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Swimruncheers: intervista a Diego Novella

Swimrun che passione!
Uno sport che pur crescendo velocemente, meriterebbe più attenzione. Anzi mi piacerebbe vedere questa disciplina alle Olimpiadi.

Magari non quelle del 2020 ma nel 2024 le vedrei proprio bene!
Per parlarvi di questo sport e farvi venire voglia di provare, eccovi una intervista a Diego Novella, uno degli swimrunners più noti ed esperti.
Un grande appassionato di questo sport che ha persino deciso di organizzare una gara per valorizzare questo sport e le sue terre natie.
Ma di questo ne parliamo fra poco.
Eccovi il botta e risposta!

Diego che combini nella vita?

Eccomi! Questa è la domanda che temo sempre di più!!!!!
Io sono il solito sportivo compulsivo alla ricerca di emozioni e bei posti da vedere, anzi…posti da vivere nella gara che si va a fare. Come dico spesso: un sognatore, un ragazzo di campagna, con uno scopo nella vita: emozionarsi.

Sei tu che hai trovato lo swimrun o è lui che ha trovato te?

Per caso, ad inizio 2014, ho visto un video OtillO sui mondiali di Swimrun in Svezia….ed ovviamente ho detto “questi sono pazzi”! Poi a maggio, sono andato a trovare l’amico Matteo (Matteo Benedetti, parleremo anche di lui nei prossimi post – NDA), l’inventore dell’Aquaticrunner…per provare un po’…in quel di Lignano! Da allora….non più smesso e continuo a contagiare gli amici, portandoli a fare anche le gare all’estero!

Che cosa è lo  swimrun e che cosa scatena in te?

Difficile racchiudere in poche righe, l’emozione di una gara che dura ore e che ti catapulta nella natura incontaminata. Lo swimrun è capacità di adattamento, spostare l’asticella dei propri limiti fisici e psicologici oltre…ma così oltre, da non averlo neanche sognato per sbaglio. Ogni gara è composta da diverse frazioni di nuoto/corsa alternate e senza zona cambio, ognuna con una distanza particolare, un terreno particolare, una corrente particolare, niente è uguale perché è la natura a dettare le regole del percorso. Nulla è scontato, bisogna essere pronti a correre sulle rocce, sulla sabbia, nel fango, nel bosco, buttarsi da una scogliera, nuotare tra le onde, nella corrente sfavorevole e nell’acqua fredda. Stringere i denti e avanti!!!

Aquatic Runner
Aquatic Runner

Con tre anni di gare, per lo più all’estero, e dico “gare dure”, con correnti forti e temperature impegnative (acqua anche a 9 gradi, e aria a 10 gradi), montagne su cui salire, percorsi infiniti e spettacolari (come sempre quando ripenso alle gare che ho fatto, mi vengono i brividi), panorami mozzafiato….ho imparato molto, moltissimo!!!

Soprattutto a gestire la mia mente, e la fatica, durante la gara. Bisogna sviluppare moltissimo la propria capacità di adattamento, una volta rapito dalla gara e dal territorio, devi saperti adattare ed interpretare al meglio tutte le situazioni mutevolmente variabili che il percorso ti propone.

Per quanto riguarda i tecnicismi…dal fatto di legarsi con una corda al compagno di squadra, per aiutarsi nella frazione di nuoto, molto utile se l’acqua è mossa, infilarsi del materiale galleggiante nei gambaletti ai polpacci, per aumentare la galleggiabilità. Ma credo che la cosa più importante che ho imparato, sia che è fondamentale l’abbinamento dei colori dell’abbigliamento da gara, e se si è in Svezia, devi fare colazione con le aringhe in agrodolce!!!

La gara del cuore?

Rivivo le sensazioni, la fatica, gli odori…ben distinti di ogni gara. E sento ancora benissimo le temperature….dell’Engadina, la fatica infinita dei mondiali 2014, i suoi 75K, le 26 isole. Risento ancora il lago di Lochness per la Loch gu Loch…ho ancora nelle orecchie il suono della cornamusa….erano le 7 del mattino…e si partiva con 2K di nuoto a 12 gradi! Ma anche la sabbia di Lignano, i contorni della città di Grado. I 500 alla partenza di Uto! Gli amici che incontri da tre anni, in giro per le gare!!!
L’acqua limpida delle Scilly Islands…le alghe…le foche, il tifo dei curiosi lungo il percorso…
No, scusami…non riesco a limitare la mia risposta ad una gara sola!!!!
Swimrun è un mondo di emozioni, una famiglia di amici.
E po il 27 agosto, farò una bellissima e spettacolare gara…la SwimrunCheers, poi a settembre l’Aquaticrunner, il 23 ottobre sarò in Germania per la 1000 Lakes Swimrun (circuito OtillO), e poi….un amico che ho conosciuto in Scozia, un campione di ultra trial e cose pazzesche (tipo la Yukon Arctic Ultra), mi ha invitato in North Carolina….per una garetta…il 30 ottobre!

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Parliamo della SwimrunCheers!

SwimrunCheers è la realizzazione di un sogno: portare in Italia una gara in stile estero (OtillO, Swimrun Schotland, ecc…), ad eccezione che si fa in modalità individuale, su un percorso bellissimo: Verbania, Isole Borromee, Stresa, Baveno, Mergozzo e arrivo a Verbania, ovvero 4 Comuni, quattro isole, due laghi!!! Un percorso, due distanze. La versione “IRON” composto da 17 frazioni alternate corsa/nuoto, per un totale di 39km – 28km di corsa e 11km a nuoto e la “SHORT” 8 frazioni alternate, 4 di corsa e 4 di nuoto per un totale di 27.500metri di cui 20.500 di corsa e 7.000 metri  di nuoto (forse in metri incutono meno timore…;)

Cos’ha di diverso SwimrunCheers dalle altre gare oltre ad un tracciato unico? Non ha una classifica finale, perché la vera vittoria è finirla e poter gridare “io l’ho finita!”, ma non solo. Il “finisher” non riceverà una medaglia ma una scheggia di marmo di Candoglia, quello con cui è stato costruito il Duomo di Milano, perché è da Mergozzo che proviene; il territorio è protagonista fino alla fine. Per noi il territorio non lo calpesti e lo nuoti (solamente), ma lo vivi….fino in fondo!

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E poi….il percorso enogastronomico con 60 tipi di birre artigianali e cucine da strada, per valorizzare al massimo il territorio ospitante.

Per dare un assaggio di questa “pazzia” abbiamo organizzato gli “SwimRun Test” durante i quali accompagno i “coraggiosi neofiti” in un percorso di una decina di Km totali e qualche frazione. 5 Gli “highlander” prendono confidenza con la disciplina, provano i materiali specifici, condividendo i segreti imparati in tante gare. 5 test sono già archiviati i prossimi appti: 16 e 23 luglio Lago di Monate e 30 luglio Lago di Mergozzo.
Questo è solo un piccolo cenno su SwimrunCheers, si trova il resto sul sito: www.swimruncheers.it e sulla pagina Fb: swinrun cheers.

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

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Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

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2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
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3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

Swimrun: primo bagno del 2016!

Con largo anticipo rispetto agli anni passati, ho fatto il primo bagno del 2016.
Non sono andato alle Maldive o in altre aree esotiche.
La cornice però era ugualmente da sogno: l’italianissima spiaggia del Poetto a Cagliari.
Praticamente tutta a mia disposizione.
L’acqua, battuta da un bel maestrale era incredibilmente celeste e pulita.

Ma anche fredda.

L’occasione era troppo ghiotta: un allenamento fissato dal coach Matteo Torre che parlava chiaro: primo combo swimrun. 2500 metri di corsa + 500 metri a nuoto.
Per 4 volte.
Del resto le gare di aquaticrunner si avvicinano.
Quella di Engadina, con acqua prevista a 12 gradi, è a luglio e sarà impegnativa.

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Trovandomi in Sardegna ho pensato di fare sul serio e così dopo aver messo in valigia la mia muta Amphibia della Huub (si tratta di un modello specificatamente pensato per lo swimrun quindi si usa per nuotare ma anche per correre) ho deciso di testarla.swimruntest_orazio2
La prima uscita di swimRun mi ha visto con la muta della Huub, le scarpe della Columbia, delle calze della wonderful socks, una cuffia usata per la mia prima esperienza nel triathlon e i miei occhialetti flex predator.

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Daniela, che mi ha accompagnato in questa avventura, è una nuotatrice che non si ferma mai neanche in inverno, mi ha prestato un cappuccio e i guanti. Pensavo di non usarli.

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Ma l’acqua era oggettivamente fredda.

Impressioni

La muta ha fatto ottimamente il suo lavoro in acqua.
L’apertura frontale, accompagnata anche dall’apertura posteriore permettono di arieggiare il busto mentre si corre.
Solitamente le mute da Swimrun si tagliano, per questa volta ho preferito non farlo.
Devo però sperimentare con qualche corsa aggiuntiva la praticabilità durante la corsa. Nel primo utilizzo ho visto una leggerissima abrasione sulla coscia destra.

Le scarpe hanno fatto egregiamente il loro lavoro per le quali non sono state progettate.
La tomaia leggera lascia defluire l’acqua.

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La suola, grazie alle sue cavità non si appesantisce.
Penso proprio che saranno battezzate scarpe da swimrun.
Non credo che sarà necessario forarle come viene suggerito da qualche produttore nordeuropeo.

 

Le calze erano della wonderful socks. Ho evitato le calze da running che si impregnano troppo d’acqua e ho optato per queste calze da corsa e cisclismo realizzate in tessuto tecnico.
Ho corso sulla sabbia con scarpe bagnate per complessivamente 9 km e queste calze non hanno fatto letteralmente una piega.
Ora resta da continuare a provarle ma la direzione è quella giusta.

Occhialetti ok. I predator sono una garanzia in piscina e in acqua. Essendo occhiali, la superficie è piuttosto ristretta e non c’è il rischio che potessero darmi fastidio con il cappuccio.

Il cappuccio non mi ha convinto. Ottimo da usare in acqua perchè isola le orecchie (l’acqua fredda alla lunga potrebbe dare fastidio) ma è assolutamente impraticabile durante la corsa (toglierselo fa perdere tempo).
Tenerlo al collo è fattibile ma fastidioso perchè stringe la gola e durante la corsa non è proprio il massimo.
Sicuramente lo rimpiazzerò con una cuffia più specifica (quella con il sottogola) sperando che le proprietà di isolamento termico siano ugualmente valide.

Anche i guanti non mi hanno convinto. In acqua hanno disturbato la bracciata e una volta uscito dall’acqua erano pieni di acqua.
Nello swimrun si usano le palette e dunque si è trattato più che altro di un test di fattibilità.

 

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Tor Des Geants: la storia e la sfida di Francis

ilsognodeltordesgeantsIeri è cominciato il Tor Des Geants.
Una avventura per chi la corre ma anche per chi assiste.
Parola di chi, al seguito della stampa, ha percorso per 3 giorni 60km raggiungendo cime e percorrendo strade scivolose sotto la pioggia battente.
Ma la gara non sarebbe niente senza la storia di chi la corre.
Questa mattina ne ho ricevuta una che ho deciso di pubblicare subito.
Francis ha 47 anni, sposato, 3 figli ed un nipotino.
All’età di 21 anni in seguito ad un grave incidente sul lavoro ha perso la gamba destra, a pochi centimetri sotto il ginocchio.
Grazie  all’attività sportiva reagisce con forza al dramma.
Ha praticato lo sci da discesa, quello nautico, lancio del peso, del giavellotto e del disco.
2 anni fa un suo carissimo amico si iscrive al Tor des Géants e in quella occasione torna a solcare i sentieri di montagna per andare a fare il tifo.
E’ la scintilla
Si interessa al trekking, poi un giorno il desiderio di provare le emozioni dei giganti, dei trailers sulle montagne, quelle montagne che ha tanto frequentato da bambino.
Decide così di lanciarsi in un progetto sportivo-sociale, fare trekking in maniera assidua e iscriversi all’endurance trail più duro al mondo
Lo fa per sè stesso ma anche per gli altri disabili.
L’iscrizione al Tor però non viene accettata dall’organizzazione.
Quello che so è che dopo la morte di un atleta due anni (la stessa edizione a cui partecipai anche io come blogger) l’organizzazione è molto più rigida e pur prevedendo la partecipazione di atleti con disabilità si riserva la facoltà di respingere l’iscrizione di alcuni atleti.
Nell’attesa di conoscere la versione dei fatti da parte dell’organizzazione del Tor, la volontà e il coraggio di una persona non impedisce di proseguire il proprio sogno.
Francis ha dunque deciso che comunque il suo Tor lo fa lo stesso, da Ollomont a Courmayeur, 50 km.
La partenza avverrà al passaggio del primo concorrente alla base vita di Ollomont e l’arrivo sarà con l’ultimo concorrente. Tutto in completa autonomia e in compagnia di una scorta tecnica e di supporter.
Potete trovare maggiori info sul suo blog www.gambainspalla.altervista.org, li c’è tutto, dalla sua storia, il sogno, le foto, i link ai social, la rassegna stampa e la sua campagna per sensibilizzare tutti (a partire dall’organizzazione del Tor) sulla possibilità di partecipare anche da parte di chi ha delle difficoltà.
Più corro più sono convinto che queste gare (a partire dal Tor) hanno il delicato compito di mettere alla prova le persone e di aiutarle a crescere.
L’esperienza di queste persone poi può essere di esempio per tanti altri.

EDENRED EKIRUN: c’è da correre qualcosa di nuovo

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Una nuova corsa su strada arriva in Italia!
Ekirun, questo il nome dell’evento, è un ekiden, cioè una corsa a staffetta su strada a cui si prende parte con squadre composte da più runners.

Di cosa si tratta?
Ekirun ha la lunghezza complessiva della maratona (42.195 metri).
Si partecipa in squadre di 6 persone (o anche meno) con team anche misti.

Chi può partecipare?
L’iscrizione è possibile solo come squadra,
In caso di problemi ad uno dei frazionisti, sarà possibile sostituirlo con un altro runner, senza dover pagare quote aggiuntive.

Per chi è
Si tratta di una gara non troppo difficile e adatta alle aziende. Perfetta per fare team building!

Atletica di alto livello
Ma la crescita progressiva della partecipazione corporate (che sarà prevalentemente indirizzata verso l’evento non competitivo) è solo uno degli obiettivi di Edenred Ekirun.
L’ekiden milanese vuole essere, fina dalla prima edizione, un palcoscenico per l’atletica di alto livello, su cui i migliori rappresentanti del mezzofondo italiano ed europeo possano sfidarsi, sia a livello assoluto, sia a livello di categorie giovanili.

Per saperne di più
Visita il sito ufficiale www.ekirun.it oppure iscriviti direttamente su www.enternow.it, cercando “Edenred Ekirun”.

Urban running che avanza: contaminare le funzionalità

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Se prima i mondi della corsa e del casual wear erano su diversi sistemi solari, ora la storia sembra proprio cambiare.
Oltre a progetti interessanti come quelli delle Puma Ignite, scarpe da running disponibili in un colore adeguato o le nuove Nike Free, total black. è ugualmente degno di nota quanto sta facendo Sun68.
Questa azienda che almeno in apparenza non ha alcun legame con il running ha lanciato una collezione di scarpe pensate per la corsa.

Non si tratta di astronavi piene di sigle e dai colori sgargianti ma di scarpe dal tocco vintage che possono essere perfettamente scambiate per calzature da indossare per un aperitivo in centro a Milano.

Ma scopriamo da vicino questo brand

SUN68 è ispirato al 1968, considerato da tutti un anno di rottura e di cambiamenti.

La prima collezione è del 2005, con la polo.
Se oggi è di moda vedere scritte sul retro della polo è anche grazie a loro.
Sempre loro un primo esempio di nologo: ∆X. Si tratta di un simbolo matematico dove il delta è “la costante” e la x è “il differenziale”.
Questa identità piace al pubblico e il marchio acquista anno dopo anno sempre maggiore visibilità.
E’ facile trovare i loro prodotti nei negozi del centro o in concept store anche in periferia.
Oggi dalle polo si è passati al total look inclusa anche la linea bambino e appunto ad una collezione di scarpe che pur avendo un look retro hanno contenuti tecnici interessanti.
Ho utilizzato le running shoes per lunghe camminate e brevi corse. Aspetto giornate di sole per provarle sulla lunga distanza.
Ho apprezzato il rinforzo nella zona del tallone, pur senza creare una conchiglia e la gomma la cui mescola mi sembra almeno in questa prima fase morbida, ma non troppo.
Le cuciture laterali che temevo mi avrebbero dato fastidio si sono rivelate innocue.
Il grip c’è anche se sul bagnato si fa un po’ di fatica.
Per completezza di informazioni e in segno di ancora maggiore coraggio, Sun68 abbina alle scarpe anche un paio di calze da corsa bianche e di spugna.
Si tratta di una specie di tabù.
Ma Sun68 fedele alla sua identità se ne frega.

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corricon

Che fantastica storia è la vita: la staffettami e Venditti

Come ogni lunedì esce il post su “thesmarttraveller”.
Faccio sempre un piano editoriale ma ci sono delle volte in cui mando tutto all’aria.
Per esempio: oggi!
infatti è ancora troppo vivo il ricordo di questo splendido weekend corsaiolo/mediatico.
Da romantico romano quale sono, ho associato a questi due giorni una canzone di Venditti: che fantastica storia è la vita.
Non la conoscete?
Ecco qua il video

Si è trattato di un weekend da urlo perché grazie al progetto Corricon promosso da Europ Assistance ho avuto l’opportunità di conoscere alcuni grandi campioni della corsa e di correre con loro per la staffettami.
Andiamo per ordine: Corricon è un challenge di Europ Assistance che per il sesto anno è partner della SuisseGas Milano Marathon 2015 e Relay Sponsor della staffetta più numerosa d’Europa. 
Per partecipare ed essere scelti il challenge prevedeva che i partecipanti avessero 3 caratteristiche:

  • presenza sui social network;
  • preparazione atletica;
  • motivazione a correre in squadra;

E così insieme ad Andrea Riscassi, giornalista di Rai Sport, Valentina Ceriani, giovane runner e Anna Incerti, Medaglia d’oro di maratona a Barcellona 2012 e ‘ambasciatrice di sport pulito” eccomi ad essere il quarto runner della staffetta.
Saranno indimenticabili gli ultimi 100 metri corsi con Valentina e Anna fino al traguardo con una selva di fotografi pronti ad immortalare il momento.
La gara e la preparazione sono stati ripresi da Sky Sport che farà una puntata ad hoc su Icarus 2.0.
Non sapete cosa è icarus 2.0?
Taac! Eccovi il video della Strongman run (altra bellissima esperienza che posso raccontare di aver vissuto in prima persona)

Ho già detto abbastanza. Eccovi una galleria con un po’ di foto del weekend!

 

 

 

 

Sintetico a chi?

OMNIHEAT

Chi segue questo blog dovrebbe sapere quanto apprezzi la lana tecnica.

E cosa è la lana tecnica?
Beh date una occhiata a qualche post qui e là e troverete tante informazioni.

Però non è giusto parlare solo di lana.
Anche i materiali sintetici hanno raggiunto notevoli risultati di cui è importante parlarne.

Una volta, indossarli era una garanzia per emettere un odore non esattamente sexy. Oggi non più.

Siccome é giusto dare a Cesare quello che è di Cesare vi racconterò la mia prova di un capo della Columbia serie Omniheat.

La mia scelta é ricaduta su una maglia tecnicamente pensata per lo sci e l’escursionismo che io però ho usato per la corsa.
Ho optato per la taglia M.

Sono partito diffidente perché mi é giá capitato di usare un capo da sci per correre, in lana merino.
Dopo 3km ero in uno stato semigassoso.
Ma accetto la sfida e mi cimento in una corsa serale con la maglia.
Le maglie sono di tipo slim flit quindi si appiccicano al corpo come una seconda pelle.
Infatti la maglia è bella aderente ma quello che mi colpisce è l’effetto laminatura.
In pratica l’interno della maglia è fatto di materiale rifrangente.
L’effetto, confesso, è a metà fra gli stratagemmi del termosifone (mettere una lamina dietro il termosifone per “specchiare” il calore) e l’effetto ABBA.
Intrigante!
Una volta indossata, l’effetto rifrangente non si vede e resta invece una maglia che aiuta a regolare meglio la temperatura corporea.
L’ho usata a Ferrara per la mezza maratona e la resa è stata notevole. Con una media di circa 12 gradi con forti folate di vento, la maglia si è comportata bene proteggendomi.
Non ho avuto mai freddo, anzi.
Nè ho avuto avvisaglie di malessere generale.
Il look della maglia è tecnico e non la consiglierei per un aperitivo in centro a Milano. Lo stile è quello pratico della Columbia.

Un giudizio positivo su tutti i fronti. Un prodotto sintetico lontano dal concept “urban running” ma consigliato a quanti desiderano rimanere al caldo in condizioni non eccellenti.

Disclaimer: la Columbia è stata così gentile da darmi un loro prodotto.