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Lightisback – E luce fu

Padova, tanta bella gente: il Ministro Franceschini, il Sindaco di padova, l’assessore regionale e l’amministratore delegato di Iguzzini, tutti li per un motivo.

Il motivo anzi i motivi sono due per la precisione.
Il primo è la candidatura di Padova a città patrimonio dell’Unesco e qui il mio commento è SUBITO!
Padova è una città bellissima e si merita questo riconoscimento che poi è un onore ma anche un onere.

Il secondo è l’inaugurazione del nuovo sistema di illuminazione della stupenda Cappella degli Scrovegni.
Tale sistema è opera dell’azienda marchigiana iguzzini e viene considerato un  impianto di illuminazione IoT (internet of things).
A fronte del mio invito, l’obiettivo era fotografare tale bellezza e raccontarla sui social.
Il racconto potete trovarlo con il tag #lightisback.
Le foto saranno pubblicate sul mio account Instagram (www.instagram.com/oraziospoto) a partire da oggi.
anche se, vi confesso, non sono soddisfatto del risultato.

Pur se accompagnato dalla fantastica LeicaQ non sono riuscito a immortalare il gioco di colori che si crea e spero di riuscire a rendere onore ai colori usati da Giotto.

Per iguzzini si tratta di un bis visto che nel 2015 hanno fatto un lavoro analogo  per l’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci,

Tornando al sistema di illuminazione IoT, questo è composto da apparecchi a LED, sensori ambientali e applicazioni software su protocollo internet.
I sensori misurano le variazioni della luce naturale; i dati raccolti attivano poi un sistema in grado di adattare la luce artificiale al modificarsi delle condizioni ambientali.

La visita poi è proseguita visitando la città e i suoi angoli più suggestivi.
Fra questi lo splendido palazzo della Ragione e la Specula.

Ecco una galleria delle immagini scattate ieri

 

Thule che passione

 

Thule apre il suo primo negozio in Italia.
yuppy.

La notizia è positiva per diversi punti di vista.
1) è un bel segnale per l’Italia, noi ce ne diciamo tante, siamo sempre un po’ autodistruttivi. La notizia è che una azienda scandinava ha scommesso su di noi. Dovremmo esserne fieri.
2) è un bel segnale per me, adoro Thule e la collezione Subterra, in particolare, mi piace particolarmente. Dovrò tenere a bada la mia carta di credito!

il negozio è all’interno dell’Orio Center, centro da me amato perchè ha ospitato in tempi non sospetti uno dei primi Apple Store d’Italia e quindi per lungo tempo è stato meta di pellegrinaggi.

All’inaugurazione di Thule, io c’ero!

Non potevo mancare, sarà che sto diventando filoscandinavo (Thule è svedese)  ma trovo la linea subterra quello che avrei voluto fare io se avessi avuto 75 anni di storia alle spalle e un team di designer.

La principale caratteristica della linea Subterra risiede nel fatto che sono prodotti pensati per viaggiatori che portano con se computer e un cambio per una o più notti. Sono prodotti progettati per ospitare scarpe, tecnologia e indumenti. In alcuni modelli la tasca porta tecnologia contiene una tracolla.
Fantastica nei check-in, utilissima in treno. Quando non serve potete tenere tutto in un unico bagaglio.

E la genialata è tanto semplice quanto furba, nella tracolla c’è anche un manico che permette di portare il bagaglio come valigetta.

Brava Thule!


Il tutto in un contenitore di design che non stona se viaggiate in giacca e cravatta.

 

Ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con il sales manager europeo ed è stato molto chiaro sul perchè aprire un negozio in Italia (by the way: vi posso dire che è il primo ma non sarà l’ultimo).
Thule è convinta (a ragione) che in Italia può intercettare un pubblico cosmopolita, informato e sempre in movimento.

Ed ora qualche scatto del negozio!

Come vestirsi nel profondo nord?

 

In previsione di un mio imminente viaggio nel nord della Norvegia, ho preparato una”packing list” dedicata.
Nel programma che mi è stato inviato dall’ente del turismo Norvegese ho trovato alcuni link utili relativi alle destinazioni che visiterò ma anche un approfondimento su come vestirsi per vivere al meglio il profondo nord.
Il post che leggerete è liberamente tratto da questa fonte

Vestiti con saggezza
Evitiamo le scene alla Fantozzi e vestiamoci adeguatamente. Siamo praticamente al Polo Nord ma non è che dobbiamo scalare l’Everest con temperature prossime ai 50 gradi sotto zero.
Paradossalmente bisogna preoccuparsi più che altro dei luoghi al chiuso: fra camini, stufe, e caloriferi la temperatura  può raggiungere i 25C.

Il rischio non è morire di freddo, ma di caldo! fantozzi-congelato

Lana a contatto con il corpo
Su questo sito ne parlo da ormai quasi 10 anni: la lana è il miglior amico del corpo anche se, va detto, i tessuti sintetici hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni.
Usate intimo tecnico in lana: merino o alpaca andrà benissimo o, in alternativa, le fibre sintetiche.
Evitate assolutamente il cotone perchè traspira molto di meno e con il sudore rischiate il raffreddamento del corpo.

Vestirsi a cipolla
E’ un detto ormai noto ai più.
Oltre all’intimo tecnico che va inteso come pantaloni e maglietta lunga (e non solo slip/boxer), è consigliabile usare un pile o un maglione in lana.
Per i pantaloni, meglio optare per un capo antivento e antipioggia. Di certo non i vostri magnifici jeans da città.
Opportuno anche portarsi una sciarpa o scaldacollo, qualcosa insomma che tenga calda la vostra gola.
Anche le calze di lana sono un must.
Completa la dotazione un piumino, un cappello che copra anche le vostre orecchie, i guanti e delle scarpe imbottite.
Nota: privilegiate dei capi con zip che si possano togliere facilmente.
Entrando nei luoghi chiusi la temperatura aumenta ed è opportuno alleggerirsi per evitare di sudare e di morire di freddo quanto tornerete all’aperto.
Questo si fa non solo per non sudare ma per evitare di congelare quando uscirete di nuovo.

Sul ghiaccio
La pioggia non è rara nel profondo nord e per via della temperatura, può diventare facilmente ghiaccio. Per evitare di scivolare ogni 3 metri è saggio usare scarpe con ottimo grip. Se pensate di camminare facendo salite e discese, dei ramponi possono fare al caso vostro. Non costano tanto, sono utili e vi eviteranno di scivolare.

Azione!
Ipotizziamo che abbiate in mente di fare delle passeggiate: quanto ho scritto sopra vi permetterà di non morire di freddo o di caldo.
Se invece pensate di fare un po’ di azione come ad esempio usare una motoslitta accertatevi che siano disponibili delle tute termiche e dei guanti imbottiti e rinforzati per attività all’aperto.

Sii civile: togliti le scarpe
Mai entrare in una casa con le scarpe addosso. Toglietele prima. Entrare con le scarpe in casa è considerato un insulto.

Info sulla destinazione
https://www.facebook.com/NorthernNorway/
https://www.instagram.com/visitnorway/

Attrezzatura
A brevissimo un focus sullo zaino Manfrotto e sui capi Columbia che mi accompagneranno durante il viaggio

Consigli per navigare: Unclutterer

Seguo l’agenzia giornalistica Internews e ho pensato di creare un link fra TheSmarttraveller, supplemento dell’agenzia e Internews.

Il link sarà un sito suggerito dal sottoscritto, senza escludere suggerimenti di terzi (anzi suggerimenti?).
Cercherò siti originali e/o utili magari poco noti in Italia.

Iniziamo con Unclutterer, un sito in lingua inglese pensato per dare suggerimenti sull’organizzazione domestica e lavorativa.
Come scrivono i suoi fondatori, lo spazio è per disorganizzati cronici ma anche per chi, già organizzato, cerca spunti per migliorarsi ancora.

Lo spirito che anima chi scrive su unclutterer è quello di aiutare a razionalizzare quello che si usa.
Questo lo si fa riducendo il superfluo e soprattutto focalizzandosi sugli spazi e su ciò che si possiede per produrre di più, essere più efficienti e meno stressati.

Il grande mistero della “bustina”

Iniziamo questo 2017 con leggerezza!

Ho letto tanti post con bilanci, valutazioni, buoni propositi e francamente non mi andava di essere l’ennesimo che usa il blog come confessionale di fine anno.
Magari ne riparliamo fra qualche mese ;-)

E allora parliamo della bustina che però ha altri nomi più o meno altisonanti o finto chic:
– man toiletry bag
necessaire
– wash bag for man
– trousse per uomo

Ho fatto un po’ di ricerche e devo dire che sui siti regna un po’ di confusione sul nome e la tipologia.
E non intendo neanche prendere in considerazione di fare un po’ di chiarezza sul tema!
Alla fine, per come lo si voglia chiamare, resta comunque un concetto: questo contenitore deve essere trasparente per i voli aerei e può avere diverse grandezze, direttamente proporzionali alle nostre esigenze.

Di fatto, a meno che non si abbia la necessità di dover prendere dei medicinali, la maggior parte di noi opterà (almeno fra i maschietti) allo spazzolino e il dentifricio.
il resto può essere una non precisata lista che può prevedere:
Schiuma o sapone da barba
rasoio manuale o elettrico
Dopobarba
olio pre-barba
Profumo
stick labbra
colluttorio
filo interdentale

poi a seconda di dove si va potrebbe essere anche essere il caso di portare dei medicinali come ad esempio:
antibiotico
antidolorifico
antiinfiammatoria
collirio
Stick protettivo
antizanzara e antimeduse
tachipirina

Poi se fate sport in maniera assidua potreste prendere degli integratori e qui ne abbiamo per tutti i gusti!

Come dunque avrete capito, esattamente come un bagaglio, anche la lista delle cose da portare per la nostra salute e benessere può essere piuttosto varia.
Da qui il fatto che anche la scelta del contenitore deve tenere conto delle nostre necessità.

La bella notizia è che ci sono veramente tante opzioni sul mercato, dalle dimensioni ai materiali più o meno nobili e tecnici.

La brutta notizia è invece il fatto che non ci siano ancora delle soluzioni innovative.
Le forme sono rimaste sostanzialmente le stesse negli anni.
Unica eccezione, almeno fra le opzioni individuate, la proposta dello studio dror per Tumi.

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MasterOfPhotography

Metti un professionista, metti un format internazionale, metti un disturbatore e metti tanti amici.
Questa è la sintesi degli incontri di MasterOfPhotography presso lo spazio Sky in Darsena Milano.
Il professionista si chiama Alessandro Gaja, bravo e smart.
Del resto è un professionista.
Lui nello spazio Sky in Darsena fa quello che gli riesce meglio: documenta la quotidianità attraverso le persone.
Non lo fa con meravigliose modelle o con palestrati modelli. Lo fa con le persone “normali”che passano in Darsena e le valorizza.
Una volta fatto lo scatto la sd card viene data ad una ragazza che la scarica su iPad.
Queste foto vengono poi inviate via mail a chi si è fatto ritrarre.
A supporto del bravo Alessandro, un fondale, delle luci e una splendida Leica.
Mica pensare che sia merito della macchina fotografica. Le persone, prima di fotografarle, vanno “squadrate” in pochi secondi.
Ci vuole empatia per capire se con quella persona o quella coppia si può osare con una posa creativa o se sia meglio una rappresentazione più istituzionale, quasi da fototessera.
Il format è Master of Photography: un talent che è stato mandato in onda su Sky Arte a partire dal 21 luglio 2016 in Germania, Italia, Regno Unito, Austria e Irlanda.

Il format è semplice e ricalca la logica dei talent.
Da una parte ci sono i candidati, dall’altra la giuria. In mezzo la presentatrice, Isabella Rossellini.

Con modi più o meno diretti i giudici fanno il loro lavoro, cioè analizzano, valorizzano o massacrano il lavoro fatto dai pretendenti.
In stile highlander ne resterà solo uno che riceverà soldi, gloria e visibilità.
Il disturbatore o ospite è un blogger o instagramer che raccontare quello che vede, le persone in posa, il fotografo e che diventa parte integrante con lo show della serata.

Così è stato per me e per Nunzia Cillo.
Eravamo noi i due ospiti della serata e abbiamo fatto quanto era in nostro potere per rendere l’evento ancora più festaiolo di quanto già fosse.

Eccovi un po’ di scatti “rubati” durante la serata.

 

I 10 oggetti del tecnorunner

Premessa
quando si parla di corsa e di sport, c’è chi apprezza e c’è chi invece pensa o dice: ma chi te lo fa fare! I prodotti che ho acquistato non servono a farmi vincere le gare (cosa che comunque non avviene) ma ad avere più informazioni sul mio stato di salute, ridurre il rischio di infortuni ed essenzialmente divertirmi di più durante le gare.

Quindi non pensate che questi prodotti vi facciano diventare come il dopatissimo capitan Ivan Drago di Rocky4 

ivan drago

Siamo davanti ad una rivoluzione!
Questo è l’assioma con cui inizia il libro Run With Power: The Complete Guide to Power Meters for Running
Pur non avendolo ancora terminato, il paradigma è questo: grazie alla misurazione dei watt nella corsa, sarà possibile correre meglio, riducendo gli infortuni e per chi lo vorrà, migliorando la velocità.

Rimando ad altre occasioni l’approfondimento sulla corsa con i watt.
Eccovi invece una lista di prodotti che ho acquistato negli ultimi mesi per avere maggiori informazioni sulla mia corsa, condividerle con esperti: allenatore, nutrizionista, osteopata e ottenere dati da poter poi utilizzare a mio vantaggio.
I prodotti non sono elencati per ordine di importanza. Con questi diventerete dei tecnorunner ;-)

1) Hickies
Si tratta di lacci elastici da sostituire a quelli tradizionali già inclusi nelle vostre calzature.
Li uso per correre evitando così il fastidio del doppio nodo.
E’ importante usarli con scarpe che siano già adatte al nostro piede meglio ancora se fascianti. hickies

hickiesorazio

2) SuperOp
Superop è un prodotto hardware – software che permette di monitorare la frequenza cardiaca, la pressione e di riportarle poi in una applicazione per iPhone o Android.
A differenza della maggior parte delle applicazioni che si “limitano” a dare il dato, SuperOp permette di elaborarlo.
Dopo aver fatto un certo numero di registrazioni, il software sarà in grado di informare l’atleta e se lo si vuole anche il suo coach, sullo stato di forma.
In questo modo sarà possibile adattare il carico di allenamento. Se Superop registra un certo stato di affaticamento, si sconsiglia di fare allenamenti lunghi e faticosi.
Superop è un prodotto recente e l’ho scoperto grazie al mio allenatore, Matteo Torre.
superop_orazio spoto

3) Stryd
Stryd permette di calcolare la potenza durante la corsa.
L’unità di misura sono i watt e di solito vengono usati nel ciclismo.
A tal proposito esistono prodotti piuttosto costosi e raffinati come il Garmin Vector ma sono appunto dedicati ai ciclisti.
Stryd invece è pensato per i runner e si tratta di una soluzione che mixa hardware e software.
L’hardware è una fascia da utilizzare intorno al torace che registra, una volta collegata al nostro orologio con cardiofrequenzimetro.
Sono sicuro che a breve anche Garmin presenterà una sua fascia specifica!

4) Training Peaks
Un software che permette di strutturare e calendarizzare i propri allenamenti.
Grazie alle numerose connessioni con altri software questa piattaforma può importare dati relativi ad alimentazione e sonno

5) Orologio GPS
Ci sono diversi modelli in circolazione, con varie caratteristiche. Io sto usando il Garmin Fenix3, il video è super motivante.

6) Withings Aura
Una lampada e un sensore che permettono di addormentarsi e svegliarsi con luci e musiche preferite.

7) Scarpe
Senza quelle, correre è veramente difficile (ma non impossibile). Non c’è nulla di più relativo al mondo. Possono essere c2 o c3, ammortizzate o meno, colorate o nere. Insomma, andate in un negozio ben fornito e fatevi fare un bel test di appoggio. Imparerete tante cose su di voi.
Fra i vari modelli mentre vi scrivo sto usando le Brooks Ravenna 7

8) Spotify + cuffie
L’ascolto di musica durante la corsa è stato paragonato al doping.
Esagerati!
Di certo una buona compilation può aiutare la propria prestazione.
Uso Spotify sul mio smartphone per ascoltare playlist sempre diverse che poi mi fanno compagnia quando sono un po’ meno motivato o devo fare dei lunghi allenamenti. Ovviamente servono anche delle cuffie, meglio prendere quelle bluetooth per non avere i cavi di impaccio durante la corsa.
Io uso queste della Mpow

9) marsupio o fascia
Fra chiavi, smartphone, acqua e carbogel (per chi fa allenamenti più lunghi) serve sempre un contenitore.
Non esiste una soluzione migliore delle altre ma il consiglio che vi do è quello di provare diversi prodotti e di non badare a spese.
La qualità dei materiali è importante: si tratta di accessori che userete per portare in giro valori, devono resistere alle intemperie e al vostro sudore.
Non ultimo dovete correrci!
Io sto usando questo prodotto della Salomon. Costa un po’ di più ma la qualità c’è.

10) Bilancia
C’è bilancia e bilancia. Io ne uso una che calcola la massa grassa, ha il sensore dell’aria e rileva il battito cardiaco. Questi valori posso poi essere trasferiti nella sopracitata piattaforma trainingpeaks.
Ah, calcola anche il peso.
Correndo scoprirete che perdere peso è un dettaglio. Meglio perdere peso per correre meglio!
La rilevazione della massa grassa non è affidabile al 100% ma ci va molto vicino.

Vi sentite un po’ tecnorunner ora?

 

 

 

 

EniPay: l’innovazione che funziona

Corriamo, voliamo, guidiamo.
Che sia per lavoro o per svago, siamo sempre in movimento.
Il tempo è sempre meno, dobbiamo incastrare più impegni e abbiamo bisogno di più informazioni.

Mi è capitato recentemente di dovermi spostare in auto per lavoro è dovendo fare rifornimento ho scoperto EniPay proprio in una stazione di servizio.

Ero un po’ in anticipo e ho deciso di installare e configurare questa app che permette di pagare il proprio rifornimento con il cellulare.
L’ho usata e l’ho trovata davvero comoda.
Vediamo come funziona.

1) per prima cosa scaricate l’applicazione  disponibile per ogni sistema operativo mobile
Android: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.eni.enipay
IOS: https://itunes.apple.com/it/app/enipay/id1084312352?ls=1&mt=8
Windows Phone: https://www.microsoft.com/it-it/store/apps/enipay/9nblggh5qd3c
2) Una volta scaricata l’app, registratevi inserendo i vostri dati, incluso il codice fiscale.
3) Con il profilo vi viene richiesto di associare una Carta di credito che servirà ad attingere il denaro per pagare i vostri rifornimenti.
4) Appena questi passaggi sono completati riceverete un link per confermare il tutto
5) A questo punto siete pronti ad usare l’app in uno dei punti abilitati (li trovate con l’applicazione abilitando la geolocalizzazione).
6) Con lo smartphone e l’applicazione aperta, inquadrate il QR Code sulla pompa di benzina e confermate che procederete con l’erogazione di carburante proprio da quella specifica pompa.
7) Procedete con l’erogazione
8) Al termine l’ammontare sarà visualizzato sull’applicazione e sempre recuperabile nello storico transazioni.

In questa infografica prelevata dal sito dedicato trovate il processo ben riassunto.

Enypay orazio

Il vantaggio di Enipay è duplice.
Da una parte velocizza il rifornimento: arrivi, inquadri, eroghi, paghi.
Dall’altra evita il ricorso a contanti e carte di credito (può capitare di dimenticare il portafoglio a casa e se ve ne accorgete troppo tardi sono guai).
C’è poi un plus: se siete possessori di Partita iva, avere la ricevuta in digitale e lo storico delle transazioni è una grande comodità in quanto potrete consegnare al vostro commercialista i file e non più il vecchio libretto con i timbri.
Qui trovate un approfondimento sul tema.

Buon viaggio!

 

Eataly per Autogrill: smartfood but not fast

Chi viaggia tanto conosce alcuni luoghi tattici: catene di bar negli aeroporti e stazioni di servizio in autostrada in primis
Luoghi per lo più conosciuti dove a prescindere dalla qualità, i prodotti sono globali e molto rapidi da servire.
Conseguentemente anche da gustare.
In questo contesto, da ieri c’è anche una novità.
Si tratta del nuovo Eataly per Autogrill presso l’area di servizio Secchia ovest, a pochi km da Modena.

Eatalyperautogrill orazio
Eataly, se non lo conoscete, è un fenomeno tutto italiano che ha letteralmente invaso e conquistato il mondo.
Il format è semplice: un supermercato con le eccellenze italiane. Da Eataly non trovate solo un’ottima pizza o un’ottima pasta.
Troverete anche i migliori ingredienti e strumenti per l’ottima pizza o l’ottima pasta.
Scoprirete dunque che il modo migliore per cuocere il pane è in un forno a legna e che non basta parlare di pomodoro.
Ne esistono svariate tipologie ma solo poche sono quelle giuste.

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Ho avuto modo di partecipare all’inaugurazione della struttura e di partecipare ad una visita guidata da Oscar Farinetti.
Oscar Farinetti è quello che si può definire un guru: non è solo il creatore di Eataly ma è anche un grande affabulatore.
Eatalyperautogrill orazio 3Ho avuto modo di ascoltare Oscar Farinetti ormai tante volte: mi ricordo in particolare l’inaugurazione del calendario Lavazza a Torino e in Expo.
Fisicamente, ricorda un personaggio dell’Italia anni ’50, potrebbe essere Giuseppe Bottazzi aka Peppone. Verace, senza capelli, con folti baffi e non molto alto.
Oscar è lontano dai luoghi comuni di oggi, molto più filo americani dove i personaggi influenti sono alti e atletici.
Ma è forse anche questo che colpisce ed è per questo che Eataly è una realtà così italiana.
Eatalyperautogrill orazio 4Da Eataly per Autogrill se avete fretta, siete avvisati. Qui vi conviene chiamare subito chi vi aspetta e avvisare che arriverete in ritardo.
Potrete perdervi, come in ogni altro Eataly fra pasta, pizza e secondi anche se siete sazi.
Perchè potrete scoprire la storia dietro ad ogni alimento, dietro ad ogni piatto.
In pratica più che una sosta tecnica è un corso accelerato di enogastronomia e di scoperta del territorio italiano.

Ma non si tratta solo di eccellenza italiana e di cibo, si tratta anche di fare sistema vero.
Quella tra Eataly ed Autogrill è una partnership in cui due realtà hanno trovato un accordo per comunicare e dare un messaggio univoco e di esempio: si possono unire le forze e superare gli egoismi.
Del resto, fare partnership per Autogrill è la norma e l’accordo con Eataly del resto è solo un passo di un cammino intrapreso da tempo.
Ho già avuto modo di parlare in questo blog che Autogrill ha siglato un accordo con l’Università di Pollenzo, l’Università di Slow Food.
E’ proprio da questo accordo che nasce il concept Bistrot di Milano.

Sono felice che questa struttura sia stata realizzata a Modena dove l’Autostrada del Sole che collega il Sud e il Nord, si incrocia con l’autostrada del Brennero che porta tanti turisti del nord Europa in Italia.

A Secchia, Eataly ed Autogrill valorizzano il viaggio nel Belpaese e una sosta qui è, direi, parte integrante del viaggio. Non una sosta tecnica.

Infatti mi piace vedere questa struttura come un caposaldo dell’italianità e delle immensa varietà e qualità di prodotti.
Come dire: c’è pizza e pizza.
E su questo permettetemi un ultimo ragionamento: da quando faccio sport in maniera molto più intensa ho imparato a nutrirmi in maniera diversa.
Soprattutto ho capito che gli alimenti devono poter nutrire, più che saziare, per dare energia.

Non da meno, devono essere digeribili, altrimenti la tua performance (sia che si tratti di una corsa o di un tratto alla guida) possa essere la migliore possibile.

Questo mi ha insegnato ad essere molto più esigente quando mangio e a distinguere fra singoli prodotti scegliendo quelli con maggior contenuto nutrizionale (che non sempre significa con minor contenuto di grassi ;-).Eatalyperautogrill orazio 5

Dunque il messaggio che voglio condividere con voi è questo: viaggiate, scoprite, esplorate ma fatelo sempre con qualità.
Non solo: imparate a vedere nel riposo e nella soddisfazione degli elementi imprescindibili dal giudizio finale su un viaggio.
Anche se dovesse trattarsi di una trasferta di lavoro di un giorno.
Buon viaggio, buon riposo e buon appetito!

Smart travelling: travel Jacket

Prosegue la carrellata di accessori/indumenti per viaggiare smart (per smart traveller intendo viaggiare con solo bagaglio a mano, con stile e con una dotazione tecnologica funzionale e non ridondante – nda).

Questa volta parleremo di Travel Jacket. Ne esistono varie in commercio. Semplificando al massimo si tratta di un capo in tessuto tecnico con la forma e le sembianze di una giacca e qui fughiamo qualsiasi dubbio su cosa sia una giacca. Quella che sto utilizzando ultimamente è prodotta dalla CP Company ed è un capo della collezione di tre anni fa.

Va detto che CP Company non è nota per essere un capo senza alcuna velleità travel. E’ una azienda che fine a due anni fa apparteneva alla stessa azienda che produce i capi della Stone Island. Lo stile dunque si puó considerare funzionale, semplice e di caratterizzazione militare.

La giacca è fatta in poliestere e poliammide, la forma è quella classica a due bottoni con fodera interna dello stesso colore dell’esterno. È piuttosto rigida. E’ ovviamente idrorepellente.

Indossata in città ha tutta la parvenza di un capo da tutti i giorni che si potrebbe usare tranquillamente in ufficio come faccio io.  L’ho già usata in diverse occasioni, in particolare è stata una inseparabile compagna di viaggio a Copenhagen dove mi ha riparato dal vento e dalla pioggia che per buona parte del soggiorno, mi hanno fatto compagnia.
Buon viaggio (smart).