarpa in tutta la sua stabilità si sente. Ti mette su dei binari e ti costringe ad andare un po’ più veloce del solito per agevolare la rollata.
Le scarpe più ammortizzate restituiscono più energia, il piede si affatica di meno ma in realtà la velocità ne risente.
Anche per questo sto usando le scarpe per allenamenti su distanze limitate, meno di 15km.

Versatili
La versione che ho ricevuto. vd foto è veramente versatile, io le ho usate anche con pantaloni e camicia senza sembrare necessariamente un runner in crisi di astinenza!
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  • Pod sull’avampiede: ritorno di energia
  • Intersuola in DNA per un’ammortizzazione personalizzata.
  • Diagonal Rollbar: per un allineamento naturale, un aspetto fondamentale per tutti quei corridori che tendono alla pronazione.
  • Maglia traforata

Eccovi qui un video che spiega le caratteristiche di queste ottime scarpe.

Malta: scopriamo insieme l’isola con Kayak

Malta, una terra ricca di storia e con un clima fantastico.

Ma anche testimone di drammi, come quando fu bombardata ripetutamente durante la Seconda Guerra Mondiale o di grandi eventi storici come l’insediamento dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Un luogo dove imparare l’inglese, dove abbronzarsi, dove guidare a destra, dove mangiare ottimo pesce.
A chi piace ovviamente. A me no ma i ristoranti che sono specializzati in piatti di mare sono veramente tanti.

Un luogo dove trovi facciate che non puoi fare a meno di fotografare anche se stai correndo.
Possono sembrare dismesse ma non lo sono. Anzi sono abitatissime.

 

Un luogo dove senti parlare inglese con accento siciliano ma con parole che non riesci a comprendere e sembrano arabo.
E infatti c’è anche tanta cultura araba a Malta.

Un posto dove la gente è visibilmente felice e se la gode

 

Un posto dove l’architettura è molto pratica, molto militare si direbbe. Infatti Malta ha sempre dovuto difendersi dai nemici sempre pronti a controllarla, occuparla e sfruttarla.
A Malta potete anzi dovete guidare a destra e dovete prestare la massima attenzione mentre passeggiate o correte perché le macchine arrivano da destra e dovete sempre ricordarvelo.

 

Malta è poi quell’isola dove i gatti vengono rispettati e amati.
Passeggiando per l’isola non mancano vere e proprie isole protette per i felidi con casette e ciotole.
Davvero non ho mai visto tanta attenzione per i gatti.
Questo ovviamente non può che fare piacere a chi, come me, li ama.

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Questi e altri pensieri sono raccolti in questa intervista che ho rilasciato a Kayak.
Non pretendo di volervi portare tutti a Malta ma senza dubbio spero di darvi qualche consiglio per visitare Malta con occhi diversi.

 

 

Bagagli e tag: RimowaElectronicTag

Sempre più spesso vedo proposte di etichette intelligenti da abbinare al proprio bagaglio.
Rimowa, azienda con una grande reputazione alle spalle ha recentemente proposto al mercato il RimowaElectronicTag.

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Il RimowaElectronicTag sostituisce la storica etichetta di carta con un modulo interamente digitale inserito nel bagaglio.
Questo modulo è in tutto e per tutto simile alle vecchie etichette.

Si tratta dunque di una vera e propria carta di imbarco digitale per i bagagli.

Quindi faccio una deroga alla missione di questo sito che parla di viaggio senza imbarcare il bagaglio ma solo perchè RimowaElectronicTag mi pare una bella innovazione.

Oggi è piuttosto comunque avere la carta di imbarco in formato digitale gestendola poi sul proprio smartphone o tablet.
Nell’attesa che anche le compagnie aeree sostituiscano le vecchie etichette, Rimowa ci ha già pensato.

Il funzionamento appare semplice.
Attraverso una applicazione per smartphone dedicata (per ora solo ios, a breve anche per Android), bisogna inviare via bluetooth la carta di imbarco digitale dal cellulare al bagaglio Rimowa.
Il bagaglio riporterà i dati rendendoli ben visibili e leggibili.
A questo punto il bagaglio è pronto per essere imbarcato in punti, sempre più frequenti, dove poter fare non solo il self check-in ma anche quello del proprio bagaglio.

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Nelle ultime 10 settimane ho preso quasi ogni settimana un volo ma ad onor del vero non ho visto postazioni simili né in Italia né a Malta

Rimowa ad ogni modo specifica che dal 2016, tutte le principali linee aeree (compare in bella vista Lufthansa, compagnia aerea tedesca come la Rimowa) offriranno questo servizio.
Lo stesso servizio sarà poi gradualmente esteso ad altre compagnie diventando di fatto uno standard.

E’ ancora presto per farsi una idea ma di sicuro è il primo passo per la creazione di un ecosistema fra realtà che da sempre convergono in un settore (quello del viaggio) ma che non si sono mai (ancora parlate).

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Shooz: la scarpa per lo smart traveller

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E così ci siamo arrivati. Una scarpa che viene scomposta e si trasforma in una scarpa da corsa e in una da passeggio.
Per quanto, detto così è riduttivo. Eccovi una immagine che vi aiuterà a capire le diverse opzioni.
Il prodotto in questione si chiama Shooz ed è una idea nata in Italia.
Non compri una scarpa.
Compri una suola e due o magari anche tre tomaie.
I vantaggi sono evidenti e le priorità pure, per quanto soggettive.
In primis risparmi spazio e per i maniaci dello spazio in valigia, si tratta di un plus mica di ridere.
Elemento correlato allo spazio, è il minor impatto sull’ambiente.
Non ultimo, il risparmio.
La scarpa è su Kickstarter, qui il link dove potrete vedere come funzionano, quali sono le opzioni disponibili e soprattutto prenotare il vostro paio.12212425_10206750678940062_171409664_n-1
Il creatore si chiama Edoardo Iannuzzi, un giovane romano che vive fra Milano e Londra.
Lo avevo intervistato tempo fa nel suo studio a pochi passi da via Savona.
Il concept della Shooz è interessante e innovativo: di fatto potrete portarvi con poche combinazioni un sacco di scarpe occupando poco spazio.
Questo aspetto, magari meno appagante per il pubblico maschile, lo sarà presumibilmente per quello femminile.
Certo le zip sulle scarpe si vedono già da un po’ ma qui parliamo di qualcosa di totalmente differente. Non si tratta di un accessorio, la zip è funzionali alla scarpa stessa.
Ipotizzando di indossare un paio di  shooz, in valigia dovrete solo portare la skin il che significa che è come portarvi una maglietta.
Se siete poi degli smart traveller con la passione per la corsa,  capirete che il bagaglio a questo punto prende una configurazione completamente diversa.
Il look è in buone mani, sono stati scelti prodotti italiani e non a caso lo stesso sito recita orgogliosamente la provenienza italiana: www.shoozmadeinitaly.com.
L’elemento che potrebbe preoccupare ossia l’esistenza della zip e il possibile sfregamento del piede viene risolto proteggendo la zip con una linguetta ad hoc. 
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Insomma parliamo di un prodotto che promette di farci risparmiare spazio in valigia (e nell’armadio) senza costringerci a fare rinunce.
In una parola, come direbbero gli inglesi: cool!

Per conoscerli meglio:
www.shoozmadeinitaly.com
Twitter: www.twitter.com/shoozmadeinita
Facebook: www.facebook.com/Shooz.Italy

 

 

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Trolley-zaino Thule: iperconvincente

2015-06-22 12.32.57Sto testando da ormai due mesi lo zaino Thule cross-over.
Il trolley è morbido. Ma non soffice ;-) La struttura di cui è fatto, il dobby nylon è molto resistente.
Un guscio in polipropilene assicura poi ulteriore sicurezza durante il trasporto.
La struttura che permette di usarlo come trolley è in alluminio, stessa cosa vale per le ruote, molto alte.
Garantiscono un rotolamento fluido e silenzioso.
Molto diverso dal rumore sordo della maggior parte dei trolley a ruota piccola.
Sentirete subito la differenza.
Gli spallacci sono a scomparsa, realizzati con lo stesso materiale del trolley.
Il trolley ha tre scompartimenti.
il primo permette di accedere al vano principale.
Il vano principale è a sua volta diviso in due parti per garantire una divisione del contenuto in base alle preferenze del suo possessore: sporchi/lavati, lavoro/tempo libero, etc…).
Il vano secondario ha una tasca ad apertura dall’alto per caricare un computer e un iPad.
Questa tasca è utile quando siete in aeroporto per estrarre i dispositivi al metal detector in aeroporto.
Potete quindi prendere quello che serve senza scomodarvi ad aprire il trolley.
C’è infine una terza tasca progettata per gli occhiali da sole/telefoni e altri oggetti più piccoli. La tasca è antiurto e indeformabile.
Il crossover è resistente e solido: vuoto pesa poco più di 3 Kg.
In termini di peso non regge il confronto con trolley che dichiarano in alcuni casi fino ad 1.2 kg in meno.
Ma non dobbiamo dimenticare che questo bagaglio con vano portacomputer, portaocchiali e spallacci si candida a bagaglio unico.
i trolley “puri” quelli che non hanno tasche per intenderci sono invece da considerare come “combinati” a cui associare una borsa, zaino per tenere tutti quegli oggetti che possono servirci durante un viaggio o banalmente durante il passaggio al metal detector..
Il peso è poi relativo. Dipende da quanto lo caricate.
Il mio suggerimento è di utilizzarlo come zaino in quei casi in cui siete dei commuter.
Ossia dovete spostarvi con le vostre gambe da un punto a ad un punto b servendovi al massimo di mezzi pubblici.
Gli spallacci sono discreti e l’assenza di una cinghia per il petto o per la vita, dimostrano che questo prodotto Thule è essenzialmente un trolley con funzioni di zaino.
Mi collego dunque al precedente post per chiudere il cerchio:
Meglio uno zaino con le ruote o un trolley con gli spallacci?
In questi casi non esiste una risposta unica ma eccovi qualche spunto per individuare l’opzione migliore per voi:
a) viaggiate usando prevalentemente mezzi pubblici
b) viaggiate in compagnia e con i familiari?
c) portate con voi tanta tecnologia?
Se le risposte sono almeno due si, allora vi conviene puntare ad uno zaino con funzionalità di trolley.
In alternativa potete puntare ad un trolley con spallacci per garantivi una buona capacità di movimento per brevi tratti.
Buon viaggio!
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il fotografo

E se oggi fosse il mio compleanno?


Che poi il titolo corretto lato seo sarebbe: come festeggiare il compleanno sui social media.
Alla domanda del come, non ne ho idea.
Fatto sta che il 17 novembre è  il mio compleanno.
Sono nato lo stesso giorno di Carlo Verdone e da sempre credo che il 17 non porti sfortuna.
Se poi penso che il 17 è anche il numero che mi hanno dato per la mia prima mezzamaratona…
Ma torniamo alla domanda di partenza.
E se oggi fosse il mio compleanno? Aggiungo, considerato che siamo nel 2014, cosa vogliamo fare, una bella torta con le candeline?
No.
Farò un bell’album ma non di quelli vecchio stampo con centinaia di foto noiosissime.
Ho creato una galleria con 11 foto (39 erano troppe) che in un qualche modo mi rappresentano o nelle quali mi ritrovo.
Non vuole essere un momento di celebrazione, avrei pubblicato altre foto!
Vuole essere un modo simpatico per mostrarvi, in pochi secondi, 39 anni di vita.

Ecco qualche riga in più su queste immagini.

da piccolo: ci sono un bel po’ di foto che mi ritraggono mentre rido, in altre invece sembro imbronciato per non dire incazzato. La foto che ho scelto mi ritrae…medio.

il fotografo: non sono un fotografo per carità, ma grazie a mio padre, scatto da quando ero poco più di un nanetto. Conosco le pellicole e non sono un hipster.

Quello dello zaino: conoscete uno più fissato di me sugli zaini? Sto meditando di aprire un museo.

Il maratoneta: per me la corsa viene dopo tante cose ma c’è sempre un momento per correre nel corso della settimana. Qualche gara l’ho fatta ma mai con l’obiettivo di fare il tempo. Solo pensarlo sarebbe stato da stupidi. Però ridendo e scherzando, l’unica gara da cui mi sia ritirato è stata una corsa in montagna. Forse sono la dimostrazione che si può correre anche se non si è più giovanissimi e che la testa può fare molto.
L’oratore: mi piace parlare, mi piace condividere quello che so, mi piace mettermi alla prova. Chissà cosa mi riserverà il futuro in questo ambito.
Lo scemo: non c’è molto da aggiungere. Posso essere e fare cose molto sceme.

Il lavoratore: checchè se ne dica, lavoro molto e mi piace lavorare. Mi piacerebbe lavorare ancora di più ma certe volte devo fermarmi, Insomma, sprigiono lavoro da tutti i pori come si vede in foto.

I selfie in macchina: con Morena mia moglie ci facciamo i selfie da prima che si chiamassero selfie. Ma qui si parla della mia mitica Morena, chi se ne frega dei selfie!
Se stiamo andando da qualche parte, siamo lontani km da casa e siamo in macchina, probabilmente ci sarà un selfie a celebrare l’evento.

I miei genitori: beh che siano persone straordinarie si sa. Ho provato a contagiarli nell’uso dello smartphone per fare le foto e diciamo che ne ho convinto il 50%

Gli amici: beh gli amici sono quelli che ti capiscono e con cui condividi le tue passioni.
Per esempio scattarsi foto sul ciglio dell’A1 senza dirti che sei uno scemo. Grazie ragazzi!

Enjoy e… tanti auguri a me

 

 

 

 

 

Fjarfall

Fjällräven: focus on

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Questa volta vi parlerò del Rucksack n21 medium

Lo zaino è ispirato ai primi prodotti della Fjällräven realizzati fra il 1960 e il 1970; un design classico rielaborato per la nuove esigenze come quella di portare con se’ dispositivi elettronici.

Il materiale con cui è fatto si chiama g-1000 heavy duty progettato per proteggere lo sporco e dagli agenti atmosferici

Il tessuto G1000 è costituito da un mix di cera e paraffina e prende il nome dalla prima volta in cui venne utilizzato: greenland expedition. da allora g-1000 è il marchio di fabbrica di questa azienda.

Si tratta di un materiale biodegradabile ed è disponibile in 5 versioni:
g-1000 originale
g-1000 silent -più morbido
g-1000 lite: leggero
g-1000 materiale più resistente (quello con cui è fatto questo zaino)
g-1000 eco

Si può anche acquistare la cera a parte per garantire una costante impermeabilizzazione del prodotto.

Passiamo ora alla prova su strada

Contesto
sto usando lo zaino per i miei spostamenti quotidiani o per trasferte di un giorno.

Che cosa è
uno zaino dal look vintage ma realizzato con canoni e materiali attuali. L’azienda che lo produce è svedese.

look esterno
Il modello che sto usando ha una capienza di 20Litri. E’ disponibile in una gamma diversi colori. Lo stile old school lo rende in realtà molto attuale. Cinghie in cuoio e vano principale a sacco completano l’operazione vintage style. Una operazione, questa, seguita anche da brand più commerciali come The North Face o Herschel.
Comodissime le due tasche laterali: risultano infatti adatte al contenimento di oggetti di uso frequente (es. ipad mini, chiavi o l’ombrello)..

look interno
Oltre alla tasca centrale che è munita di uno scomparto portacomputer, possiamo trovare una tasca interna tubolare che può servire per tenere termos, una bottiglia d’acqua oppure un ombrello.
Vi avviso già, un ombrello, seppur piccolo, è ad incastro. Meglio ripiegare sull’acqua

meccanica
la posizione degli spallacci, regolabile con cinghie anellate (sul modello delle cinture per intenderci) non permette di adattare perfettamente lo zaino alla schiena. La distanza fra i buchi tuttavia è tollerabile e con un minimo di set up si raggiunge velocemente la lunghezza più adatta.
Lo schienale, molto rigido, anziché adattarsi alla schiena tende a compattare lo zaino.
Come detto sopra, 0 litri non sono tanti, attenzione a non sovraccaricare lo zaino, avrete un peso sulle spalle concentrato in un’area piccola. Questo non va bene per i vostri muscoli dorsali.

Considerazioni
Si tratta di un prodotto piuttosto caro, il materiale è però di grande qualità ed effettivamente dà l’impressione di durare in eterno.
Il look vintage lo rende sicuramente un bel prodotto ed è in linea con la recente tendenza di usare prodotti di ispirazione vintage-militare.
Purtroppo non ho ancora avuto modo di provare questo zaino  durante i viaggi di almeno 48 ore ma già so che il giudizio non cambierebbe molto.

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Vaude clubride

Approfittando del mio viaggio a Monaco fatto quasi due mesi fa per Air Dolomiti ho acquistato lo zaino Vaude Clubride.
E’ un 27 litri e in Germania l’ho pagato 90 euro. In Italia si trova solo on line o probabilmente in qualche negozio al confine con l’Austria o la Svizzera.
Vaude Clubride è disponibile color nero e argento ed è realizzato con cuciture termo saldate.
Il tessuto impermeabile lo rende un prodotto da ciclisti ma come ogni prodotto tecnico, anche questo guarda ad una categoria più estesa: in particolare quanti  desiderano trasportare attrezzature elettroniche senza l’ansia che queste si possano rovinare in seguito ad un acquazzone.
Lo zaino è un modello a sacco e si ripiega con una linguetta in plastica che si arrotola e da un aggancio in alluminio.
Si tratta di accorgimenti funzionali che lo rendono pratico da chiudere e non incidono sul peso.
Il sistema a sacca permette inoltre di adattare Vaude Clubride alle necessità di carico.
Lo sto usando tutti i giorni e il feedback è positivo.
Ultimamente ha anche sostituito  il cabin zero per le trasferte di 48 ore.
Basta infatti un buon compression pack e grazie a questo accorgimento posso caricare liberamente senza mettere in sofferenza lo zaino e le sue chiusure.

Lo schienale ricorda quelli di altri contenitori tecnici come la linea Velocity della Ortlieb: una base rigida con dei supporti in gommapiuma per la schiena.

Questo accorgimento rende lo zaino leggero e al tempo stesso molto  comodo da portare anche a pieno carico.

Il look dello zaino è assolutamente elegante per essere uno zaino waterproof.
Io l’ho portato anche con giacca e cravatta e vi assicuro che non stona.
Dal momento in cui lo acquistate, vedendolo così ben piegato e compatto vi dispiacerà aprirlo.
Infatti non avendo cuciture interne sta a voi avere l’accortezza di mantenere le pieghe.
Io non l’ho fatto e lo zaino ha dunque perso la sua struttura così rigida ma tant’è: le cose bisogna usarle no?

Vediamo i difetti:  tutti trascurabili o per meglio dire superabili da alcuni accorgimenti.
La cucitura termo saldata della tasca inferiore è piuttosto rigida e dunque l’apertura della zip non è proprio agevole. La struttura morbida a sacca poi non aiuta: bisogna tirare un angolo della cucitura per fare resistenza.

Diciamo che è una operazione da fare a due mani preferibilmente poggiando il Vaude Clubride a terra o su un ripiano. Basta saperlo.

Altro piccolo difetto è dato dalla tasca interna, una sacca che permette di tenere biglietti da visita, chiavi e volendo anche un piccolo tablet. Questa tasca è cucita nella sola parte superiore, questo vuol dire che la parte sotto è mobile. Camminando con lo zaino non a pieno carico potrebbe succedere che la tasca sbatta sullo schienale rigido facendo un fastidioso toc toc.
Ah manca la tasca porta computer, ma basta avere un involucro protettivo porta computer per non pensarci più

Conclusioni
un ottimo zaino con un buon mix di contenuti tecnici, stile e praticità.
Il produttore è una istituzione in Germania. E’ poco conosciuto in Italia.
Vaude è una azienda fiera di essere tedesca. I classici cartoncini di accompagnamento, quelli con tutte le sigle, riportano che lo zaino è pvc free, waterproof e soprattutto è made in Germany.

 

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CabinZero, uno zaino molto smart

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Eccovi il resoconto di un weekend con Cabin Zero.

Contesto
Ho usato il borsone per andare un weekend a roma, il mezzo di trasporto usato: il treno.
Cabin Zero è il nome di una azienda inglese. Questa azienda produce uno zaino dalla capienza di 44Litri  e disponibile in diversi colori. La struttura è pensata per quanti portano pochi bagagli con sé e usano il computer, non vogliono usare il trolley, non amano le valigie morbide e non usano zaini da trekking. Cabin Zero ha una garanzia di 10 anni.

Esterni
Le dimensioni sono quelle di un normale trolley che si può portare in cabina. Il bagaglio infatti riporta l’icona “airline approved”: I numeri lo confermano:  55 x 40 x 20.
Lo zaino può essere registrato sul sito Okoban, un servizio gratuito per la registrazione globale di un bagaglio.
Lo zaino in prova è di colore nero, il materiale è la cordura. Il look è sportivo e molto casual. Come tutti i prodotti in cordura è la qualità delle cuciture a fare la differenza più che il materiale.

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Le cuciture in questo caso, sono molto ben fatte. Il prodotto dà una idea di compattezza grazie agli angoli rinforzati.
C’è una sola lampo che segue quasi completamente il perimetro dello zaino fatta eccezione per la base. La presenza di una sola lampo permette di risparmiare parecchio peso.
All’ esterno ci sono 4 cinghie (due per lato) che servono a comprimere il bagaglio se questo è poco carico. Gli spallacci non sono dotati di cinghia per scaricare il peso. Manca anche un aggancio in vita come i tradizionali zaini da trekking.
Una tasca aggiuntiva corre per tutto il perimetro, questa può essere utile per mettere il computer in attesa del passaggio al gate oppure per tenere piccoli oggetti hi tech o una bottiglietta d’acqua. Sebbene sia facile accedere alla grande tasca, se si usano le cinghie esterne, l’azione di sfilare il computer o altri oggetti voluminosi risulterà scomoda e lunga.
C’è una maniglia sul lato superiore e una su  un lato, in quest’ultimo caso il carico può essere portato come una “classica” valigia.

Interni
L’interno dello zaino è come piace a me, senza fronzoli. 
Troviamo una tasca molto grande, accompagnata, lato schienale, da una tasca elasticizzata e diagonale, pensata per oggetti piatti e da proteggere (per esempio un computer).
Dalla parte opposta c’è invece una tasca a rete posizionata in alto. Questa è perfetta per biglietti e documenti. Sotto la tasca a rete, c’è una ultima tasca con zip. Quest’ultima è utile per tenere chiavi, adattatori e altri prodotti di ingombro ridotto.
Trattandosi di uno zaino praticamente monotasca è opportuno usare dei contenitori per compattare il carico e distribuire equamente il carico. Il rischio è che tutto quello che porterete possa scivolare a valle e trovarvi uno zaino sbilanciato e per lo più con indumenti che alla riapertura dello zaino saranno sgualciti.
La posizione degli spallacci, non allineata al punto più alto dello zaino permette di aumentare il baricentro e riduce lo scarico del peso a valle.
Lo zaino nella parte inferiore ha un rinforzo imbottito che permette di dare forma allo zaino e di raccogliere il peso senza che questo si disequilibri.

Considerazioni

Lo zaino mi ha soddisfatto, è la prima volta che trovo un bagaglio così in linea con le esigenze di uno smarttraveller, ossia di un viaggiatore che porta almeno un oggetto tecnologico.
Mi piacerebbe vedere una versione realizzata con materiali più pregiati o tecnici, ben consapevole che questo potrebbe rendere lo zaino più pesante: pelle vegetale o gomma per rendere il prodotto impermeabile al 100%. La struttura interna, così, ampia permette di regolare come meglio si crede il proprio bagaglio.
Ci sono comunque un paio di migliorie e di suggerimenti che darei ai produttori.
Per prima cosa cercherei di chiudere la tasca a rete, basterebbe anche una piccola calamita o meglio ancora una piccola asta metallica che avvicini il bordo della rete allo zaino. La rete è pensata per prendere al volo piccoli oggetti, magari poco prima del check-in ma se si decide di aprire lo zaino, il contenuto quasi certamente tenderà a scivolare.
Infine, una tasca a rete, esterna, per tenere l’acqua o l’ombrello l’avrei messa.