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Manfrotto: zaino collezione street, 4 motivi per averlo

Da ormai 30 giorni sto divertendomi con uno zaino della Manfrotto, nello specifico è uno dei prodotti della collezione street in Cordura (qui le info ).
L’ho portato con me in giro per Milano, Roma e Bologna. E’ stato il mio “socio” in Norvegia, a Bergamo e in Croazia.
Ecco i motivi per i quali suggerisco caldamente questo prodotto della Manfrotto.

  1. un zaino tascabile: normalmente uno zaino fotografico è molto voluminoso, io ho fatto il test della metro all’ora di punta e il test è andato alla grande. Specialmente se usate le mirrorless, questo prodotto è perfetto

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2) resistente: il tessuto è un mix di cordura e denim. Resiste alle macchie e alle intemperie. Dal caffè rovesciato in un bar di Bologna alla nevicata in Norvegia.
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3) Ha stile. Uno zaino fotografico tradizionale di solito si nota ad 1km di distanza, è gonfio e monolitico e da l’idea di essere molto pesante. E’ effettivamente così. Questo zaino Manfrotto ha un look diverso, è più slim ma è in grado di trasportare attrezzatura comunque pesante (computer, tablet, una o due corpi macchina e uno o due obiettivi).
Potete andarci in giro anche in abito e avrete comunque un look “business”
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4) è “aeroporto friend”, l’ho usato come bagaglio a mano e grazie alle tre tasche: portacomputer, porta macchine fotografiche e “varie”, queste ultime due con carica dall’alto e hanno funzionato benissimo.
Lo zaino inoltre ha un suo numero seriale che lo rende unico e riconoscibile in caso di furto

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5) è molto urbano. Il lato negativo degli zaini è che si vede chiaramente che trasportano materiale costoso. Questo zaino differisce dai normali zaini e può facilmente mimetizzarsi senza dare troppo nell’occhio.
Unico neo che lo tradisce, la scritta Manfrotto che comunque è piuttosto discreta.
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Cosa cambierei?
Lo zaino non ha pecche funzionali, prenderei in considerazione un rafforzamento della parte superiore per dare più struttura allo zaino.
anche se, in realtà basta riempire bene anche la parte superiore.
Avrei poi fatto delle tasche laterali più alte ed elasticizzate per rendere più agevole il trasporto dell’acqua.
Chiaramente tutto dipende dalle dimensioni della vostra borraccia!

 

 

inlombard1a: buona la prima

E’ iniziato il nuovo progetto di inlombardia: si chiama inlombard1a ed è finalizzato alla formazione turistica degli operatori locali.

Si tratta nello specifico di un roadshow di 8 tappe in altrettanti posti della Lombardia.

Ad ogni tappa, un team di formatori si occupa di dare informazioni utili e molto pratiche a vantaggio di chi vive il territorio quotidianamente.

Il mio modulo si chiama “social media marketing” e ho avuto l’onere e l’onore di fare 3 lezioni da 45 minuti ad un totale di 110 persone.

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Tra l’altro la mia docenza è stata fatta con delle cuffie. Avete presente la silent disco? ecco, noi abbiamo fatto la silent classroom!

Su twitter e sui social network in generale abbiamo parlato ampiamente dell’evento, prima durante e dopo.
I risultati sono stati molto interessanti anche “on line” con centinaia di contenuti prodotti durante gli incontri.

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Prossima tappa: il 20 marzo a Brescia.
Info extra qui

InLombard1a: un anno di formazione

Quest’anno si raddoppia.

Dopo il successo di inlombardia365, il progetto di promozione turistica della Regione Lombardia, quest’anno si bissa.
Il 20 infatti partirà InLombard1a, un progetto di formazione agli operatori.
Sarò parte di questo progetto:
 un grande evento per tutti e di tutti.

Il sito è online: http://explora.in-lombardia.it/progetto/inlombard1a/ con un’area riservata su registrazione per accedere alle iscrizioni ai panel e alle informazioni sui workshop.

E stato creato il gruppo su Facebook dedicato al primo eventi 1° Tappa inlombard1a – Como, Lecco, Monza dove comunicare e interagire con ospiti e relatori. 

Ed ecco qua il programma della prima tappa

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28 gennaio: fai il pieno di arance con AIRC

Ditelo, scrivetelo, postatelo su instagram. Ma fatelo.
Sabato 28 gennaio tornano “Le Arance della Salute” di AIRC

15 mila volontari2.700 piazze e tanto amore per la campagna 2017  “Arance della Salute”.

Bastano  9 euro per avere una reticella da 2,5 kg di arance e una Guida con informazioni sulla selezione dei cibi da portare in tavola e una corretta lettura delle etichette alimentari. 

L’alimentazione, come il movimento sono fondamentali per prevenire questa terribile malattia.

Quando l’Airc mi ha chiesto di dare il mio contributo, non ci ho pensato due volte. Qui sotto l’immagine che ho realizzato al tramonto.
Ovviamente ci vediamo in piazza per prendere almeno una confezione di arance!

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christmasjumperday: i social possono fare bene

Bullismo, violenza, odio.
Sembra che i social media siano una palude putrida dove l’unica cosa a svilupparsi è l’invidia e la diffamazione.

Per fortuna non è così e progetti come christmasjumperday di Savethechildren ce lo dimostrano chiaramente.

Christmasjumperday è l’iniziativa promossa da savethechildren per testimoniare l’attenzione verso il mondo dell’infanzia.

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Tanti personaggi più o meno noti hanno deciso di scendere in campo e di mettere a disposizione il proprio talento e i propri numeri per una giusta causa.

Qui potete scoprire nel dettaglio le caratteristiche del progetto.
Qui invece avere una overview dei vip che hanno partecipato al progetto.

Infine qui potete trovare una delle foto che sono state realizzate da blogger e influencer e ripostate dall’account savethechildren.
Il mio coinvolgimento per questa attività è stato duplice: da una parte anche io ho ricevuto e scattato la foto pubblicandola su instagram, dall’altro ho coinvolto circa 10 instagramers che gratuitamente hanno deciso di partecipare al progetto.

Dunque quando si parla di social network e volontariato, ricordiamoci che si può fare.

Cremona: fra violini e torroni

Era un anno che non tornavo Cremona. 

Anche quella volta ero in città per poter partecipare alla festa del torrone.

Oggi, oltre che per documentare la festa del torrone, sono qui per scoprire la città insieme ad un gruppo di blogger ed Instagramers. 

Ospiti di Explora  per il progetto inlombardia365 e della città di Cremona ho avuto modo di esplorare le eccellenze locali.

Questa città mi sembra tremendamente attaccata al proprio passato e certe volte così orgogliosa dei propri eroi da non riuscire a crearne di nuovi.

Nomi come Stradivari, sono effettivamente  pesanti suppongo che non sia facile creare nuove attrazioni.

Tuttavia quella che potrebbe sembrare una debolezza, é un punto di forza. 

Qui possiamo trovare nuove generazioni di Liutai. 

Ci raccontano che lavorano esattamente come si faceva 300 anni fa. 

Qui alcuni grandi imprenditori e artigiani hanno ricomprato i violini Stradivari che hanno viaggiato per tutto il mondo per poi riportarli a casa, donarli al Comune e vederli esposti nel fantastico museo del Violino.

E’ dunque amore, al limite della gelosia.

Canon take over

Canon ha deciso di affidare il proprio account Instagram ad alcuni Instagramers.

La selezione, fatta da me in accordo con l’azienda, cha permesso di creare un team di narratori da nord a sud.

Il meccanismo è facile: l’instagramer realizza con una macchina Canon 15 scatti della propria città/territorio.
A questi aggiunge 15 descrizioni (caption).

Questi 15 scatti saranno pubblicati su CanonItalia, account molto seguito e commentato.
I 15 scatti possono essere pubblicati anche dall’instagramer di turno.
Unico vincolo: pubblicare sul proprio profilo la prima foto per annunciare l’attività di take over.

Ecco le foto pubblicate fino ad ora. Seguite l’account e/o questo post per gli aggiornamenti!

 

 

A scuola di Instagram

Instagram puó diventare uno strumento ad uso e funzione dei giornalisti.

La risposta parrebbe essere si. 

Per conto di Mondadori e IED sto seguendo un corso (ormai giunto alla quarta edizione) dedicato ai giornalisti.

L’obiettivo è dare loro gli strumenti indispensabili per muoversi in autonomia durante le loro ‘missioni’ per conto della testate.

Fra le attivitá spesso prevedo delle uscite con l’obiettivo di seguire e interpretare un tema narrativo.

Questa volta era: positività a Milano

La Triptherapy di Claudio Pelizzeni

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The Smart Traveller nasce come spazio dedicato all’arte del viaggio, al racconto del territorio ma anche alle storie di chi viaggia come Triptherapy

 

Oggi vi voglio parlare di un progetto di Lifestills Collective che di fatto si installa su Triptherapy.
Il progetto in questione vuole raccontare il  viaggio senza aerei di Claudio Pelizzeni.

Claudio Pelizzeni, originario di Piacenza, vicedirettore di banca, decide di lasciare il proprio lavoro per dare spazio al sogno più grande: viaggiare.
Ma non lo fa con semplicità: decide di girare il mondo senza aerei assieme ad uno “scomodo compagno di viaggio”, il diabete. E’ qui che fonda triptherapy.
Prefissato un limite di 1000 giorni, Claudio vuole dimostrare come il viaggio possa essere terapia per anima e corpo.

Lifestills Collective artefice del progetto di comunicazione è un team di filmmakers indipendente formatosi nel 2013 con base a Cagliari.
Hanno realizzato documentari a tema sociale, naturalistico e lavorativo, assieme a delle brevi serie di piccoli documentari per il web.

Lifestills Collective ha lanciato una campagna di raccolta fondi su Eppela.
L’obiettivo di 9000 euro è destinato esclusivamente alla copertura delle spese di viaggio e sostentamento del team durante le giornate di ripresa.
La parte relativa alle prestazioni tecniche e lavorative del collettivo saranno messe a disposizione spontaneamente dall’intero team.
Una prima tranche di riprese è già stata realizzata in Brasile.
La seconda e ultima parte si svilupperà tra Africa ed Europa durate il ritorno a casa di Claudio.

Qui sotto troverete i link dove saperne di più sul progetto, sul team e sulla storia di Claudio. 

Link Eppela

Link Lifestills

MasterOfPhotography

Metti un professionista, metti un format internazionale, metti un disturbatore e metti tanti amici.
Questa è la sintesi degli incontri di MasterOfPhotography presso lo spazio Sky in Darsena Milano.
Il professionista si chiama Alessandro Gaja, bravo e smart.
Del resto è un professionista.
Lui nello spazio Sky in Darsena fa quello che gli riesce meglio: documenta la quotidianità attraverso le persone.
Non lo fa con meravigliose modelle o con palestrati modelli. Lo fa con le persone “normali”che passano in Darsena e le valorizza.
Una volta fatto lo scatto la sd card viene data ad una ragazza che la scarica su iPad.
Queste foto vengono poi inviate via mail a chi si è fatto ritrarre.
A supporto del bravo Alessandro, un fondale, delle luci e una splendida Leica.
Mica pensare che sia merito della macchina fotografica. Le persone, prima di fotografarle, vanno “squadrate” in pochi secondi.
Ci vuole empatia per capire se con quella persona o quella coppia si può osare con una posa creativa o se sia meglio una rappresentazione più istituzionale, quasi da fototessera.
Il format è Master of Photography: un talent che è stato mandato in onda su Sky Arte a partire dal 21 luglio 2016 in Germania, Italia, Regno Unito, Austria e Irlanda.

Il format è semplice e ricalca la logica dei talent.
Da una parte ci sono i candidati, dall’altra la giuria. In mezzo la presentatrice, Isabella Rossellini.

Con modi più o meno diretti i giudici fanno il loro lavoro, cioè analizzano, valorizzano o massacrano il lavoro fatto dai pretendenti.
In stile highlander ne resterà solo uno che riceverà soldi, gloria e visibilità.
Il disturbatore o ospite è un blogger o instagramer che raccontare quello che vede, le persone in posa, il fotografo e che diventa parte integrante con lo show della serata.

Così è stato per me e per Nunzia Cillo.
Eravamo noi i due ospiti della serata e abbiamo fatto quanto era in nostro potere per rendere l’evento ancora più festaiolo di quanto già fosse.

Eccovi un po’ di scatti “rubati” durante la serata.