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Malta: scopriamo insieme l’isola con Kayak

Malta, una terra ricca di storia e con un clima fantastico.

Ma anche testimone di drammi, come quando fu bombardata ripetutamente durante la Seconda Guerra Mondiale o di grandi eventi storici come l’insediamento dell’Ordine dei Cavalieri di Malta.

Un luogo dove imparare l’inglese, dove abbronzarsi, dove guidare a destra, dove mangiare ottimo pesce.
A chi piace ovviamente. A me no ma i ristoranti che sono specializzati in piatti di mare sono veramente tanti.

Un luogo dove trovi facciate che non puoi fare a meno di fotografare anche se stai correndo.
Possono sembrare dismesse ma non lo sono. Anzi sono abitatissime.

 

Un luogo dove senti parlare inglese con accento siciliano ma con parole che non riesci a comprendere e sembrano arabo.
E infatti c’è anche tanta cultura araba a Malta.

Un posto dove la gente è visibilmente felice e se la gode

 

Un posto dove l’architettura è molto pratica, molto militare si direbbe. Infatti Malta ha sempre dovuto difendersi dai nemici sempre pronti a controllarla, occuparla e sfruttarla.
A Malta potete anzi dovete guidare a destra e dovete prestare la massima attenzione mentre passeggiate o correte perché le macchine arrivano da destra e dovete sempre ricordarvelo.

 

Malta è poi quell’isola dove i gatti vengono rispettati e amati.
Passeggiando per l’isola non mancano vere e proprie isole protette per i felidi con casette e ciotole.
Davvero non ho mai visto tanta attenzione per i gatti.
Questo ovviamente non può che fare piacere a chi, come me, li ama.

gatti a malta by orazio

Questi e altri pensieri sono raccolti in questa intervista che ho rilasciato a Kayak.
Non pretendo di volervi portare tutti a Malta ma senza dubbio spero di darvi qualche consiglio per visitare Malta con occhi diversi.

 

 

Yohji Yamamoto: il poeta che compone per Adidas

 

orazio_adidasy3Da appassionato, apprezzo molto le aziende che fanno di tutto per innovare.
Adidas è una di queste anche perché sa scegliere bene i suoi partner, per esempio Yohji Yamamoto.
Quest’uomo, che di professione fa lo stilista, ha siglato la collezione Adidas Y3.
Tanto per prendere confidenza con Yamamoto, questa è una delle sue frasi più note:

« Lo stile è l’arte di mischiare, di mettere in valore e di governare esteticamente ciò che uno ama.
Per quel che mi riguarda, mi piace associare allo chic dei creatori quel che vado trovando al mercato delle Pulci.
Scegliere è la nostra ultima libertà.
Indossare gli abiti di certi stilisti è come cambiare vita.
Quando qualcuno mi dice: “Yohji, desidero portare i tuoi vestiti”, gli rispondo: “Attento, non fidarti. Non è così semplice”. »

Lo stile di Yamamoto è particolare, su wikipedia, il redattore ricorda che la sua moda viene definita post atomica.
Personalmente trovo particolarmente interessanti queste fusioni.
Non tanto per lo stilista quanto per il fatto che un brand sportivo può arricchire la collezione con il tocco di un artista che infatti viene definito maestro.
E’ solo con l’integrazione fra parole come stile e confort che si possono creare ottimi prodotti pensati per un pubblico più ampio.
Specialmente per quanti sono in spesso in viaggio e hanno bisogno di capi pratici ma con una certa personalità.

La linea Y-3 tra l’altro sembra funzionare e bene.
Basti pensare che a New York è stata aperta una boutique e che la collaborazione sembra proseguire con grande soddisfazione reciproca.
Naturalmente alcuni modelli vogliono stupire e non so voi ma io difficilmente uscirei con delle scarpe post atomiche.
Tuttavia la maggior parte dei prodotti sono tanto notevoli quanto semplici come lo zaino che sto utilizzando tutt’ora.
Si tratta di uno zaino dalla linea elegante, realizzato in neoprene con una tasca a spacco per prendere le minuterie (monete, chiavi) e con una tasca centrale che permette un rapido accesso al contenuto dello zaino.
Le cerniere, nere, sono waterproof.
Due tasche laterali, porta bottiglia e porta ombrelli , lo rendono estremamente tecnico.

Tocco di grande stile, due bande bianche sugli spallacci che rendono lo zaino estremamente riconoscibile e personalizzato.
Dunque stile, leggerezza, tecnicità in un unico prodotto.
Raro a trovarsi.

 

 

Dryrobe, qualcosa di nuovo in giro

 Mentre ero alla ricerca di informazioni su una muta, mi sono imbattuto in questa azienda: Dryrobe®
Il claim è

The outdoor change robe.™ A weather-proof change robe. Get changed inside it!

dryrobe

Ho subito provato a cercare maggiori informazioni sul sito per scoprire che Dryrobe è una mantella pensata per tenere subito al caldo un atleta dopo uno sforzo.

La prima cosa a cui ho pensato è la mitica scena del primo Point Break in cui Patrick Swayze fissa il mare, sotto una pioggia torrenziale.

Nella scena c’è lui, la muta, le onde e una specie di vecchia coperta a ripararlo.
Notevole ma nel 2016 non funziona!
dryrobe_orazio
Ad un quarto di secolo dal film qualcuno sembra che abbia finalmente pensato ad una evoluzione della coperta.
Più pesante del classico telo di plastica o del più prosaico bustone nero della spazzatura, più idrorepellente del gore tex.
Dryrobe +  waterproof e antivento.
dryrobe maniche lunghe
Il design, in foto la variante con maniche lunghe è pensato per farvi somigliare ad un wannabe jedi.
Infatti le maniche sono piuttosto larghe per non diventare matti nel tentativo di indossare la giacca con la muta.
Completa la dotazione della giacca, qualche comoda tasca per metterci il necessario .
dryrobe maniche corte

 La versione a maniche corte è ancora più da jedi anche se secondo me non si pone neanche il problema.
Molto meglio prendere la versione di Dryrobe a maniche corte!

E’ ovviamente possibile richiedere la versione personalizzata e non poteva mancare la special edition rossa.
Questa special edition è pensata per allenatori e coach che così possono farsi notare.
dryrobe_rossaAlmeno così dice il sito.
Una cosa è certa, da quanto pratico sport in maniera più assidua, il mio bagaglio ha progressivamente perso la sua connotazione light!

Outlier Ultrahigh Backpack

Seguo Outlier con grande interesse da quando hanno mosso i primi tempi.

Sono fighissimi ma sono anche carissimi. Ma quanto a marketing sono dei geni.
Di certo Outlier è fra le aziende che ha sposato con grande convinzione l’abbigliamento casual maschile con i tessuti hi tech.
Ecco che mi arriva in casella di posta questa, direi, meraviglia.
Devo veramente tenere la carta di credito a bada.
Perchè lo comprerei?
Per prima cosa perchè ripiegato ha un ingombro ridotto
Outlier - UHB (Unroll Gif)

In secondo luogo, per il suo look tecnico ma al tempo stesso elegante

Outlier - UHB (401)

In terzo luogo, vi sembrerà una cavolata, ma la tasca laterale porta borraccia ha un grande valore, quando si è in viaggio ma anche per una giornata di lavoro.

Outlier - UHB (Tweave Pocket)

 

Sono (sarei) curioso di scoprire come si comporta lo zaino nel tempo e come riesce a gestire un carico che potrebbe arrivare a pesare diversi kg (borraccia piena, computer, tablet, macchina fotografica, caricatore non sono dei pesi piuma se messi insieme).
Soprattutto è importante che lo schienale sia ben rigido. Come potrà esserlo?

Lascio a questa grafica la spiegazione dei contenuti tecnici

Outlier - UHB (Tech Call outs)

Cosa non mi convince
Ho già usato zaini ripiegabili, sono leggeri e poco in grado di reggere grandi pesi.
Si sbilanciano.
Si rompono (specialmente le cuciture vicino ai manici e agli spallacci)
Il materiale per quanto hi-tech appare comunque poco nobile.

Il prezzo è piuttosto elevato: 350 dollari.
Insomma.

LoDo

CaseLogic LoDo: evoluzione di un marchio

LoDo

Reduce dal Press Day di Greenmedialab ho notato con piacere la nuova linea LoDo della CaseLogic.
CaseLogic è un brand affidabile e tecnico che però ha sempre dato priorità al contenuto rispetto alla forma.

Un dato di fatto, direi, soprattutto se paragonato a concorrenti di fascia media/alta come Tucano (che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni) o Thule.
Con la linea LoDo a mio parere, inizia una nuova fase di questo marchio.
Il tessuto che sostituisce il cordura, tipico di questa azienda può ricordare quello usato da The North Face o dalla Fjallraven, il GT1000 di cui parlai tempo fa su questo blog.
Il look è attuale, con un occhio al retrò che molti brand, a partire dai due sopracitati, stanno cavalcando con successo. E non sono i soli.

La nuova collezione LoDo è disponibile in tre colorazioni: Petrol Green, Dress Blue e Graphite.
Tutta la collezione è contraddistinta da inserti di vera pelle.
Vediamo quali sono i pezzi forti della collezione:

Commuter Bags: LoDo Satchel con scomparto imbottito per laptop (15.6”) e uno per tablet (10.1”) accessibile da un’unica grande apertura che ne semplifica l’accesso.

Daypacks:   lo zaino può trasportare in sicurezza un  laptop da 15’’ e un tablet da 10.1’’. La base di pelle, le chiusure magnetiche, lo schienale e le bretelle imbottite sono elementi che consentono il trasporto. La versione più grande offre un comparto imbottito per laptop da 15.6” e per un tablet da 10.1” con una grossa apertura e una tasca a zip discreta per il trasporto di cellulare.

lododaypack

Sleeves: le custodie LoDo trasportano tablet di 8’’ o di 10.1’’.Le custodie per laptop da 11.6’’, 13.2’’ e 15.6’’ hanno una tasca extra per trasportare in maniera ordinata anche altri accessori come cavi e caricabatterie.

LoDo_serie